Inter-Torino, Conte: "Prestazioni ok, ora servono i risultati. Eriksen alla Pirlo? No"

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L'Inter di Antonio Conte inizia un ciclo con 10 partite di qui a Natale ospitando il Torino a San Siro. Nerazzurri senza Kolarov, Brozovic e Padelli fermati dal Covid. L'allenatore: "Il calendario un ostacolo? Lo è per tutti. Non ci sono problemi in difesa, purtroppo ci segnano tanto rispetto ai tiri che subiamo. Eriksen? Ha avuto tantissime occasioni dall'inizio dell'anno e ha giocato più di tanti compagni di squadra"

LE PROBABILI FORMAZIONI DI INTER-TORINO

Come sta la squadra dopo gli impegni in Nazionale? Che aspettative ha?

"Arriviamo  a questa gara con tre positivi. I convocati in nazionale sono rientrati e sono tutti a disposizione. C'è chi è rientrato dopo aver giocato tanto e chi ha giocato di meno".

Cosa si aspetta di vedere Antonio Conte dai suoi giocatori? Quanto è complicato avere due partite ravvicinate contro Torino e poi Real Madrid dopo questa sosta?

"La situazione è difficile ma lo è per tutte le squadre che giocano in competizioni europee. Si gioca ogni 3 giorni e si giocano partite impegnative. Sarà complicato fino a Natale e anche dopo. Lo sappiamo benissimo e dovremo cercare di affrontare la situazione nel miglior modo possibile, sperando che la buona sorte ci sorrida anche dal punto di vista di infortuni e positività".

Eriksen ha le qualità per giocare più arretrato, davanti alla difesa, alla Pirlo? Lukaku gli ha consigliato di imparare la lingua italiana: il suo è anche un problema di ambientamento?

"Sul discorso della lingua non lo so. Come ho detto già, faccio le scelte sempre per il bene dell'Inter e quindi cerco di fare tutto nella maniera giusta. Eriksen ha avuto tantissime occasioni dall'inizio dell'anno e ha giocato più di tanti compagni di squadra. Quando lo riterrò opportuno giocherà nell'11 iniziale o a partita in corso, altrimenti prenderò altre decisioni. Per quanto riguarda il ruolo, secondo me non può giocare davanti alla difesa. Penalizzerebbe troppo il calciatore, che ha una dote importante su tutte: ha un tiro importante, di destro e di sinistro, quindi metterlo davanti alla difesa lo snaturerebbe totalmente. Questa è la mia valutazione tecnica".

Secondo molti osservatori l'Inter è la squadra più competitiva di questo campionato: quanto è importante che la squadra si convinca della propria forza? Condivide questa analisi?

"Noi sappiamo che dobbiamo lavorare, conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti. Dobbiamo pensare a noi stessi e mi auguro che ci sia sempre onestà intellettuale da parte di tutti, soprattutto da parte di chi deve dare giudizi. In un anno essere considerati i più competitivi anche in confronto a squadre che arrivano da anni di dominio assoluto in Italia vuol dire che stiamo facendo qualcosa di straordinario, miracoloso".

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Crede che il campionato possa essere deciso nel finale di stagione o che la porzione di partite in calendario di qui a Natale possa generare un solco?

"Io mi auguro che l'equilibrio resti fino alla fine. Più equilibrio ci sarà, più squadre saranno in corsa per obiettivi prestigiosi e più dovranno emergere situazioni come lavoro, organizzazione e mentalità. Mi auguro che sia molto più equilibrio e che faccia emergere i valori".

Per statistiche, l'Inter è prima nel campionato per baricentro medio, per palloni giocati sulla trequarti e seconda con poco distacco per presenza nell'area avversaria. Come valuta questi dati?

"Sono numeri importanti, che testimoniano quello che ho detto. La squadra ha raccolto meno di quanto meritava. Conosciamo queste statistiche così come conosciamo quelle in fase difensiva. Purtroppo c'è un'elevata capacità realizzativa quando ci tirano in porta. Dobbiamo essere più bravi nel cercare di essere più efficaci in zona gol. Noi concediamo poco, molto meno rispetto all'anno scorso, però quando hanno tirato ci hanno fatto spesso gol".

Quali sono gli elementi che le fanno credere che dopo questa sosta l'Inter ripartirà in maniera diversa rispetto alle partite precedenti?

"Su 7 partite di campionato ne abbiamo pareggiate 3, vinte 3 e persa una. In Champions ne abbiamo persa una e pareggiate due. Mi auguro di rivedere però sul campo gli stessi concetti e di essere bravi a portare a casa vittorie. Alla fine, anche se domini le partite ma le pareggi o perdi, diciamo che si tenderà sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Oltre alle prestazioni dobbiamo cercare di fare risultato, il che cambia giudizi, umori e tante situazioni".

 

Da qui a Natale le sette squadre impegnate nelle coppe europee avranno 10 partite da giocare. Pensi che alla fine di questo piccolo giro si capirà il vero valore di squadre e rose? C'è un motivo per il quale le squadre che l'anno scorso hanno chiuso davanti - Juve, Inter e Atalanta - oggi sono un pò più dietro?

"Non so se c'è un motivo, sicuramente noi e l'Atalanta abbiamo finito molto tardi, noi siamo stati gli ultimi e abbiamo chiuso il 21 agosto. Non abbiamo potuto giocare tante amichevoli e questo non è un fattore da trascurare, soprattutto nelle mie squadre. Ci sarà tanto equilibrio, tante squadre si sono rinforzate a luci spente e questo è positivo. Rende il campionato più attraente, ogni partita che si gioca difficilmente ha un risultato scontato".

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