Atalanta-Lazio, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Dario Pergolizzi

Dopo la sfida in Coppa Italia di pochi giorni fa, Gasperini e Inzaghi si ritrovano per una sfida che può lanciare le ambizioni della vincente. Atalanta-Lazio è in diretta su DAZN 1 (canale 209) alle 15

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LE PROBABILI FORMAZIONI DELLA 20^ GIORNATA DI SERIE A

Dopo meno di quattro giorni dai quarti di finale di Coppa Italia, Atalanta e Lazio si affronteranno sullo stesso campo per la prima giornata del girone di ritorno di Serie A. La partita di Coppa è stata affrontata con un massiccio turnover da entrambe le squadre, in particolare dal centrocampo in su, e in generale è stata caratterizzata da un ritmo abbastanza intenso, forse anche per questa ragione. Alla fine è stata la squadra di Gasperini a spuntarla, nonostante l’inferiorità numerica causata dall’espulsione di Palomino che ha costretto i compagni a giocare in 10 per quasi tutto il secondo tempo.

 

È praticamente certo che sia Lazio che Atalanta cambieranno molto rispetto a quella partita per la sfida di campionato. Innanzitutto per la squadra di Inzaghi dovrebbe tornare a disposizione Luis Alberto, forse il giocatore più importante dei biancocelsti; inoltre Lucas Leiva, Immobile, Lazzari e Correa che erano tutti partiti dalla panchina mercoledì dovrebbero essere in campo. Dall’altro lato, la squalifica di Gosens e la potenziale indisponibilità di Hateboer sulle fasce sono un bel grattacapo per Gasperini, dato che l’Atalanta ha ceduto praticamente tutti gli esterni che erano arrivati in estate. Maehle e Ruggeri saranno dunque le uniche due opzioni, con il primo che eventualmente potrebbe collocarsi a sinistra in caso di recupero di Hateboer. In mezzo de Roon dovrebbe tornare al fianco di Hateboer mentre Pessina ricollocarsi alle spalle dell’attacco dopo aver giocato nei due di centrocampo in Coppa. Davanti Zapata e Ilicic prenderanno il posto di Muriel e Malinovskij.

 

Com’è andata la partita di Coppa Italia

Le assenze di uomini fondamentali per entrambe hanno reso ancora più imprevedibile lo sviluppo della partita, e in effetti Lazio e Atalanta si sono scambiate il controllo delle varie fasi della partita in maniera frammentata: all’inizio l’impatto dei bergamaschi ha messo a dura prova gli ospiti soprattutto grazie al loro pressing alto, che ha esposto una certa farraginosità nella Lazio priva del suo leader tecnico Luis Alberto e forse anche meno abituata a trovare i movimenti delle punte di Muriqi e Anderson per giocare verticalizzazioni pulite e veloci. Il pressing dell’Atalanta era impostato con Djimsiti sul centro destra per controllare Milinkovic-Savic, sia per quanto riguarda le palle lunghe che per seguire i suoi movimenti incontro, anche profondi. I due compagni di reparto Romero e Palomino si dividevano le punte della Lazio, mentre Freuler era accoppiato alla mezz’ala destra Akpa-Akpro e Pessina al mediano Escalante.

 

La Lazio ha poi ripreso parzialmente il controllo della gara con un mossa tattica che potrebbe rivelarsi interessante anche domenica, cioè la rotazione di Acerbi, schierato come centrale di sinistra, che veniva a sovrapporsi lungo la fascia, all’interno o all’esterno di Fares, per creare un sovraccarico difficilmente difendibile per l’Atalanta, dato che Miranchuk non sempre ripiegava.

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Qui sopra negli attimi immediatamente precedenti al pareggio di Muriqi, ma anche dopo, Acerbi è stato molto coinvolto, come in occasione di un altro cross al 19esimo minuto. Di per sé non si tratta di una soluzione inedita, anzi, era già stata determinante nella bella partita di Dortmund; non a caso, forse, contro una configurazione di difesa posizionale simile (5-4-1).

 

Tutto questo non è stato sufficiente per passare il turno, perché l’Atalanta è riuscita a limitare le situazioni di attacco posizionale della Lazio e spezzettando il ritmo dei possessi non ha consentito alla squadra di Inzaghi di consolidare per attivare questo tipo di rotazioni. Chiaramente, poi, l’apporto qualitativo delle riserve non è stato all’altezza dei titolari nelle occasioni che sono capitate, al contrario degli avversari che hanno continuato a riempire l’area con ferocia e lottare reattivamente su ogni pallone vagante.

 

Cosa può succedere in campionato

Innanzitutto è possibile che la presenza di De Roon dal primo minuto possa aiutare Gasperini ad assorbire meglio questo tipo di rotazioni laterali: l’olandese viene utilizzato talvolta per andare a pressare sulla fascia contro determinate squadre, considerando anche che da quel lato in attacco dovrebbe giocare Ilicic, che solitamente in fase di non possesso rimane fissato sul difensore centrale lato palla insieme a Zapata per non consentire il retropassaggio e poter attuare degli smarcamenti preventivi per favorire le ripartenze. Altrimenti, un’altra soluzione, forse un po’ cervellotica, potrebbe essere invertire di posizione Pessina e Ilicic sfruttando le maggiori doti di rincorsa dell’ex Verona per andare a coprire le eventuali sovrapposizioni del difensore.

 

L’Atalanta potrebbe evitare comunque di patire queste situazioni qualora riuscisse a castrare sul nascere l’impostazione avversaria sistematicamente, ma una Lazio al completo rimane comunque una squadra difficile da andare a prendere in alto, grazie sia a un trio di centrocampo dalla qualità diffusa, sia alla possibilità di allargare il gioco pescando i quinti, soprattutto Lazzari a destra, costringendo l’avversario a scalare in diagonale e rincorrendo. Negli ultimi incontri, Atalanta Lazio è sempre stata una sfida emozionante dal punto di vista del ritmo, dei gol e degli incastri tattici. Gli ultimi tre precedenti in campionato, finiti 3-3 a ottobre 2019, 3-2 a giugno e 4-1 a settembre per l’Atalanta, ci hanno regalato diversi spunti: una delle prime e migliori partite di Gomez come regista a tuttocampo, lo scambio di marcature in corso Toloi-Djimsiti / Immobile-SMS che ha raddrizzato un inizio difficoltoso, la dimostrazione dello strapotere tecnico e atletico di Malinovskij.

 

Adesso è cambiato molto, soprattutto per la squadra di Gasperini, che non può più contare su Gomez, ma che non ha neanche a disposizione da diversi mesi Pasalic e che sembra lavorare su una specie di aggiornamento del proprio sistema di gioco, con Ilicic che pare ancora più responsabilizzato nella risalita del pallone. Sicuramente l’assenza di Gosens toglierà un’arma decisiva a Gasperini, non solo per la funzionalità offensiva, ma anche per la simultanea influenza su Lazzari, che a sua volta è uno dei giocatori più importanti per il cambio passo delle azioni della Lazio. Dall’altro lato, per Inzaghi avere un Luis Alberto al meglio può essere un requisito essenziale per avere la possibilità di non soccombere, sull’arco dei 90 minuti, all’accurata gestione delle marcature dell’avversario.

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