Rocchi esclusivo: "Dirigere finale inglese un sogno, centrale Var aiuterà"

Serie A

Lorenzo Fontani

Rocchi racconta l'emozione e la gioia per aver diretto la finale europea tra Chelsea e Arsenal: "Un sogno che si è realizzato. La serenità che avevo sapendo di poter contare sull'aiuto di un Var come Irrati non è spiegabile"

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Ha diretto alla grande la finale di Europa League tra Chelsea e Arsenal, sarà impegnato nelle qualificazioni europee e dopo pochi giorni di ferie affronterà la sua ultima stagione da arbitro di A, a 15 anni dal suo esordio nel 2004. Gianluca Rocchi è il miglior arbitro italiano, ha diretto nei più importanti tornei internazionali, dal Mondiale (in Russia) al Mondiale per Club all'Europeo fino alle Coppe europee, con una finale di Supercoppa Europea nel 2017 e la finale di Europa League di mercoledì scorso. "Il mio sogno nel cassetto era dirigere un derby inglese, loro rappresentano il vero calcio secondo me - per rispetto dell'avversario e dell'arbitro. Ci sono riuscito in una finale, è stato un regalo meraviglioso", ci ha detto in un'intervista esclusiva. Nel giardino della sua villetta alla periferia di Firenze ci ha raccontato l'emozione per la designazione e la riconoscenza per Aia, Uefa e Fifa che gli hanno permesso di arbitrare oltre il limite dei 45 anni (ne compirà 46 ad agosto) e ha fatto capire che resterà nell'organico degli arbitri di A - in proroga - anche per la prossima stagione: "ne ho parlato con Rizzoli - suo amico e suo "allenatore" - ho sempre detto che se ci fosse stata la volontà di utilizzarmi e se avessi avuto le giuste motivazioni - e le ho - avrei continuato volentieri", ha detto aggiungendo col sorriso che si immagina nel mondo arbitrale anche a carriera finita "sinceramente non mi vedo proprio da nessun'altra parte, questa è la mia vita". Rocchi ci ha aperto anche le porte del suo piccolo museo personale, dove conserva maglie, foto, medaglie e palloni delle sue partite più importanti: "nei momenti di difficoltà vengo qui e capisco che ne è valsa la pena". Immancabile una riflessione sul Var: "la serenità con cui ho diretto la finale sapendo di avere il sostegno del Var, e di un Var come Irrati, non è spiegabile. Ma le polemiche non finiranno mai, perché c'è sempre un margine di soggettività soprattutto sul fallo di mano. Ma la centrale unica (che dalla prossima stagione sarà operativa a Coverciano, risparmiando ai Var la trasferta nei singoli stadi) aiuterà: potremo confrontarci tutti insieme e con meno Var impegnati (ciascun Var infatti potrà anche presidiare più di una partita nel corso del weekend) e la qualità migliorerà.

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