Serie A, le migliori giocate della settimana

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Redazione Ultimo Uomo

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La veronica di Paquetá, la classe di Ribery, il tunnel di Bentancur e altre grandi giocate dall'ultima settimana di Serie A

GLI HIGHLIGHTS DI SERIE A

Rapidamente la Serie A è tornata ad essere una presenza costante nella nostra vita. Tutte le squadre hanno giocato 4 o 5 partite dalla ripresa e in questa settimana è stato possibile capire meglio quali squadre sono riuscite a metabolizzare la pausa e arrivare alla ripartenza nello stesso stato di forma o addirittura migliore. È il caso di squadre come Atalanta, Napoli, Milan, ma anche la Juventus. In qualche modo le squadre più in forma sono anche quelle che mettono in mostra le giocate migliori, basti pensare ai gol splendidi segnati dalla Juventus contro il Genoa o alle giocate individuali dei giocatori dell’Atalanta. 

 

Di seguito trovate le migliori giocate della settimana, come al solito abbiamo dato importanza ai gesti tecnici più che ai gol (che continuano a fioccare, spesso bellissimi).


La veronica di Paquetà

Prima della sospensione del campionato, la stagione di Paquetà era un disastro e l’addio al Milan sembrava inevitabile. Oggi invece sembra più sereno nella sua posizione di riserva di lusso, giocatore in grado anche di cambiare le partite con le sue qualità uniche, come successo contro la Roma

 

Anche giocando poco, il brasiliano ritorna spesso in questa rubrica perché obiettivamente pochi in Italia hanno il suo gusto per la giocata, la sfrontatezza e la qualità per cercarla spesso. La veronica con cui si libera di Dabo e Valoti è un gesto tecnico bellissimo, uno dei migliori dell’anno. Se già trascinarsi il pallone dietro con una suola per poi riportarlo in avanti con l’altra mentre si gira su se stessi è difficile anche da fermo, da soli nella propria stanza, Paquetà la realizza mentre sta correndo in avanti, con degli avversari intorno, con il rischio anche di fare una figura ridicola. Invece la veronica gli viene perfettamente: se tagliassimo dal video la parte del dribbling ci sembrerebbe che Paquetà abbia continuato a correre dritto per dritto passando in mezzo a Dabo. L’essenzialità è quello che rende la veronica un gesto speciale o almeno così ci aveva insegnato Zidane, l’ultimo a farle così bene in Serie A prima di Paquetà.

 

Il dribbling di Under

Così come la stagione della Roma, anche i membri della sua rosa sembrano vivere di picchi di rendimento isolati in prestazioni generalmente anonime. Questo discorso è valido soprattutto per Cengiz Ünder, un giocatore che potrebbe riempire tranquillamente un video YouTube di proprie skills ma che complessivamente nelle tre stagioni da quando è in Italia ha fatto fatica a lasciare il segno. Contro l’Udinese questo copione si è ripetuto un’altra volta: in una prestazione quasi del tutto incolore, Cengiz Ünder è infatti riuscito a incastonare questa giocata complicatissima anche solo da pensare - una giravolta spalle alla porta in equilibrio sulla linea del fallo laterale e che ha lasciato sul posto Stryger Larsen. L’ala turca sembra costantemente voler alzare l’asticella dell’ambizione nei dribbling che tenta, come se le partite fossero un suo show personale in cui gli spettatori annoiati sono sempre più difficili da stupire. Anche se non succede spesso, le volte in cui ci riesce è davvero un bel vedere.

 

Il tunnel di Bentancur

Rodrigo Bentancur è ripartito da dove aveva finito. Nelle ultime partite, come in tutta la stagione, il centrocampista uruguaiano sembra una delle certezze più inscalfibili di Sarri. In questo nuovo 4-4-2 ibrido poi, Bentancur può giocare più dentro al campo, affiancare Pjanic in fase di uscita del pallone, mettendo in mostra le sue qualità di uscita dal pressing avversario.

