Fiorentina, da Montella a Montella: andata e ritorno dell'Aeroplanino

Serie A

Dopo l'esonero del 2015 e un addio carico di polemiche, Montella torna sulla panchina della Fiorentina. Un viaggio di quasi quattro anni tra Sampdoria, Milan e Siviglia, senza mai riuscire a raccogliere gli stessi risultati ottenuti con la Viola

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Non si erano lasciati bene, si ritroveranno lasciandosi alle spalle le scaramucce del 2015, quando Montella fu esonerato dalla Fiorentina al termine di tre stagioni finite tutte ai piedi del podio. Una decisione che all’epoca il club prese “per il bene della società”, così si leggeva sul comunicato che annunciava la separazione delle due strade e che rinfacciava a Montella la volontà di lasciare comunque la Fiorentina. “Con grande rammarico, dobbiamo prendere atto del fatto che è venuto meno il rapporto fiduciario necessario per la prosecuzione di qualunque rapporto” e ancora “Ci saremmo aspettati dall'allenatore un comportamento più chiaro, più rispettoso e meno ambiguo nei confronti di una maglia, dei suoi tifosi e di una società che tanto gli hanno dato”, riportavano quelle righe gonfie di veleno. Quasi quattro anni dopo, c’è evidentemente la volontà di dimenticare e ricominciare (Montella potrebbe dirigere già in giornata il suo primo allenamento), come in alcune grandi storie d’amore.

Samp e Milan per dimenticare

Che ci sia stato amore tra Montella e la Fiorentina, infatti, è innegabile. Così come il fatto che la Viola sia sempre rimasta nel cuore dell’Aeroplanino, che provò a dimenticarla prima sulla panchina di un’altra vecchia fiamma, la Sampdoria, e poi accettando la sfida del Milan, prima di decollare in direzione Spagna.

I risultati ottenuti con la Fiorentina non li ha mai più ripetuti altrove. Né con la Samp, subentrando a Walter Zenga e conducendo i blucerchiati a un quindicesimo posto che portò entrambe le parti a concordare un addio consensuale, né con il Milan, dove riuscì a chiudere la prima stagione al sesto posto riportando i rossoneri in Europa dopo oltre tre anni, per poi essere esonerato nel corso di quella seguente, cedendo il timone a Gattuso.

Siviglia da dimenticare (a parte qualche notte)

Ancora peggio l’avventura spagnola al Siviglia, iniziata appena un mese dopo l’esonero dal Milan (30 dicembre 2017): la squadra mostra subito due volti, zoppicando in campionato e collezionando invece imprese nelle notti di coppa. Sotto la guida di Montella, il Siviglia raggiunge la finale di Coppa del Re (eliminando anche l’Atletico Madrid), ma soprattutto torna a splendere in Champions, con l’impresa dell’Old Trafford: il Manchester United  di Mourinho battuto 2-1 (dopo lo 0-0 dell’andata) e sbattuto fuori dal torneo, spagnoli ai quarti di Champions per la seconda volta nella storia del club. Peccato che poi entrambi gli epiloghi siano tristi e Barcellona (5-0 esagerato in finale di Coppa del Re) e Bayern Monaco (2-1 e 0-0 ai quarti di Champions) condannino Montella a una stagione senza tituli, chiusa anzitempo con un nuovo esonero, arrivato questa volta dopo una serie di 9 partite senza vittoria.

Volo di ritorno

Era il 28 aprile 2018, e dopo quasi un anno esatto lontano dalla panchina Montella aveva seminato qualche indizio a Sky Calcio Club, smentendo peraltro di essere stato contattato dalla Fiorentina. "Mi fa piacere che si faccia il mio nome, a Firenze ho passato tre anni strepitosi", disse ricordando i tre quarti posti consecutivi, senza dimenticare una finale di Coppa Italia (persa con il Napoli) e una semifinale di Europa League (ko proprio con il Siviglia). Ho solo grandi ricordi di una città meravigliosa”, aveva detto ribadendo il proprio rispetto per Pioli e per il suo lavoro. “A suo tempo ci siamo lasciati male, ci sono stati dei malintesi con i Della Valle. Poi ho avuto modo di parlarne e di chiarire”. Al punto da convincersi a riprovarci.

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