Serie A, i medici dei club: "Nessuno di noi contro la ripartenza, ma serve sicurezza"

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I medici dei club della Serie A in una nota all'Ansa: "Abbiamo inviato le nostre osservazioni alla Commissione FIGC al fine di coniugare sicurezza ed applicabilità, finalizzate esclusivamente alla tutela della salute dei tesserati"

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"Nessuno di noi è contrario a finire il campionato, anzi, siamo tutti perché il torneo venga concluso, ma in sicurezza". Questa è la posizione dei medici dei club di Serie A, che in una nota inviata all'Ansa hanno voluto ribadire la propria posizione riguardo la ripartenza del campionato e loro i dubbi sollevati (e pubblicati su Repubblica.it) circa il protocollo dalla Commissione Medico Scientifica della FIGC per la ripresa degli allenamenti.

 

Gli interrogativi - dalla "positività in corsa" di un calciatore ai test e alla sanificazione - sono stati espressi da 17 medici su 20 dei club di A e inviati alla Federazione lo scorso 19 aprile, prima dell'incontro delle componenti della federcalcio con il ministro Spadafora. Nessuna posizione contraria alla ripartenza del campionato: "Nei giorni scorsi i Responsabili Sanitari dei club di Serie A hanno ricevuto il protocollo organizzativo proposto dalla Commissione Medico Scientifica della FIGC - spiegano gli stessi medici della A nella nota inviata all'Ansa -. I Medici, con spirito propositivo, hanno elaborato e proposto delle osservazioni al fine di coniugare sicurezza ed applicabilità, inviandole all'attenzione della Commissione e della Lega Calcio Serie A attraverso l'allora coordinatore Dott.Tavana. I medici ci tengono ora a chiarire - conclude la nota - che tali documenti sono finalizzati esclusivamente alla tutela della salute dei tesserati e sperano che vengano unicamente utilizzati a tale scopo". "In sostanza - ha spiegato uno dei medici dei club di Serie A all'Ansa - nessuno di noi è contrario a finire il campionato, non c'è alcuna preclusione, anzi. Siamo tutti perché il torneo venga concluso. Il problema è quando, perché va fatto in sicurezza. Noi siamo convinti che questa sicurezza si possa ragionevolmente raggiungere, e la questione decisiva dunque è la variabile tempo".

E la FIGC: "Ci stiamo lavorando"

La posizione della FIGC - secondo quanto appreso sempre dall'Ansa riguardo la lettera inviata lo scorso 19 aprile - è di collaborazione. Infatti, "gran parte delle segnalazioni pervenute alla Commissione medico scientifica della Federcalcio da 17 medici dei club di Serie A sono già state recepite dal gruppo di lavoro presieduto dal professor Paolo Zeppilli e sottoposte lo scorso 22 aprile al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, per un'analisi approfondita e in via di miglioramento". Una questione dunque già discussa con spirito di collaborazione. Lo stesso Zeppilli, la mattina del giorno successivo, ha risposto proprio a Tavana in merito alle segnalazioni pervenute, evidenziando il fatto che sarebbero state portate all'attenzione di tutti, inclusi i Ministri competenti e i loro esperti. E laddove condivise - conclude l'Ansa - sarebbero andate ad arricchire le eventuali linee guida definitive. Intanto anche la Roma ha detto la sua: "I rilievi non erano volti alla contestazione del protocollo ma alla sua ottimizzazione - ha detto il medico giallorosso Andrea Causarano sempre all'Ansa - Il club non ha mai espresso parere sfavorevole alla ripresa degli allenamenti in vista della ripartenza del campionato di Serie A". 

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