In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Milan-Fiorentina, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Federico Aquè

La squadra di Giampaolo per invertire la rotta, quella di Montella per confermare i progressi delle ultime partite. Milan-Fiorentina è in diretta esclusiva domenica alle 20:45 su Sky Sport Serie A e su Sky Sport UNO su satellite, fibra e digitale terrestre

MILAN-FIORENTINA LIVE

LE NEWS DI SKY SPORT SU WHATSAPP

Condividi:

Dopo cinque partite Milan e Fiorentina sono nelle zone basse della classifica, divise da un solo punto. Le prime giornate di campionato sono state complicate per entrambe le squadre, ma i momenti di forma sembrano piuttosto diversi. La Fiorentina ha raccolto 5 punti negli ultimi tre turni: ha pareggiato contro la Juventus e l’Atalanta, giocando ottime partite, e ha vinto contro la Sampdoria. Il Milan ha perso il derby ed è stato sconfitto dal Torino (2-1) nel turno infrasettimanale. A 6 punti, e con soli 3 gol segnati (due dei quali su rigore), l’aria attorno a Marco Giampaolo si è già fatta pesante.

Per quanto fatto vedere, i viola sembrano valere più di quanto dica la posizione in classifica, condizionata da un calendario molto difficile. La Fiorentina, infatti, ha già incontrato il Napoli, la Juventus e l’Atalanta, le prime tre in classifica della scorsa stagione, perdendo solo all’esordio contro gli azzurri (4-3). Da tre partite, oltretutto, Vincenzo Montella sembra aver trovato una formazione stabile, che prevede la difesa a tre, due centrocampisti più bloccati a dare equilibrio e a facilitare la prima costruzione (Badelj e Pulgar), una mezzala (Castrovilli) che, partendo dal fianco sinistro di Badelj, resta quasi sempre più avanzata, in fase di possesso per ricevere negli ultimi metri e in quella difensiva per marcare il mediano avversario, e Ribery e Chiesa come punte con ampia libertà di movimento.

Come pressava la Fiorentina contro la Sampdoria. Castrovilli marcava Ekdal, alle sue spalle Badelj e Pulgar formavano la coppia di centrocampisti centrali, e in questo caso il croato stava scivolando verso sinistra nella zona della palla.

Montella ha sperimentato questa soluzione contro la Juve e poi l’ha confermata contro l’Atalanta e la Sampdoria, ricevendo ottime risposte soprattutto dai suoi giocatori più forti, Chiesa e Ribery. A quanto pare, sono state proprio le caratteristiche degli esterni a spingere Montella verso il cambio di sistema, dal 4-3-3 schierato nelle prime due partite all’attuale 3-5-2. Prima dell’inizio del campionato, l’allenatore viola aveva spiegato infatti che i suoi esterni erano troppo offensivi per poter giocare col 4-2-3-1, e che la scelta del 4-3-3 si spiegava con la necessità di garantirsi stabilità difensiva senza sprecare troppo le energie degli esterni. Il passaggio al 3-5-2 segue probabilmente le stesse considerazioni e ha permesso di schierare dietro a Ribery e a Chiesa una rete di protezione ancora più solida che rende meno necessari i loro rientri in fase difensiva.

In questo modo la squadra ha due riferimenti straordinari a cui appoggiarsi nelle ripartenze. Quando il campo si apre, Chiesa e Ribery non hanno bisogno di grande supporto per creare occasioni, e la facilità con cui riescono a mettere in crisi le difese ha reso meno dolorosa la rinuncia a un attaccante per avere maggiore equilibrio quando la palla ce l’hanno gli avversari. Nelle prime due giornate i viola avevano concesso 6 gol, nelle ultime tre partite le reti subite sono scese a 3 (due delle quali sugli sviluppi di un corner), e Chiesa e Ribery hanno complessivamente segnato due gol, servito due assist e procurato un autogol.

