Inter, Marotta: "Giusto che Conte chieda chiarezza sul futuro"

Serie A

L'amministratore delegato nerazzurro sul futuro dell'allenatore: "A tempo debito è giusto che ci si ritrovi e la proprietà esponga i programmi". E sulla Superlega: "Siamo in un momento tragico del mondo del calcio, auspico che invece di litigare si possa parlare di una riforma"

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Chiarezza sul futuro: è la richiesta di Antonio Conte nei confronti dell'Inter in vista della prossima stagione. Un pensiero condiviso dall'amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta: "Condivido due cose, la prima è la massima concentrazione sul finale di campionato che può darci soddisfazione - spiega a Dazn - La seconda è la chiarezza, una dichiarazione onesta di un allenatore che chiede eventuali programmi alla società. Questi sono difficili da stilare per tutti perché c'è grande incertezza sul modello del calcio. A tempo debito è giusto che ci si ritrovi e la proprietà esponga i programmi futuri". 

"Momento tragico per il mondo del calcio"

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Marotta è tornato a parlare anche del tema Superlega e della lettera inviata da undici club di Serie A al presidente della Lega Dal Pino : "Ufficialmente non abbiamo ricevuto nulla e non conosciamo bene il contenuto della lettera - ammette l'amministratore delegato dell'Inter - Siamo in un momento tragico per il mondo del calcio, di elevatissima litigiosità che porta a nascondere il grande problema, quello della sostenibilità. Quello attuale è un modello che non funziona e non da garanzie anche a seguito della pandemia che ha inciso nella contrazione dei ricavi. Auspico che, invece di litigare, si possa parlare di riforma del calcio attraverso format diversi e un professionismo ridotto".

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"Sulla questione Superlega io sono allineato sul fatto che non si debba fare e quindi trovo corretto tutto quello che è stato detto, ma sul sanzionare dei club prenderei tempo perché ci sono anche questioni che arrivano dall'alto, dalle proprietà, sicuramente è giusto parlarne". Lo ha detto il presidente del Verona, Maurizio Setti, a Dazn. "Ci siamo detti di tenere i toni bassi, trovarci e discutere. Di questa lettera mi è giunta voce ma non sono stato informato, ma tutti dobbiamo fare mea culpa e cercare di compattare la Lega perché così è difficile per noi consiglieri e per la Lega portare avanti le cose".