Napoli, Lorenzo Insigne: "Senza i fischi a Koulibaly non mi sarei fatto espellere. Devo tranquillizzarmi"

Serie A
Lorenzo Insigne abbraccia Kalidou Koulibaly (getty)

In un'intervista l'attaccante azzurro è tornato sulla sconfitta di Santo Stefano contro l'Inter e sulla sua lite con Keita: "Sono stato provocato e ci sono cascato, non deve succedere di più". Poi "Lorenzo Il Magnifico" elogia Ancelotti: "Ho sempre voluto lavorare con lui"

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Lorenzo Insigne è pronto al rientro dopo aver scontato le due giornate di squalifica per l’espulsione in Inter-Napoli di Santo Stefano, la partita dei “buu” razzisti al compagno di squadra Koulibaly e della lite tra l’attaccante campano e il nerazzurro Keita. “Se non fosse successo quello che è successo a ‘Kouly’, non mi sarei fatto cacciare: ho subito una provocazione e ci sono cascato – ha detto il numero 24 azzurro in un’intervista a Dazn -. Ora devo guardare avanti, anche se so che in campo posso essere fastidioso con l’adrenalina che sale a mille. Devo tranquillizzarmi, non posso permettermi di lasciare i miei compagni in difficoltà”.

Il rapporto con Carlo Ancelotti

Insigne ha parlato anche di Ancelotti e della nuova posizione in campo: “Il mister l’ho sempre seguito – ha rivelato l’attaccante del Napoli -. L’ho sempre ammirato perché ha vinto tanto e ho sempre voluto lavorare con lui. Dalla prima chiamata che mi ha fatto mi ha ispirato fiducia e quando abbiamo iniziato ad allenarci è stato perfetto. La posizione in campo? Dopo la sconfitta con la Sampdoria, ha avuto l’intuizione di spostarmi come seconda punta e io ho dato la mia disponibilità”. Una scelta azzeccata visto il rendimento (sei gol dalla quarta all’undicesima giornata, prima del calo di fine anno, ndr). “Di solito mi capita il contrario – chiarisce Insigne -. Parto male e poi vado in crescendo. Questa volta è successo il contrario, ma sto lavorando per tornare in forma come all’inizio e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi”.

Zeman e la 10 di Maradona

Zeman è stato molto importante per me – ha proseguito "Lorenzo il Magnifico" -. Mi ha voluto prima a Foggia e poi a Pescara. Senza di lui non sarei arrivato sin qui. Se è vero che ci pesava ogni giorno? Sì, ma lo faceva per noi, per farci rendere al meglio in campo. Però quanto fumo in quella stanza, sembrava Milano…”. Infine la scaramanzia, che l’attaccante campano cerca di vincere con tre saltelli con il piede destro ogni volta che entra in campo. “Se lascerei la maglia 24 per la 10 di Maradona? No, mi tengo il mio numero. Anzi, spero che un giorno il club la possa ritirare se rimarrò nel cuore dei tifosi napoletani”.

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