La contrapposizione tra il possesso del Milan e la pericolosità in ripartenza di Chiesa e Ribery sarà una delle più importanti della partita. Nonostante i miglioramenti mostrati contro il Torino, il palleggio rossonero non è ancora abbastanza fluido, una debolezza che si ripercuote sulla stabilità delle transizioni a palla persa. La squadra di Giampaolo fatica ancora ad avanzare in modo pulito, accompagnando il palleggio con molti giocatori per pressare e cercare la riconquista immediata in caso di errore, e quindi non sarà semplice limitare le occasioni in cui i viola potranno ripartire.

La Fiorentina si è mostrata capace di momenti di pressione alta molto intensa, ma con il nuovo sistema tendenzialmente si difende ad altezze medio-basse per aprire il campo davanti a Chiesa e Ribery una volta recuperata la palla. I movimenti della linea difensiva di Giampaolo, che di solito resta alta e utilizza spesso il fuorigioco per interrompere le ripartenze avversarie, avranno pochi margini di errore per impedire ai viola, e in particolare a Chiesa, di andare velocemente e in verticale verso la porta di Donnarumma. Né Romagnoli né Musacchio sembrano infatti poter contenere Chiesa in velocità in campo aperto, e soprattutto i suoi tagli verso destra potrebbero essere difficili da gestire, se da quella parte dovesse essere confermato Hernandez, che interpreta il ruolo di terzino sinistro in modo più offensivo rispetto a Rodriguez e potrebbe concedere spazi alle sue spalle.

L’ingresso in squadra di Ribery, abituato a intervenire sul possesso partendo dall’amata zona sul centro-sinistra, ha infatti spinto Chiesa a cercare altre zone del campo in cui ricevere. Ribery è di fatto il regista offensivo della Fiorentina, si abbassa di continuo per partecipare alla manovra e nel giro di pochi secondi lo si può vedere andare a rifinire o concludere l’azione che lui stesso aveva iniziato andando a ricevere dai difensori. Finora le sue energie si sono esaurite presto (nelle partite in cui è stato titolare è sempre uscito attorno al settantesimo minuto) ma tecnica e carisma gli sono bastati per fare la differenza e smentire i dubbi che avevano accompagnato il suo arrivo in Italia.

Qui ad esempio Ribery si ritrova a essere la mezzala destra, Pulgar è andato a formare la linea più avanzata con Chiesa, Dalbert e Lirola.

La libertà con cui si muove per il campo Ribery ha concentrato ancora più su Chiesa le responsabilità nel concludere l’azione. È forse la scommessa più rischiosa per la sostenibilità del nuovo sistema. Per il modo in cui gioca, Chiesa produce molto ma ricava poco da quello che crea, e il nuovo scenario potrebbe quindi esaltarlo, dandogli la possibilità di aumentare il numero di gol segnati, oppure, al contrario, sottolineare ancora di più la scarsa efficienza delle sue scelte. Per una squadra che ha rinunciato al centravanti e punta a occupare gli spazi avanzati in modo dinamico, con due attaccanti liberi di muoversi e con gli inserimenti dei centrocampisti, avere come principale finalizzatore un giocatore come Chiesa alla lunga può rivelarsi un problema.

In questo inizio di campionato la Fiorentina ha comunque trovato nei calci piazzati una via alternativa per creare occasioni. Con una media di 0,64 xG a partita prodotti su palla inattiva, i viola sono tra le squadre più pericolose del campionato in queste situazioni, dietro soltanto al Napoli (che ha creato invece 0,65 xG in media a partita su calcio piazzato).

Giampaolo si trova insomma a dover invertire la tendenza negativa contro una squadra molto pericolosa su palla inattiva, capace di approfittare delle difficoltà ad avanzare manovrando in modo pulito, la principale debolezza mostrata finora dal Milan, ma che comunque tende a concedere qualcosa in fase difensiva. Il tridente offensivo milanista sembra aver trovato in Rafael Leao un componente affidabile, e il suo ingresso in squadra, unito a quello di Bennacer e Hernandez, sembra aver migliorato il possesso, aggiunto atleticità e aumentato il ventaglio di soluzioni per portare la palla negli ultimi metri.

A Torino il Milan ha giocato finora la sua miglior partita del campionato, contro la Fiorentina dovrà dar seguito a quei miglioramenti, trovando però un altro risultato, per non ritrovarsi in una situazione molto scomoda dopo appena sei giornate di campionato.