Arbitri, le chat imbarazzano l'AIA. L'accusa: giudizi manipolati per le graduatorie

la denuncia
Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

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L'accusa di Baroni e Minelli, bocciati in maniera sospetta al termine della scorsa stagione di B: i giudizi dati a loro e agli altri colleghi a rischio "dismissione" al termine dello scorso campionato di B sarebbero stati manipolati per orientare la graduatoria finale

Dopo il caso-Gavillucci, di nuovo il meccanismo di promozioni e bocciature tra gli arbitri viene messo sotto accusa. Stavolta a fare rumore, dopo le indiscrezioni di Repubblica, è la denuncia presentata alla Procura di Roma da Daniele Minelli e Niccolò Baroni, arbitri di B costretti a smettere al termine della scorsa stagione, assistiti dallo stesso avvocato di Gavillucci, Gianluca Ciotti. I due lamentano che i giudizi dati a loro e agli altri colleghi a rischio "dismissione" al termine dello scorso campionato di B sarebbero stati manipolati per orientare la graduatoria finale e favorire - promuovendolo in A - Eugenio Abbattista, che per limiti di anzianità non avrebbe potuto dirigere un altro anno in B, e Ivan Robilotta, che invece pur ultimo in graduatoria sarebbe stato salvato per non "bruciarlo" dopo un solo anno in serie B.

Nel mirino in particolare gli screenshot inediti della chat della commissione tecnica di serie B, diretta fino all'estate scorsa dall'ex arbitro Emidio Morganti (ora fuori dai quadri arbitrali così come gli altri componenti della commissione). Nella chat si leggono inviti da parte dei responsabili a correggere i voti dati nelle ultime partite dagli osservatori o dai componenti della commissione stessa con l'unico scopo - secondo l'accusa - di modificare la classifica finale e giustificare la scelta di dismettere Baroni e Minelli.

 

Al di là del metodo che emerge dalle chat, il tema di fondo rimane quello dell'autonomia decisionale dell'AIA e dei suoi organi tecnici (i designatori hanno la facoltà di "limare" i giudizi degli osservatori), dei criteri in base ai quali si valuta il merito e della trasparenza delle valutazioni (fino a poco tempo fa ad esempio agli arbitri era precluso l'accesso immediato al voto della propria prestazione), già messi in discussione dagli organi di giustizia federale durante la vicenda Gavillucci. 

AIA: "Siamo a disposizione della Procura"

Nel pomeriggio è arrivata la posizione dell’AIA all’Ansa: "Siamo a conoscenza del procedimento in questione relativo alla stagione sportiva 2019/2020. La nuova governance, in collaborazione con la Figc, si è infatti fin da subito messa a disposizione della procura federale, per fornire tutti gli atti e gli elementi necessari agli accertamenti". E sulla denuncia da parte di due ex arbitri di graduatorie manipolate. "Eventuali provvedimenti - conclude l'Associazione italiana arbitri, i cui nuovi vertici sono in carica dallo scorso 14 febbraio - saranno immediatamente assunti all'esito della chiusura indagini".