Nuovo stadio e vecchio San Siro, l’analisi della risposta del Comune a Inter e Milan

Serie A

Alessandro Acton

La risposta formale del Comune alla richiesta di chiarimenti dei club, dopo il Pubblico Interesse condizionato deliberato dalla Giunta. Tutto ruota attorno al concetto di “rifunzionalizzazione” del vecchio San Siro

La lettera del Comune ai club, anticipata nei giorni scorsi dall’assessore all’urbanistica Maran, rappresenta la risposta formale alla richiesta di chiarimenti da parte di Milan e Inter, seguita al Pubblico Interesse “condizionato” sul Piano di Fattibilità relativo al nuovo stadio. 

 

La cosa migliore, per avere un quadro completo e aggiornato sulla situazione, è analizzarla punto per punto. O meglio analizzare l’agenzia che riporta il contenuto della lettera.

 

“L'amministrazione ha ribadito nella lettera, a quanto si apprende, la piena ed immediata disponibilità ad incontrare le società, anche per capire la natura delle possibili funzioni sportive del Meazza"

È stata predisposta una commissione tecnico-politica per gestire questa delicata fase interlocutoria. Club e Comune non hanno mai smesso di incontrarsi periodicamente, nonostante le diversità di vedute, e continueranno a farlo, anche se non sempre con i vertici presenti. Obiettivo: capire meglio cosa si intende per “rifunzionalizzazione” del Meazza. Tali incontri sono finalizzati a trovare la quadra per il progetto che i club dovranno presentare per procedere nell’iter istituzionale (Pubblica Utilità).

 

“Per quanto riguarda il vincolo su San Siro, il Comune ha informato le squadre di avere scritto alla Soprintendenza nei giorni scorsi per verificare la questione e che saranno dati loro aggiornamenti quando arriverà la risposta".

Questione vincolo su San Siro. La legge prevede che tutti i beni immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli enti pubblici, la cui esecuzione risalga ad oltre cinquant'anni, se mobili, o ad oltre settanta, se immobili, siano sottoposti alla verifica della sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico

In questa casistica rientra dunque San Siro, il cui primo anello risale al 1926. 

Vincolo improbabile visti i successivi ampliamenti, ma potrebbe esserne posto uno (probabile) sul secondo anello risalente agli anni Cinquanta.

La natura del vincolo farà la differenza: un conto è un vincolo architettonico, un conto uno storico, più  simbolico. Altro punto importante, i tempi tecnici a decorrere dalla richiesta di verifica del Comune (adesso): si passa attraverso i Beni Culturali, la relazione arriverà dalla Soprintendenza, ci possono volere fino a 120 giorni per un responso e i tempi (l’urgenza) sono uno dei paletti posti dai club. 

 

“Inoltre il Comune ha sottolineato come lo studio di fattibilità presentato dalle squadre sulla realizzazione del nuovo stadio vada rivisto, con previsione delle volumetrie ridimensionate e la rifunzionalizzazione del Meazza, per capire le ricadute dal punto di vista del piano finanziario, gia' ritenuto carente dalla conferenza dei servizi”.

Si torna alle due questioni che dividono le parti.

 

Volumetrie e rifunzionalizzazione San Siro: 

L’indice volumetrico è il rapporto tra il volume fabbricabile la superficie dell’area. 

0,63 Piano di Fattibilità 

0,35 limite imposto dal PGT (Piano di Governo del Territorio) 

 

La legge sugli stadi, della quale vogliono avvalersi i club, consente una deroga rispetto ai piani regolatori, fino al raddoppiamento dell’indice. A patto che le strutture edificabili siano funzionali alla fruizione dell’evento sportivo: il tutto per rendere sostenibile l’investimento (si tratta di un project financing), ponendo limiti alla speculazione edilizia. 

Il Comune fa riferimento alle conclusioni della Conferenza dei Servizi, che aveva contestato il valore dell’investimento stadio, ritenuto troppo oneroso rispetto ad altri impianti recenti (tradotto: riuscireste a rientrare dell’investimento anche con meno volumetrie).

E poi c’è un altro riferimento alla questione rifunzionalizzazione, vero nodo della questione: su tutto il resto si può trovare un compromesso, qui è più difficile perché si tratta di capire cosa e quanto lasciare di San Siro. 

Attività sportive e concerti o altri utilizzi commerciali (per es. alberghi)?

Sulla soluzione doppio stadio grande/piccolo (per giovanili e femminile) i club sono perplessi.  Così come appare difficile pensare a un impianto con campo in superficie e centro commerciale al piano sotterraneo, attivo in contemporanea alle partite. 

In ogni caso andrà rivisto anche l’impegno economico dei club alla luce delle nuove indicazioni, quando saranno chiare.

 

➡️I club nel Masterplan si accollano tutte le spese, anche di demolizione; in caso di “rifunzionalizzazione”, qualunque cosa significhi, cambieranno anche costi e oneri in capo ai club. Bisognerà ridiscutere tutto, insomma. 

Nuovo Stadio San Siro

“Infine Palazzo Marino ha precisato come non ci sono vincoli di legge relativi alle tempistiche di ridefinizione dello studio di fattibilita' e per la presentazione del progetto definitivo”

Questa è la risposta del Comune sulla richiesta da parte dei club di “rispettare i tempi”. Siamo, dal punto di vista della timeline, nella “terra di nessuno”: non ci sono tempi contingentati in questa fase interlocutoria.

 

Nella precedente fase c’erano i 90 giorni per il Pubblico Interesse (sforati), nell’eventuale successiva i 120 giorni per la Pubblica Utilità, altri 90 per l’esito della gara pubblica (procedura di evidenza pubblica). 

Ma in questa fase di trattativa per passare da piano di fattibilità a presentazione progetto, non ci sono tempi da rispettare previsti dalla legge. E questo da una parte dà modo di confrontarsi con calma, dall’altra non lascia tranquilli i club, che non vogliono che la procedura vada troppo per le lunghe. A loro la facoltà di staccare la spina, passando al famigerato piano B (Sesto, area ex Falck, o altre aree fuori dal Comune di Milano e raggiungibili con la metropolitana)

Nuovo Stadio San Siro, analisi

Posizione Milan/Inter:

  1.  lo stadio nuovo è imprescindibile (sia pure con priorità area San Siro)
  2. non si rompe il tavolo con il Comune, anche se lettera non chiarisce dubbi
  3. capire cosa si intende per ”rifunzionalizzazione” (per poter mettere al lavoro studi senza bruciare soldi) 
  4. tempi adeguati (evitare di arrivare senza progetto definitivo fino al semestre bianco pre elezioni, motivo di ulteriore dilazione, dopo di che ci sarebbe anche la questione olimpica incombente)

Cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane/mesi?

  • Nuovo tavolo tecnico tra le parti
  • Aggiornamenti da parte del Comune relativi alla relazione della Soprintendenza sul vincolo
  • Indiscrezioni su piano B (club che si muovono contemporaneamente su Sesto o altre soluzioni)
Nuovo Stadio San Siro 3

Qui, da fonti vicine ai club, l’evoluzione dei concept già visti a settembre (in questo caso quello degli Anelli) in base alle indicazioni del Comune sul mantenimento del vecchio San Siro. Questa è la rappresentazione grafica di una soluzione estrema, la coesistenza di due stadi dello stesso ordine di grandezza, un’eventualità, anche visivamente, poco verosimile.