Spalletti a #CasaSkySport: "Pizarro si inventava di tutto per non pesarsi"

aneddoto

L'allenatore ricorda il rapporto con il cileno, allenato a Udine e Roma: "Per la pesata di squadra Pizarro prima di salire sulla bilancia cercava sempre l'aiuto dei compagni. Prima si toglieva la catenina, poi si tagliava le unghie, le basette, la barba, poi ogni altra cosa finché non era nel peso giusto. Per festeggiare mangiava mignon alle mie spalle"

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"A inizio stagione c'era la pesata di squadra. Per un chilo in più si pagavano 10 euro di multe, per due chili 20, per tre uno sproposito. Era diventato un gioco tra noi nello spogliatoio. Pizarro prima di salire sulla bilancia cercava sempre l'aiuto dei compagni". Parola di Luciano Spalletti, che a #CasaSkySport ha raccontato un aneddoto riguardante l'ex centrocampista cileno allenato a Udine e Roma, intervenuto con un video-saluto. "David saliva la prima volta sulla bilancia e per risultare più leggero si toglieva la catenina, poi si tagliava le unghie, le basette, la barba, poi ogni altra cosa - ricorda Spalletti - per farlo montare sulla bilancia ci voleva un'ora. Quando era nel peso giusto c'era il boato dei compagni di squadra e lui cantava". L'inizio della festa: "Andava al suo armadietto mentre gli altri si pesavano, prendeva dei mignon al cioccolato e le mangiava dietro di me per poi offrirle agli altri. Mi diceva: 'Mister, sono nel peso giusto. Posso farlo".

"Pizarro fondamentale nella mia carriera"

Spalletti ha spiegato il ruolo di Pizarro nelle sue squadre: "Mi ha dato una mano fondamentale nella mia carriera. Pizarro è sempre online, tiene continuamente la squadra connessa". Con un ricordo speciale per il primo impatto: "Quando sono arrivato a Udine, Gino Pozzo mi portò dentro la stanza della squadra e voleva presentarmi Pizarro. Era sul lettino dei massaggi e quando mi sono avvicinato ho detto: 'Che giocatore è?' Ma alla prima partitina fatta ha toccato 2000 palloni, sembrava in squadra da sempre. Il rispetto che guadagnava dai compagni era qualcosa di eccezionale. Anche alla Roma ha fatto partite di un livello straordinario". Con un piccolo difetto: "Troppo generoso, in questo è molto simile a Brozovic. David è un elemento spettacolare nello spogliatoio, un elemento unico per tutti i compagni".

"Una volta suonai all'una di notte a casa di Aquilani"

Altri giocatori allenati nel corso della carriera di Spalletti sono intervenuti nel corso della diretta. Di Mimmo Criscito, allo Zenit nell'esperienza russa, ricorda: "Ha avuto l'intelligenza di adattarsi in un posto non facile e fare una carriera di primo livello anche all'estero, in un calcio difficile. Quando l'ho portato lì, mi davano il merito di aver portato 4 giocatori in uno solo perché ha giocato in tanti ruoli diversi". Curioso il ricordo che lo lega ad Alberto Aquilani, che definisce quelli con Spalletti cinque anni fondamentali per la carriera. "Tendo sempre ad avere una confidenza molto forte con giocatori e ambiente. Si crea un rapporto - ricorda Spalletti - ad Alberto, che era giovane, dicevo sempre di fare una vita regolare. Così una sera mi sono presentato a casa sua a suonare all'una di notte. Era anche un modo per mettere sul chi va là anche il resto del gruppo".

"Uso del cellulare vietato, così multai un mio giocatore"

Resta invece in incognito il protagonista di una multa incassata da un suo giocatore: "Negli spogliatoi agli inizi si tentava di non far usare il cellulare. Per il rispetto del gruppo ci sono regolamenti che si fanno durante l'anno e le multe sono usate in beneficenza - è il racconto di Spalletti - c'era la multa se il telefono suonava e se uno rispondeva. Suona il telefono, due giocatori escono per avvisarmi e dirmi che è sempre lo stesso giocatore. Lui, beccato, prende il portafogli, mi dà i soldi, e risponde davanti a me alla chiamata: era la sua morosa. Che squadra era? Non lo dico".

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