Koulibaly: "Vinceremo lo Scudetto. Autogol a Torino? L'amore di Napoli cura in fretta"

Serie A

Il difensore del Napoli dopo l'autorete dello Stadium: "Messa alle spalle grazie all'affetto dei napoletani. De Laurentiis ha rifiutato 100 milioni per me? Oggi sarebbe più ricco". E sul razzismo: "La violenza dei cori si combatte con le espulsioni dagli stadi come in Inghilterra"

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Punta allo scudetto, ama il legame viscerale con Napoli e ha già messo alle spalle l'autorete alla Juventus. È un Kalidou Koulibaly a tutto campo quello che parla sulle colonne del Corriere dello Sport, lanciando anche messaggi e riflessioni contro il razzismo e ritrovando il sorriso quando si parla della sua valutazione di mercato. "De Laurentiis ha rifiutato 100 milioni per me? E ha fatto male, ora sarebbe più ricco – è l'ironica risposta del difensore senegalese sull'argomento - ma ha deciso così perché mi vuole bene. Forse perché ne valgo 150? Questa è buona. Il mercato è strano, è fatto così".

"L'autorete alla Juve? Dimenticata grazie ai napoletani"

Le prime due giornate del nuovo campionato non sono state delle più semplici per KK. Tra le trasferta di Firenze e quella di Torino la porta del Napoli è stata battuta 7 volte, con due risultati speculari: vittoria per 4-3 sulla Fiorentina, ko con lo stesso punteggio contro la Juventus. L'autorete che ha deciso la sfida dello Stadium è già stata dimenticata da Koulibaly: "Una delle giornate dure, quella dopo l’autorete con la Juventus, me l’ha addolcita la gente di Napoli. È una città che non ti tollera, ti ama. Ne ho avuto testimonianza e ripetutamente, non solo nei momenti felici che ti regala il calcio ma anche nella quotidianità".

"Voglio fare del bene, non bisogna pensare solo ad essere calciatori forti"

Oggi Koulibaly, in Serie A dal 2014, è uno dei difensori più quotati al mondo, ma il centrale senegalese non pensa a far bene solo in campo. "Se guardassi solo al rendimento durante le partite, avrei fallito - spiega - i miei parenti sono qua da dieci giorni, hanno colto l’amore di Napoli nel corso delle passeggiate. La gente che mi avvicina, mi chiede foto, mi dimostra quale sentimenti provi nei miei confronti. E me lo hanno ripetuto: resta quel che sei, sii buono e bravo. E’ questa l’immagine che voglio lasciare di me, quando non giocherò più. Voglio far del bene". Come successo a Genk, città nel cuore di Koulibaly per averci giocato dal 2012 al 2014 prima di arrivare in Italia. Il 2 ottobre tornerà in Belgio per affrontare la sua ex squadra con la maglia del Napoli nella fase a gironi di Champions League: "Anche quella è casa mia. Ricordo ogni passaggio di quella esperienza, ho amici ovunque, sono stato sommerso dalle telefonate. Se m’avessero detto, nel 2012, che sarei arrivato nel Napoli, che avrei giocato la Champions, avrei pensato che mi stessero prendendo in giro".

"Per sempre grato a Benitez, anche con Sarri c'è un legame"

Nell'album dei ricordi, c'è spazio anche per il rapporto con gli allenatori che lo hanno guidato dalla panchina negli anni a Napoli. Dove l'ha voluto con forza Rafa Benitez: "Il primo incontro con Benitez mi lasciò senza parole – ammette Koulibaly - mise i bicchieri, undici, sul tavolo, e disse: noi giochiamo così, ci muoviamo così. Che matto: è una persona straordinaria, che ha creduto in me ed ha fatto di tutto per volermi qua. Gliene sarò grato per sempre". Un rapporto vivo è anche quello con Maurizio Sarri, oggi sulla panchina della Juventus: "Mi mandò in panchina la sera in cui nacque Seni, dopo che avevo lasciato mia moglie in ospedale – racconta KK - Però il legame rimane: Benitez lo devi frequentare per accorgerti che può essere diverso da come lo immagini; Sarri no, lo percepisci subito".  

"Scudetto? Lo vince il Napoli"

Ora ad allenare il Napoli c'è Carlo Ancelotti, con il quale l'intesa è ottima: "Mi vuole bene? - dice Koulibaly rispondendo al cronista - mah, non leghiamo tanto". E giù una gran risata. Il tono del difensore si fa estremamente serio quando si parla di obiettivi stagionali. Il numero 26 del Napoli non ha dubbi: "Lo scudetto lo vince il Napoli. Noi ci crediamo, la sconfitta di Torino non lascia tracce. E poi il campionato è appena cominciato".

"Il razzismo si combatte con le espulsioni dagli stadi"

Il capitolo razzismo è il più delicato tra quelli trattati nel corso dell'intervista. Le immagini della serata del 26 dicembre 2018 a San Siro, quando Koulibaly fu bersaglio di ululati dagli spalti nel corso di Inter-Napoli e espulso nel finale. "A San Siro rimasi stupito: perché Milano è città più cosmopolita, nell’immaginario la più europea delle metropoli italiane. Non riuscii a capire perché mai ci fosse quell’atteggiamento nei miei confronti. Sono cresciuto leggendo Martin Luther King e Malcolm X, prendendoli come modelli, istruttori ed educatori, simboli di una sfida che va vissuta insieme e attraverso le leggi – spiega - il razzismo negli stadi va sconfitto, ma per riuscirci, ancor prima delle leggi dello sport serviranno quelle dello Stato. La violenza dei cori si combatte con le espulsioni dagli stadi come in Inghilterra, altrimenti saremo prigionieri di minoranze destinate a moltiplicarsi". A proposito di Premier League, martedì sera al San Paolo arriveranno i campioni d'Europa in carica per la prima uscita stagionale in Champions: "Napoli-Liverpool di nuovo sa di spettacolo. Ecco: io a chi ci fischia, a chi ci offende, voglio solo dire che noi siamo qua per dare qualcosa di nostro, per divertire e per divertirci, per condividere certe emozioni. Che senso ha, ditemi, che senso ha fare il verso della scimmia?"

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