Chi è Kulusevski, l'ultimo talento 'made in Atalanta' che giocava a calcetto con la sorella

Serie A

Maurizio Costanzi, responsabile del settore giovanile nerazzurro, lo notò in un torneo in Svezia soffiandolo all'Arsenal per 100mila euro. Chi è l'ultimo talento cresciuto a Zingonia sulle orme di Caldara e Conti

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Tutto merito di un vicino di casa: “Avevo 5 anni, mi vide giocare e disse a mia madre che avevo il talento per fare il calciatore”. Profezia rispettata, perché Dejan Kulusevski - classe 2000, centrocampista alla Cristante con 5 reti in Primavera - domenica ha esordito in A con l’Atalanta: “Sono molto felice, ora arriva il bello”. 18 minuti contro il Frosinone per farsi conoscere, un destro da fuori come biglietto da visita per presentarsi. Infine un regalo, quello per mamma, che nel giorno del suo compleanno festeggia un figlio in Serie A.

Gasperini è sicuro: “Ha qualità, forza atletica e resistenza”. E dopo Caldara, Gagliardini, Conti, Baselli, Gabbiadini e Grassi l’Atalanta dei giovani lancia pure lui, il ragazzo arrivato dalla Svezia che parla 5 lingue: “Macedone, svedese, italiano, inglese e tedesco!”. 

Kulusevski, dalla Svezia alla Serie A

Padre svedese, madre macedone, Dejan è nato a Stoccolma e da ragazzino giocava a calcetto insieme a sua sorella Sandra, di 4 anni più grande: “Ogni tanto mi saltava e io lo stendevo”, racconterà lei qualche tempo dopo. Il giorno dell’esordio tutta la famiglia era davanti la tv: “È stato meraviglioso vederlo giocare - dice Sandra -siamo orgogliosi”. Niente Natale insieme a casa Kulusevski, Dejan è stato convocato per la partita con la Juve e non è tornato in Svezia. L’esordio in Serie A è stato il regalo più bello che potessero ricevere. 

Kulusevski e sua sorella Sandra

Il guizzo di Costanzi

Quel vicino di casa diede la spinta decisiva, lui ci ha messo del suo iniziando con il futsal. Rigorosamente indoor però, in Svezia fa freddo e durante l’inverno ci si organizza. Un’ottima scuola: “Lì ho imparato a usare la suola, partivo da dietro e poi salivo". 

Prima difensore, ora centrocampista, due anni fa siglò 17 reti con l’Under 17 dell'Atalanta perdendo in finale contro l’Inter. Una piccola delusione. Maurizio Costanzi - responsabile del settore giovanile dell’Atalanta - lo scoprì durante un torneo estivo, convincendolo a firmare. “Mi volevano diverse squadre, ma l’Atalanta era il progetto migliore”. Anche se all'inizio non è facile, Dejan parla con sua madre per diverse ore al giorno e non riesce a trovare la sua dimensione, ma in sei mesi riesce ad ambientarsi. Anche grazie a un compagno di squadra speciale: "Devo ringraziare Rilind Nivokazi (oggi al Bologna)". 

Il "no" all'Arsenal

A Zingonia impara una serie di lezioni: scouting, eccellenza, tradizione, talento. L’Arsenal si inserisce all’ultimo ma la parola di Dejan non si discute. Niente Londra, sì a Zingonia.

Un bel passo avanti dai tempi del Brommapojkarna, uno dei settori giovanili più importanti di Svezia, quando Kulusevski giocava sia il sabato che la domenica: “Ero aggregato a due gruppi, quello del '99 e quello del 2000. Quando arrivai c’erano 25 squadre con tutti ragazzi della mia età!”. Tempo due mesi e Dejan gioca subito con i più grandi:Sono stato immediatamente promosso nella squadra principale”. Gol e assist. Diversi idoli da cui imparare: "Adoro Hazard e Mbappé, mi piacciono diversi giocatori. Ronaldinho è uno di questi, mia sorella tappezzò la sua camera con moltissime foto!". 

Maglia numero 10 per Dejan

I 'Calypso Boys' svedesi

Il suo migliore amico è Joel Asoro, attaccante svedese dello Swansea cresciuto insieme a lui, ai tempi del Brommapojkarna i due ragazzi erano simili ai Calipso Boys dello United anni ‘90. Kulusevski come Dwight Yorke, Asoro come Andy Cole. Stessi risultati. 

Parola di Dejan: “A volte Joel segnava 3-4 gol a partita, tutti grazie ai miei assist. E nella partita successiva i nostri ruoli si invertivano, così lui poteva ricambiarmi il favore”. Meglio da rifinitore però: “Per me fare un assist ha sempre avuto il valore di un gol”.

La fiducia di Gasperini

L’Atalanta l’ha soffiato all’Arsenal per 100mila euro, l’ennesimo investimento di una filosofia irripetibile, una scuola di vita: “Andiamo a cercare talenti nei paesi minori - ha spiegato Costanzi - poi svolgiamo una ricerca mondiale tramite gli eventi”.

Europei e Mondiali: “Il nostro lavoro è quello di ricerca e sviluppo”. Come fa un’azienda. Gasperini ha il compito di cercare il ragazzo più pronto e mandarlo in campo, e Kulusevski era già stato inserito in lista UEFA l’anno scorso. Sponsorizzato proprio da Gasp: “Sarà il prossimo ad esordire in prima squadra”. Promessa mantenuta, un grazie al vicino di casa.

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