Raspadori: "Io tra Vialli e Mancini? Mi piace. Mai pensato di andare via dal Sassuolo"

l'intervista
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L'attaccante del Sassuolo, in gol al debutto da titolare in Nazionale nel 5-0 alla Lituania, indica i suoi modelli: "Io 9 come Vialli e 10 come Mancini? Mi piace come sintesi.  Per fisico, tecnica e stile di gioco mi ispiro ad Aguero. Ho studiato lui, Tevez, Di Natale e Paolo Rossi. Adoro la generosità di Eto'o". E sulle voci di calciomercato: "L'accostamento all'Inter mi ha fatto piacere ma non ho mai pensato di lasciare il Sassuolo"

GIOCA A SUPERSCUDETTO

"Io 9 come Vialli e 10 come Mancini? Mi piace come sintesi e mi ci vedo. Soprattutto non sarebbe male". Parola di Giacomo Raspadori. L'attaccante del Sassuolo racconta in un'intervista alla Gazzetta dello Sport le emozioni dopo il gol (e l'autorete propiziata) segnato mercoledì al debutto da titolare con la maglia dell'Italia contro la Lituania, in quel Mapei Stadium che è anche la casa del Sassuolo . "Sono tornato a casa, mi sono rivisto la partita e ho capito di aver realizzato un sogno - sorride - ma anche che è troppo importante continuare a farlo, dandomi nuovi obiettivi. Mai prendere niente come un punto di arrivo: per me c’è questo alla base di tutto". Con un ricordo speciale su tutti: "L'abbraccio sincero, vero, che mi ha dato Vialli subito prima di Italia-Lituania mi ha scaldato il cuore. Lo porterò sempre con me".

"Modelli? Aguero, Tevez, Di Natale e Paolo Rossi"

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Il suo ex allenatore De Zerbi ha detto di Raspadori che è "una via di mezzo tra un nove e un dieci". Il diretto interessato concorda in parte: "Falso nove dal punto di vista tecnico e per caratteristiche fisiche. Però per tante altre cose mi sento un 9 classico. La qualità che mi piace di più? Calciare con entrambi i piedi è sempre stata una mia caratteristica". L'esperienza in Nazionale dà anche la "possibilità di poter rubare qualcosa a tutti. A Immobile ruberei la capacità di crearsi occasioni. Se a un attaccante arriva un sacco di volte la palla per fare gol, quella non è fortuna". Raspadori ha le idee chiare sui suoi modelli: "Per fisico, tecnica e stile di gioco, forse ad Aguero. Uno di quelli che ho studiato di più assieme a Tevez, Di Natale e anche Paolo Rossi, guardando le sue partite con papà. Ma chi mi ha rubato gli occhi più di tutti è Eto’o, generoso come pochi".

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L'attaccante del Sassuolo risponde anche a chi gli chiede di essere più cattivo: "Credo di essere sempre stato abbastanza malizioso in campo e me lo dicevano anche. Magari non sempre si vede, sicuramente questa qualità mi è mancata all’inizio: ma furbo lo diventi solo con il tempo". Considerazioni miste alle emozioni, come quel giorno in cui ha scoperto di essere tra i convocati per l'Europeo: "La sera della lista dei 26 era più confusione in testa che emozione. I brividi più forti quando ho sollevato la coppa e quando ho debuttato a Bologna, in Italia-Repubblica Ceca: entravo in campo con la maglia della squadra di cui non mi ero perso una partita da quando avevo 5-6 anni".

"Mai pensato di lasciare il Sassuolo"

In estate Raspadori è stato anche al centro delle voci di calciomercato: "Il mio accostamento all'Inter? Sarei bugiardo se dicessi che non mi faceva piacere. Ho fatto un percorso in crescendo, è normale voler crescere ancora. Ma c’è il momento giusto per ogni ambizione. Non ho mai pensato di andare via dal Sassuolo. Mi sono appena affacciato sul calcio dei grandi: la cosa più importante è stare in campo il più possibile. E poi sento molto il ruolo di ambasciatore di 'Generazione S': sono qui da quando avevo 10 anni, sono cresciuto assieme alla società, credo nel migliorare avendo dei valori alle spalle. E in questo spero di essere ispirazione per tanti ragazzi".