Boateng: "Rangnick può aiutare il Milan. E Ibra è da tenere"

Serie A

Il classe 1987 si è raccontato in esclusiva a Sky Sport: "Al Besiktas sto bene. Fiorentina? Sono ancora un po' arrabbiato, con Montella non ci siamo capiti". Poi l'elogio a De Zerbi: "Uno dei più forti" e i ricordi rossoneri: "Berlusconi mi convinse a tornare. Milan, tieni Ibra. E Rangnick ti può aiutare"

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Kevin Prince Boateng sta affrontando l'emergenza Coronavirus e il conseguente lockdown dalla Turchia: "Istanbul è bellissima - racconta a Sky Sport - qui al Besiktas mi sono trovato subito bene con giocatori e allenatore". Ci è arrivato a gennaio, dopo una prima parte di stagione alla Fiorentina non molto positiva, fatta di poche presenze (solo sei dal primo minuto) e tante panchine: "Per rendere al massimo tanti dettagli devono combaciare - ha spiegato il classe 1987, che a marzo ha compiuto 33 anni - sono arrivato in viola veramente con tanta voglia. Si trattava della piazza giusta, con dei tifosi caldi. Poi ho preso la 10 e ho sempre avuto la pressione di fare un gol o un assist in più. Non sono felice di come è andata. Anzi, sono ancora un po' arrabbiato perche non si è visto il vero Boateng. Montella? Non ci siamo capiti. All'inizio aveva un'idea, poi ha cambiato e, per esempio, non voleva più il centravanti che venisse incontro al pallone".

"De Zerbi uno dei migliori mai avuti"

Boateng lavora per tornare ai livelli di Sassuolo, dove fece davvero la differenza nella prima parte della stagione 2018-19: "De Zerbi mi ha riportato la voglia di giocare a calcio e di divertirmi - ha svelato - come idee è uno degli allenatori più forti che abbia mai avuto. Tornare al Sassuolo? Non mi vuole più, sono andato via già due volte (ride ndr)". A gennaio 2019, infatti, arriva l'offerta del Barcellona, alla quale è impossibile dire di no. Boateng, però, gioca un'ultima partita in neroverde, quella contro l'Inter: "E' stata una delle gare in cui ho avuto più pressione nella mia vita. Il giorno prima avevo ricevuto la chiamata dei catalani, però andai da De Zerbi a dirgli che avrei voluto giocare lo stesso. Avevo troppo rispetto per lui. E allora ho rischiato, anche al costo di farmi male".

Boateng insieme alla moglie Melissa Satta

"Berlusconi mi convinse a tornare"

Dopo una prima parentesi bellissima al Milan, Boateng tornò in rossonero nella stagione 2016-17. Terminata l'avventura con lo Schalke 04, si trovava in vacanza a Mykonos. Poi il telefono che squilla, dall'altra parte c'è Silvio Berlusconi: "Mi ha convinto nell'esatto momento in cui ha fatto il mio numero - racconta - il giorno dopo io e il mio agente siamo andati da lui ad Arcore: 'Figlio mio perché non torni?', mi ha chiesto: 'Subito', gli ho risposto. Non me ne fregava niente delle vacanze. In che ruolo mi vedeva? Fin dal primo giorno prima punta. Poi Allegri mi disse che avrebbe deciso lui e che mi avrebbe messo dietro", sorride.

"Milan, Rangnick ti può aiutare"

Il Milan che verrà potrebbe ripartire con un nuovo allenatore. Tedesco, che Boateng conosce bene dopo gli anni in Bundesliga. Si chiama Ralf Rangnick: "Può aiutare tanto - non ha dubbi l'ex rossonero - guarda il calcio e non solo, è una persona molto intelligente che valuta molti dettagli, lo dimostra quello che ha costruito. Sa come parlare con i giocatori, questa è la sua chiave". Chiosa anche sulla sua intesa con Ibrahimovic, altro rebus da risolvere per il club: "Il Milan lo deve tenere, sa fare la differenza. Per me era facile giocare con lui, l'ho capito subito. Chiede tanto ai compagni, ma mi ha fatto avere tanto spazio, mi ha dato palloni che sognavo. Era il compagno perfetto. Criticava tutti se non gli arrivava bene la palla o se sbagliavi davanti alla porta. Però, così facendo, insegnava. Lo sa anche El Shaarawy, che capì che a tu per tu con il portiere non si deve calciare forte ma preciso".

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