 

Bentancur è il tipo di giocatore che domina lo spazio intorno a sé con lo sguardo, forse con l’udito. Quando riceve spalle alla porta il suo controllo è sempre orientato: anche in questo caso, ricevendo un passaggio da Cuadrado piuttosto forte, non si limita ad assicurarsi che il pallone rimanga davanti a lui, ma col piatto destro lo smorza portandolo verso sinistra, mentre col corpo si gira verso sinistra. Può sembrare un movimento banale, ma diventa poi propedeutico per poter saltare il pressing di Sturaro con un tocco solo, che gli fa scivolare il pallone tra le gambe. Posizionarsi bene col corpo dopo la ricezione per un centrocampista è fondamentale. Bentancur ad appena 23 anni è un maestro nel farlo e nel eseguire la giocata successiva, anche quando si tratta di prendersi un rischio, provare un tunnel nella propria trequarti.

 

L’assist di Luis Alberto

Con questo realizzato martedì al Torino, Luis Alberto è arrivato a quota 14 assist stagionali in Serie A, appena uno in meno del “Papu” Gomez (primo tra i principali assistman del campionato italiano). Il trequartista spagnolo ormai viene lasciato libero di creare per il campo da Simone Inzaghi, come un artista nella fase più ispirata della sua carriera. La sua influenza è ormai quasi totale: Luis Alberto scende sulla mediana per far risalire il pallone e poi si alza sulla trequarti per rifinire, sempre con uno stile minimale e compassato che rischia di far passare in secondo piano il suo incredibile contributo. Anche in questo caso, Luis Alberto riceve vicino al cerchio di centrocampo come se dovesse sbrigare una pratica burocratica e invece, nell’attimo di un momento, ispirato dal taglio alle spalle della difesa granata di Immobile, mette il suo compagno in condizioni di segnare davanti al portiere avversaria. Forse l’aspetto più assurdo di questo assist è la postura del corpo di Luis Alberto, che ne costituisce anche il prestigio: il taglio di Immobile infatti è dall’interno all’esterno e il trequartista spagnolo sembra voler dare una palla che aggiri sulla destra Lyanco, che infatti si sposta istintivamente verso quel lato. Luis Alberto, però, all’ultimo momento chiude l’angolo del passaggio e fa passare la diagonale internamente, tra Lyanco e N’Koulou, che però è in ritardo su Immobile e non riesce a chiudere sul suo tiro. È difficile capire come faccia Luis Alberto a disegnare quella traccia con quella postura e con l’interno del piede. Bisogna riguardare il video più volte per far scendere a patti il proprio cervello con l’immagine. 

 

La manipolazione di Fabian Ruiz

In questa azione, prima del tiro, Fabian Ruiz tocca il pallone una sola volta. Eppure con la sua corsa e le sue finte elude la marcatura di praticamente quattro avversari. Siamo abituati ad immaginare il calcio come ad un gioco dove le persone toccano il pallone, anzi più lo toccano e più sono capaci. Con questa giocata Ruiz ci ha ricordato che il calcio è anche inganno, manipolazione. Lo spagnolo è bravissimo nel fingere il primo controllo per poi lasciar scorrere il pallone e buttarsi nello spazio tra i due centrali per ricevere il passaggio di Callejon, ancora più sorprendente come manda fuori giri un difensore esperto come Smalling con una specie di mezzo doppio passo e poi il primo singolo tocco della sua azione con cui si prepara al tiro.

 

Il tunnel di tacco di Ribery

Non è forse il massimo per la Fiorentina se la nota migliore della stagione è un francese di 37 anni. La squadra di Iachini sta deludendo ora come aveva deluso fino all’interruzione del campionato, ma almeno ha recuperato Ribery dopo un lungo infortunio e i tifosi possono divertirsi con le sue giocate. Qui riceve un brutto pallone spalle alla porta, lo controlla anche con qualche difficoltà, ma è proprio nelle difficoltà che esce il talento superiore: Ribery difende col corpo il pallone che si è alzato e mentre questo riscende a terra lo colpisce col tacco facendolo passare in mezzo alle gambe dell’avversario e chiudere il triangolo col compagno in una zona pericolosa. Il controllo sbagliato del compagno dimostra tutta la differenza tra Ribery e il resto della Fiorentina.

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