Milan Roma, bocciati l’arbitro Giacomelli e il Var Nasca: i rigori erano da togliere

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Lorenzo Fontani

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Analizzando a freddo i due calci di rigore assegnati nel corso del posticipo a San Siro, il designatore Rizzoli non è stato indulgente con l’arbitro e il “Var Pro” che resteranno a riposo per qualche turno. In particolare non deve passare il messaggio che il Var intervenga solo in assenza di contatto: se il contatto è minimo o è cercato dall'attaccante e il difensore è chiaramente innocente il rigore non va concesso, e nel caso va tolto

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Il giorno dopo il pasticcio di San Siro per i vertici arbitrali è stato il momento delle analisi e dei chiarimenti. Quelli chiesti a Giacomelli e Nasca, protagonisti in campo e in sala Var di prestazioni a dir poco rivedibili, e quelli ribaditi, anche se non ancora pubblicamente, sul corretto uso della tecnologia. Tutto, ovviamente, parte dagli errori commessi sul terreno di gioco dall'arbitro triestino, col quale il designatore Rizzoli non è stato indulgente. Grave che un arbitro della sua esperienza sbagli in maniera così clamorosa, soprattutto cadendo dopo il primo errore nella trappola della compensazione. Ma è inaccettabile poi che un "Var Pro", uno cioè che non arbitra più in campo e che ha come unico ruolo quello di controllare il video ed eventualmente intervenire, sia rimasto silente di fronte all'evidenza dei fatti.

 

E qui scatta quel che preoccupa maggiormente non solo Rizzoli, ma anche Gianluca Rocchi, che affianca il designatore con un ruolo importante nella gestione dei rapporti con i club e anche del progetto Var (quanto mai urgente, e quanto mai in ritardo, l'allestimento di una centrale unica, che favorirebbe anche un migliore confronto interno e una maggiore uniformità di giudizio).

 

Il rischio infatti è che passi un messaggio sbagliato, quello cioè di una linea di intervento Var "morbida", che faccia scattare la revisione soltanto in rarissimi casi. Non è quel che ha chiesto Rizzoli. Perché se da un lato è vero che le correzioni video nella scorsa stagione sono state troppe, questo non giustifica omissioni come quelle di Milano. Anzi, a inizio stagione il designatore aveva chiarito che erano stati concessi - falli di mano a parte - troppi "rigorini" per contrasti normali, più o meno accentuati dagli attaccanti, e che i Var non avrebbero dovuto attaccarsi troppo al concetto di "contatto". Se il contatto cioè non denota negligenza da parte del difensore o addirittura è cercato dall'attaccante, il rigore non va concesso, e nel caso va tolto. Questa era stata l'indicazione, che verrà ribadita. Giacomelli e Nasca avranno modo di metabolizzarla con calma: per qualche turno, com'è normale in questi casi, non verranno infatti impegnati.

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