Milan, Inzaghi e la maledizione del 9: "Andrò a trovare Piatek e gli regalerò la maglia"

Serie A

L'intervista ai microfoni di Sky Sport per i 90 anni del Benevento: "La Serie A sarebbe un bel regalo. Piatek non segna? Se servirà a scacciare i fantasmi, andrò a Milanello e gli regalerò la maglia numero 9"

INZAGHI RIPARTE DA BENEVENTO

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La sua Serie A, il maestro Ancelotti e il fratello Simone. Ma anche i sogni con il Benevento e gli incubi rossoneri dei numeri 9 dopo di lui: in esclusiva ai microfoni di Sky Sport, Filippo Inzaghi si è raccontato in occasione dei 90 anni di storia del club giallorosso. "Sono onorato di partecipare a questo compleanno", le parole dell'allenatore. "Mi auguro a fine stagione di festeggiare qualcosa di importante, questa è una bella realtà e stasera con il presidente conoscerò un po' tutta la storia di questa società. La promozione? E' quello che vogliamo ma lo vogliono tutte le squadre e sono tutte al nostro livello. Ne andranno su solo tre, noi cercheremo di lottare fino alla fine". Per Inzaghi, dopo la sfortunata esperienza sulla panchina del Bologna è arrivata la scommessa Benevento: "Quello che mi è piaciuto di più qui è che c'è un progetto importante: il direttore e il presidente sono persone serie che amano programmare, e grazie alla programmazione si arriverà lontano. Spero nell'immediato, anche se quando si cambiano giocatori e staff tecnico non è tutto così scontato".

"Piatek ha spirito, mi auguro che il Milan abbia un attaccante da gol"

Lo sta poco a poco realizzando anche il suo Milan: la gestione Giampaolo è ancora in fase di rodaggio, tanti i nuovi volti in rosa. E quello di Krzystof Piatek, passato dal 19 al 9 dietro la schiena, è come se lo fosse: "Scherzavo ieri sera con Francesco Conti, il vice di Giampaolo che è un amico", rivela Inzaghi. "Appena torno a Milano andrò a Milanello e gli darò la 9 personalmente, se servirà a scacciare i fantasmi". Da Higuain a Fernando Torres, passando per Andre Silva e Luiz Adriano: chi ha ereditato la maglia di Super Pippo non ha mai avuto fortuna. "Mi auguro che Piatek faccia bene e che il Milan abbia un centravanti che fa gol, perché lui è un attaccante che mi piace: ha spirito, voglia di combattere. Spero che si prenda le soddisfazioni che merita con la maglia del Milan"

Ancelotti, Inzaghino e la Serie A: "Quest'anno lotta vera"

Da Benevento a Napoli il passo è breve, così Inzaghi ha avuto modo di riavvicinarsi anche all'allenatore che l'ha esaltato in rossonero: "Staremmo a ripetere le solite frasi. Ancelotti è stato importantissimo per me e ci sentiamo spesso, ci siamo anche visti a Dimaro e quando non gioco faccio il tifo per lui. Ma è un'icona per tutti noi allenatori". Poi arriva il commento sulla Lazio di Inzaghi jr.: "Sono stato a vedere il derby, è una partita che meritavano sinceramente di vincere, hanno giocato molto bene. La Lazio ormai è una realtà come lo è mio fratello. E' bello vedere i biancocelesti, l'organizzazione, quello che ha dato mio fratello e i giocatori che ha. Complimenti a loro, mi auguro che facciano bene ma è chiaro che anche lì ci sono tante squadre forti". Sulla crescita in blocco della Serie A, l'allenatore del Benevento non ha dubbi: "Mai come quest'anno il campionato è molto equilibrato", continua Inzaghi. "Le altre stagioni non c'era storia, quest'anno vedo l'Inter sulla strada giusta: ha un allenatore molto bravo, che ha messo dentro giocatori funzionali al progetto. E' una squadra tosta, darei grande risalto e attenzione ai nerazzurri come al Napoli: si sono avvicinate molto alla Juve, che comunque rimane la più forte e ha una rosa eccezionale. Penso che queste tre si contenderanno lo scudetto e avranno i tre posti di Champions. Per il quarto ci sarà grande lotta".

"Nazionale? Con Belotti e Immobile il nostro attacco è a posto"

Super Pippo ha parlato quindi dei suoi eredi in azzurro, a partire dal man of the match contro l'Armenia: "Belotti mi piace, per spirito e per voglia: è un ragazzo che ci dà sempre dentro. L'altro giorno ho visto la partita e sono contento che abbia fatto bene: un gol buono, poi il palo con autorete del portiere è roba sua. E' sulla strada giusta e io non dimenticherei neanche Immobile: sono alcuni anni che fa 25 gol a stagione, sembra tutto scontato ma non è così facile in Italia. Penso che davanti con loro due siamo abbastanza a posto".

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