Roma, Pallotta respinge l'ultima proposta del gruppo Friedkin

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Paolo Assogna

Paolo Assogna

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A poche ore dalla pandemia, venditore e acquirente erano d'accordo sulla cifra di 710 milioni, ma due mesi di Covid-19 hanno cambiato tutto. Trattativa saltata, Pallotta non vende e il club giallorosso diventa un laboratorio di calcio sostenibile

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235 milioni di differenza tra vecchia e nuova offerta hanno convinto Pallotta a respingere l'ultima proposta del gruppo Friedkin. A poche ore dalla pandemia, venditore e acquirente erano d'accordo su una cifra che avrebbe dato soddisfazione a tutti, 710 milioni.

 

Friedkin sarebbe arrivato carico di entusiasmo e buoni propositi e Pallotta dopo quasi dieci anni avrebbe intascato una lauta plusvalenza. Due mesi di Covid-19 hanno cambiato tutto, compresa la stima del valore di AS Roma calcolata dai contabili del gruppo Friedkin, 475 milioni. A cui ne vanno aggiunti cento per la ricapitalizzazione e altre spese che sarebbero toccate al nuovo proprietario.

 

Ma attenzione: i cento milioni non avrebbero fatto parte dell'offerta presentata a Pallotta, ma sono soldi che sarebbero serviti per mandare avanti il club. I conti dunque sono fatti: 710 milioni offerta prima del Covid; 475 milioni l'offerta due mesi dopo. 235 milioni in meno, appunto: un calcolo che a Pallotta non è andato giù e infatti la risposta è stata “no grazie”.

 

Ora la trattativa sembra senza futuro ma nel frattempo il calcio si è attrezzato per ricominciare. Su quali presupposti si poggerà la Roma della ripartenza? Tagliare tutte le spese tagliabili e rivolgersi a profili di calciatori completamente diversi rispetto ai dieci anni precedenti. Difficilmente alla Roma si vedrà un centrocampo del livello De Rossi-Nainggolan-Strootman, difficilmente si vedranno stelle di valore mondiale tipo Alisson e Salah. E difficilmente ci si rivolgerà a un centravanti del livello e del costo di Edin Dzeko.

 

La nuova Roma di Pallotta sarà un laboratorio di calcio sostenibile. Più giovani e abbattimento monte ingaggi saranno i riferimenti principali. Un percorso completamente diverso rispetto al recente passato che magari prenderebbe maggiore forza se a descriverlo fosse il presidente in persona.

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