Inter-Milan 4-2: gol e highlights del derby. Nerazzurri al 1° posto, vittoria in rimonta

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La squadra di Conte vince in rimonta il derby e aggancia la Juve in testa alla classifica, a +1 sulla Lazio. Il Milan domina il primo tempo e concretizza nel finale con il vantaggio di Rebic e il raddoppio di Ibrahimovic, ma in avvio di ripresa i nerazzurri pareggiano in due minuti, grazie a Brozovic e Vecino. Al 70’ poi completano la rimonta con il gol di De Vrij e, nel recupero, arriva il poker di Lukaku. Un legno a testa anche per Eriksen e Ibra

INTER-MILAN 4-2 (Highlights)

40' Rebic (M), 45+1' Ibrahimovic (M), 51' Brozovic (I), 53' Vecino (I), 70' De Vrij (I), 93' Lukaku (I)


INTER (3-5-2): Padelli; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva (80' Moses), Vecino, Brozovic, Barella, Young; Sanchez (72' Eriksen), Lukaku. All. Conte
 

MILAN (4-4-1-1)Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Castillejo (79' Leao), Kessié (81' Paquetá), Bennacer, Rebic (84' Bonaventura); Calhanoglu; Ibrahimovic. All. Pioli


Ammoniti: Vecino (I), Skriniar (I), Barella (I), Kessié (M), Lukaku (I)
 

90 minuti dai tanti volti, una partita dalle mille emozioni. Alla fine il derby della Madonnina numero 172 vede il trionfo dell’Inter che approfitta del ko della Juve al Bentegodi e centra l’aggancio in vetta della classifica. La squadra di Conte soffre per tutto il primo tempo la superiorità del Milan e va all’intervallo sotto di due gol, ma negli spogliatoi l’allenatore tocca le corde giuste e i giocatori si rifanno con gli interessi nella seconda frazione di gioco. Prima l’uno-due Brozovic-Vecino, fondamentali per ritrovare la parità e l’entusiasmo, poi le stoccate finali per via aerea di De Vrij e Lukaku. Per i nerazzurri è il quarto successo consecutivo nel derby e, soprattutto, il 1° posto con un margine di vantaggio di un punto sulla Lazio, prossima avversaria nel posticipo domenica della 24^ giornata. Spazio alle recriminazioni, invece, in casa rossonera, dove non basta un Ibra in versione ‘supremacy’ per spezzare un digiuno da vittorie contro i cugini che dura da oltre 4 anni. Lo svedese si prende la copertina del match nei primi 45 minuti, con un gol (il sesto in carriera contro l’Inter) e un assist che permettono ai suoi di mettere la freccia prima dell’intervallo. Sesto posto provvisorio e prospettive Champions che, però, si rovesciano completamente nella ripresa, quando si concretizza la rimonta nerazzurra che lascia la squadra di Pioli fuori dalla zona Europa.

Ibra show nel primo tempo, poi la super rimonta dell'Inter

Conte sceglie Sanchez al fianco di Lukaku e lascia Eriksen inizialmente in panchina, mentre in difesa Godin sostituisce lo squalificato Bastoni. Tra i pali c’è ancora Padelli. Pioli, invece, recupera Ibra e lo schiera come unica punta nel suo 4-4-1-1. Calhanoglu agisce alle spalle, ma l’atteggiamento resta offensivo grazie all’impiego di Rebic sul lato mancino di centrocampo. Il Milan parte all’attacco e dopo 50 secondi costruisce la prima minaccia dalle parti dell’estremo difensore nerazzurro, con il tiro dal limite di Kessié, murato dai centrali. Poi, sul proseguire dell’azione, Ibra colpisce al volo e non inquadra lo specchio. Conte urla ai suoi per dare una scossa, ma a tremare è il palo alla destra di Padelli, salvato dal legno sul bellissimo destro rasoterra a incrociare, dalla distanza, di Calhanoglu. L’Inter ha bisogno di tempo per rispondere, poi – sugli sviluppi di un corner – va vicina al gol con il colpo di testa di Godin, a lato di un soffio. Un’altra opportunità per i nerazzurri si concretizza subito dopo, trascinati dalla forza fisica di Lukaku che appoggia in mezzo per Vecino, il cui destro da buona posizione viene respinto da Donnarumma. La partita, comunque, continua a farla il Milan e al 40’ arriva il meritato gol del vantaggio. Ibra sale in cielo e fa la sponda verso il centro, Padelli fa un’uscita a vuoto e alle sue spalle Rebic mette in rete a porta vuota. La rete galvanizza ulteriormente i ragazzi di Pioli che, nel primo e unico minuto di recupero, siglano anche il 2-0. Questa volta il centravanti svedese sfrutta una sponda dei suoi compagni e, da pochi passi, batte ancora il portiere da pochi passi, trovando la gioia personale.
 

L’Inter cambia completamente volto nella ripresa e nel giro di due minuti acciuffa il pareggio. Ci pensa Brozovic al 51’, con uno splendido tiro al volo dai 20 metri, a riaccendere le speranze dei suoi, poi 120 secondi dopo Sanchez scatta sul filo del fuorigioco e serve all’indietro per Vecino che infila sotto le gambe di Kjaer e ristabilisce l’equilibrio. Il clima in campo diventa incandescente e a trarne vantaggio sono i reparti offensivi, con le difese troppo fragili e distratte. Il Milan, però, accusa il colpo psicologico e con fatica riprende a costruire azioni minacciose in area avversaria. Al contrario la squadra di Conte vola sulle ali dell’entusiasmo e a venti minuti dal termine completa la rimonta. Su cross da corner, De Vrij anticipa tutti e con una splendida torsione di testa trova l’angolo opposto, beffando Donnarumma. Le sorti dell’incontro sono completamente ribaltate ed Eriksen, entrato al posto di Sanchez, va a un soffio dal quarto gol direttamente su punizione: il danese calcia violentemente da lunghissima distanza e incrocia la traversa. Pioli si gioca i cambi dalla panchina, ma a far tremare il pubblico nerazzurro è ancora l’ex di turno, Ibrahimovic, che allo scoccare del 90’ colpisce un clamoroso palo di testa da posizione ravvicinata. È la mazzata finale per i rossoneri che, nel recupero, incassano anche la rete del poker. Il colpo vincente arriva ancora una volta su colpo di testa e questa volta porta la firma di Lukaku che, dopo il gol nella gara di andata, si ripete nel derby di ritorno e mette il sigillo sui tre punti che valgono la testa della classifica.

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Cambio!
79' - Pioli si gioca la carta Leao: gli lascia il posto Castillejo
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Ammonito!
79' - Anche Conti si unisce alla lista dei cattivi per un fallo su Eriksen
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78' - Brozovic ci prova da fuori area, ma il tiro è debole e facile per il portiere
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75' - Siamo entrati nell'ultimo quarto d'ora: adesso il Milan deve tentare il tutto per tutto per strappare almeno un pari
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