Inter, Conte: "Dedicato a me". Gli scenari sul futuro: incontro questo lunedì?

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L'allenatore nerazzurro: "Questo scudetto è qualcosa di incredibile, lo dedico a me stesso". In attesa dell'incontro con Zhang e la dirigenza nerazzurra, questa la posizione dell'allenatore, quella della società e i possibili scenari

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Una impresa da dedicare, innanzitutto, a sé stesso. E un domani ancora tutto da decifrare. Antonio Conte si gode la vittoria e la festa per il suo quarto scudetto, il primo con l'Inter. Sullo sfondo, però, resta il futuro con l'incontro con il presidente Steven Zhang programmato per i prossimi giorni. L'allenatore nerazzurro preferisce per ora rinviare ogni discorso pubblicamente, guardando solo al successo in campionato. Per questo motivo non si presenta più davanti ai microfoni di chi gli possa fare delle domande sul futuro, anche perché risponderebbe con la solita sincerità, che potrebbe non essere gradita (o utile) al Club. Dunque spazio solo al canale tematico dell’Inter. “A chi dedico lo scudetto? Onestamente a me stesso - le parole a Inter Tv -. So che non è stato un percorso semplice in questi due anni, ho dovuto tirare fuori tutto da dentro di me. In certi momenti vengono dei dubbi, anche su te stesso, ma ho superato tutto e tutti ed alla fine è la dimostrazione che siamo stati tutti bravi. Anche il sottoscritto. Dove colloco questo scudetto? Tra le imprese fatte. Non era semplice, venendo all'Inter mi sono messo in grande discussione perché arrivavo in una squadra che non vinceva da tanto. Abbiamo lavorato e dopo un anno di lavoro abbiamo fatto qualcosa di incredibile".

Perché Conte non parlava da un mese

Conte non ha mai parlato in queste settimane - se non con Inter TV - per non dover rispondere a domande sul futuro prima di aver dialogato col presidente Zhang davanti a tutti i dirigenti. Tutti i discorsi sul futuro erano congelati fino al termine della stagione, quindi ora. Da adesso si affronterà la questione. Probabilmente questo lunedì avverrà il tanto atteso l’incontro

Cosa chiede Conte

Conte, che ha salutato normalmente i suo giocatori nello spogliatoio dopo il 5-1 all’Udinese, chiederà alla società chiarezza e che non sia smantellata la squadra, soprattutto nell’11 titolare. Sono 7-8 gli intoccabili (Skriniar, De Vrij, Bastoni, Hakimi, Barella, Lukaku, Lautaro e forse Brozovic), vuole capire se il progetto che gli è stato presentato due anni fa è ancora in piedi. Vuole capire cosa significa autofinanziamento sul mercato, come la società pensa di portare avanti questo discorso rimanendo competitivi. Pretenderà massima chiarezza senza fraintendimenti. Queste le domande che Conte farà alla proprietà e la sua posizione stavolta sarà meno accomodante rispetto a quella di un anno fa a Villa Bellini.

La posizione della società

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Dall’altra parte Steven Zhang esporrà le possibilità del club (alle prese con difficoltà economiche) con la convinzione di poter tenere Conte. In ballo ci sono anche i dirigenti, Marotta in primis, perché nessuno vuole rimanere a fare il liquidatore della squadra campione. Tutti sperano che la questione possa essere risolta, ma nessuno esclude che possa anche non esserci il lieto fine. Insomma, ogni scenario è aperto.

Stellini: "Il futuro dipende dalla società"

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"Bisogna fare un passo indietro e ripartire da due anni fa, quando Conte ha iniziato questo progetto - ha commentato il vice di Conte, Cristian Stellini -. Un progetto triennale, importante, che doveva riportare l'Inter a vincere in Italia ed emergere in Europa. In Italia abbiamo ottenuto un traguardo fantastico e ora il progetto dovrebbe proseguire, dovrebbe continuare. Questa, però, è una riposta che sarà la società a dare, perché è lei che crea il progetto. Se questo progetto può continuare, da parte nostra c'è l'entusiasmo di continuare. Ma quando hai a che fare con un allenatore top, i progetti devono essere di alto livello e devono restare in alto. La cessione di qualche big potrebbe cambiare le cose, ma deve essere la società a dirlo, a spiegarlo. Sono scelte che fa il club. Non so se succederà, non so quando ci sarà l'incontro e cosa si diranno. Ma, in quel caso, la società potrebbe decidere anche il destino del suo allenatore. Noi siamo super ottimisti, perché abbiamo creato quello che cercavamo di creare: una squadra che primeggia in Italia e che può emergere anche in Europa. Chiaro che, ora che abbiamo questa possibilità, non vogliamo farcela scappare. Era difficile pensare di poter interrompere il dominio della Juventus. Per questo, una società importante come l'Inter ha bisogno di linfa per continuare a crescere".