Serie A, la ricostruzione della 26^ giornata negli stadi a porte chiuse

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Dal post sui soicial del ministro Spadafora ("La Figc valuti lo stop immediato della Serie A") alla prima partita Parma-Spal, cominciata con ben 75' di ritardo. I controlli e gli stadi vuoti di una 26^ giornata che il calcio italiano non dimenticherà. Ora tocca al Consiglio Federale, martedì ci dirà se sarà stato l'ultimo turno prima dello stop

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"La Figc valuti lo stop immediato della Serie A. Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi, Presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, e mi unisco alla sua richiesta". E' un irrituale post su Facebook del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ad aprire la domenica. E' da poco passato mezzogiorno. Questo significa che il decreto del Governo, con la conferma dell'ok per le partite a porte chiuse, è già in vigore, e soprattutto che Parma e Spal stanno per scendere in campo al Tardini per il primo dei recuperi previsti. "Chiedo a Gravina - scrive Spadafora -  un supplemento di riflessione". Il presidente della Figc non perde tempo: fa avvisare gli arbitri che avvisano i team manager che avvisano i calciatori. Dietrofront, letteralmente, sulle scalette che dagli spogliatoi portano al campo. Rinvio di mezz'ora, consultazioni frenetiche e poi, con 75' di ritardo, il via alla partita di Parma e ovviamente, implicitamente, anche alle altre. 
 

Lo decide la Lega, che con una nota richiama per l'appunto il decreto del Presidente del Consiglio e rivendica di essersi attenuta all norme. "La vostra scelta è legittima, ma sbagliata", replicherà Spadafora nel pomeriggio, dopo che si sono giocate Milan-Genoa e Samp-Verona e con Udinese-Fiorentina in campo. A 90 minuto il Ministro attacca – oltre che Sky sulla vicenda delle partite in chiaro, ricevendo immediatamente risposta - anche la Lega Serie A: "Non volevamo imporre lo stop - dice in sostanza - speravamo ci arrivaste da soli, da irresponsabili la vostra scelta di giocare".

Non tarda la replica di Dal Pino "le affermazioni di Spadafora sono sbagliate nel merito e nella sostanza, il ministro ignora le norme e rifiuta la responsabilità del suo ruolo. Invece di fare demagogia sia coerente  e se necessario emani un Decreto assumendosi responsabilità che sta scaricando su altri".

Poi Juve-Inter che comincia nel deserto dell'Allianz Arena. Il Consiglio Federale di martedì ci dirà se sarà stata l'ultima prima dello stop, nell’attesa di sapere anche cosa farà l’Uefa a partire da Valencia-Atalanta, in programma la sera stessa.

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