Inter-Juve, Zhang contro Agnelli: nel segno del 91

Serie A

Alessandro Bonan

Inter-Juve è anche la sfida tra Steven e Andrea. Divisi dall’età, dalla rivalità, dall’estrazione, ma uniti da un intento: la vittoria. E da un numero, il 91, l’anno dei primi passi del piccolo Steven nella vita, e del giovane Andrea nel calcio

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Quando nel 1991, il signor Zhang Jindong capì che il caldo in Cina era un problema, Andrea Agnelli compiva 16 anni e il caldo lo combatteva, come molti ragazzi dell’epoca, facendo un giro in Vespa. Nello stesso anno nasceva il figlio di Jindong, Zhang Kangyang in seguito chiamato, forse per i suoi studi americani, Steven.

Il piccolo Zhang non fece in tempo a crescere che in pochi mesi si ritrovò a gattonare in un grandissimo negozio di elettrodomestici e altri macchinari affini. Era successo che il padre, lungimirante come un profeta, aveva venduto così tanti apparecchi contro il caldo, da diventare il re dei condizionatori.

Nel '91 il calcio in Cina era l’equivalente del nostro tiro alla fune, più o meno una goliardata o giù di lì. Da noi invece il campionato alla domenica era la solita, immancabile, seconda messa. Nell’anno in cui nasceva la pay tv, Vialli vinceva con la sua Sampdoria e Andrea Agnelli, forse in Vespa forse no, andava allo stadio e si rallegrava il giusto. Era infatti la Juve di Maifredi, quella più inutile che divertente, parafrasando l’avvocato. E’ in quel contesto che il giovane Andrea comincia a formarsi, prima come tifoso e poi come dirigente.

Oggi Steven ha 27 anni e Andrea 44. Il primo è arrivato da poco e non ha avuto ancora il tempo di vincere qualcosa, il secondo è presidente dal 2010, e nessuno in Italia ha mai vinto così tanti campionati consecutivi come lui. Distanti anagraficamente, Agnelli e Zhang, si assomigliano nella visione internazionale che hanno del calcio. Grandi investimenti, ambizione, sguardo rivolto al futuro.

A proposito di sguardi, Zhang, come tutti gli orientali ce l’ha enigmatico, ma chi lo frequenta parla di una persona carismatica e piena di curiosità. Andrea Agnelli è contenuto nel nome che porta. Ha lo stile del suo casato, l’aplomb dell’oxfordiano che è stato, una dialettica limpida e diretta, educazione e rispetto. Decide da solo dopo aver ascoltato tutti e quando lo fa è risoluto come uno chirurgo. Cuce se c’é da cucire e taglia se deve tagliare.

Pare che Steven e Andrea si stimino, si gradiscano un po'. In comune, se vogliamo, hanno un Marotta e un Conte d’esportazione. Insomma, forse sono meno diversi di quello che sembrano. Divisi dall’età, dalla rivalità, dall’estrazione, ma uniti da un intento: la vittoria. E da un numero, il 91, l’anno dei primi passi del piccolo Steven nella vita, e del giovane Andrea nel calcio.

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