Brescia, Corini: "Prima di tornare dovevo chiarire con Cellino"

Serie A

L'allenatore in conferenza dopo il ritorno al Brescia: "Sono stato contattato dal ds, ma avevo bisogno di parlare con Cellino: dovevo chiarire, spero sia un nuovo inizio. Sono tornato per senso di responsabilità, questo continuo dentro o fuori non fa bene al progetto e alla squadra. Ora dobbiamo dare tutto per riscriverci alla corsa salvezza"

È durata appena tre partite l'avventura di Fabio Grosso al Brescia, con tre sconfitte, dieci gol subiti e zero realizzati. La svolta non è arrivata, i risultati contro Torino, Roma e Atalanta hanno convinto Cellino a ritornare sui propri passi e a richiamare Eugenio Corini. L'allenatore è stato (ri)presentato in conferenza stampa: "È un giorno emozionante e gratificante per me, ci tengo a ringraziare tutti i tifosi del Brescia che mi sono stati vicini – ha dichiarato Corini – Questo ha acuito in me un senso di responsabilità verso una squadra che sento mia, anche se nell'ultimo periodo il percorso si era complicato. Ma ero certo dovessimo affrontarlo insieme, non abbiamo avuto la possibilità di dare continuità ma sono sicuro che la squadra risponderà positivamente. Questa categoria ce la siamo sudata, ora dobbiamo avere dignità e lottare in campo. Il ritorno? Sono stato contattato dal direttore sportivo, ma ho chiesto di parlare con il presidente per chiarire delle incomprensioni. Abbiamo alternato periodi in cui ci siamo parlati ad altri di lontananza. Ho il mio carattere, ma sono abituato a chiarire. Mi piace il confronto diretto. Un rapporto con il presidente non deve legarsi a un cambio fatto, c'è molto di più. Il comunicato parla di nuovo inizio, spero sia così: stiamo insieme, solo così possiamo farcela".

"Tornato per senso di responsabilità"

"Quando ti mandano a casa è una grande sofferenza – prosegue - Dopo la promozione avevo dato disponibilità ad allungare il contratto, ci sono stati dei giorni particolari in cui ho presentato anche la possibilità di dare le dimissioni perché per me la logica del progetto era la stabilità ed era difficile parlare con un solo anno di contratto. In quel momento mi è stato proposto il prolungamento, ho apprezzato ma non ho accettato perché mi aspettavo fosse fatto prima. Ma sentivo mia questa squadra, pensare ad un altro su quella panchina mi faceva stare male. Avevo solo voglia di allenare il Brescia in Serie A ma se si crea ogni volta un dentro o fuori non si va da nessuna parte, fa solo male alla squadra. Se sono tornato è per senso di responsabilità, sono pronto a vivere anche questa sfida".

"Dobbiamo riscriverci alla corsa salvezza"

Sul momento della squadra, aggiunge: "Saluto Fabio Grosso, è stato un mio compagno di squadra. Ho ritrovato una squadra in salute, che ha avuto difficoltà a reagire agli eventi della partita. La capacità di reagire è un valore che pensavo avessimo consolidato. Nelle ultime tre partite ho visto cose che saranno fonte di valutazione. A inizio stagione ho fatto vedere ai ragazzi diverse tipologie di classifiche. La più lampante era quella del Crotone, che rimase vivo e si salvò. La storia insegna che bisogna sempre crederci, è difficile capire cosa accadrà. Il futuro sono le prossime quattro partite, dobbiamo iscriverci alla corsa salvezza. Dobbiamo trovare risorse che ci permettano di restare attaccati al campionato. Per me la rosa è questa, i calciatori che ho sono importanti e tutti possono essere risorse. Gli attaccanti? Donnarumma ha approcciato bene alla categoria. Balotelli deve giocare per ritrovare condizione e ruolo. Sono finalizzatori, in certi momenti ritenevo non potessero giocare insieme. A Mario so cosa devo dire, nel mio percorso ha fatto due gol ed è sempre stato pericoloso, ha margini di miglioramento. Poi ho altre opzioni".

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