Inter-Juve, Allegri: "Loro ancora i favoriti per il titolo. Era più decisiva con la Roma"

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L'allenatore della Juventus presenta in conferenza stampa la sfida di San Siro: "Loro sono ancora la squadra più forte del campionato e i favoriti per vincere lo scudetto. Io vicino all'Inter?  In due anni è passata acqua sotto i ponti. Ci saranno 60mila spettatori, vogliamo che sia una bella serata ma lo sarà soprattutto se faremo un bel risultato per noi"

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Alla vigilia del Derby d'Italia parla Massimiliano Allegri. L'allenatore della Juventus presenta in conferenza stampa la partita contro l'Inter, in calendario domenica 24 ottobre alle 20:45 a San Siro nella nona giornata di Serie A. Squadre separate da tre punti: 17 quelli dei nerazzurri di Simone Inzaghi, 14 quelli dei bianconeri.

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Come arriva la squadra alla sfida?

“Lo vediamo domani sera, tutto dipende dalla partita che giocheremo. Sarà una bellissima partita fra due squadre importanti, l'Inter secondo me è ancora la favorita per vincere lo scudetto. Un test importante contro una squadra forte”.

 

Domani è decisiva?

"Non è decisiva, vincere permetterebbe a noi di allungare la striscia di risultati. Ai fini della classifica era molto più decisiva quella con la Roma. Non possiamo pensare che in una partita vinciamo o perdiamo il campionato. Bisogna cercare continuità e fare una bella prestazione. Le stagioni si decidono negli ultimi tre mesi".

 

Ci sono stati dei recuperi importanti: Dybala giocherà titolare o partirà dalla panchina?

"Sarà a disposizione, ha fatto due allenamenti con la squadra. Siamo quasi al completo come disponibilità di tutti i ragazzi. Questo è importante: abbiamo ancora diverse partite di qui alla sosta e ho bisogno di tutti. Lo abbiamo visto contro lo Zenit, dove chi è entrato è stato decisivo".

 

Cosa è cambiato nell'atteggiamento di chi entra in campo a gara in corso?

"Danno il contributo che devono dare: aiutano i compagni e si mettono a disposizione. Ora, con i cinque cambi, le partite variano intorno al 60'-70'. Chi entra deve vivere la partita come se giocasse anche quando sta in panchina e deve mettere piede in campo con la testa giusta. Il merito è loro: entrano e danno un contributo importante".

 

Rispetto a due anni fa, come è cambiato il suo modo di vivere la partita?

"I giocatori giocano e gli allenatori allenano soprattutto per sfide come quella di domani. Più che la tensione direi che c'è l'attesa, quella che hai quando giochi una grande partita. Quella è la stessa: domani per la prima volta in due anni in Italia ci saranno 60mila spettatori in uno stadio e vogliamo che sia una bella serata. Ma lo sarà soprattutto se faremo un bel risultato per noi".

 

In partite del genere, quanto è importante vedere Chiellini in campo? Chiesa ha invece bisogno di riposare?

"Per quanto riguarda la formazione, non ho ancora deciso. Siamo rientrati giovedì pomeriggio e oggi abbiamo la rifinitura. Prenderò delle decisioni domani mattina sulla base dell'allenamento del sabato. Chiesa contro lo Zenit ha concluso in porta e fatto bene. Chiellini sta bene e può giocare. De Ligt sta bene, Bonucci pure, Rugani pure ma posso farne giocare solo due. Quando poi De Ligt sarà pronto per giocare a 3 nel centrodestra, potremo provare quell'opzione. Ci sono cinque partite in 15 giorni: chi non gioca domani giocherà la prossima".

 

Domani vuole vedere una Juventus che fa la partita invece di gestirla?

"Non è che non siamo a nostro agio nel fare la partita. Io credo che nel calcio bisogna saper stoppare bene la palla, passarla per bene e smarcarsi per bene. Sono tre componenti fondamentali. Noi a volte le sbagliamo. Non è questione di tecnica ma di attivare la testa. In allenamento tutti devono lavorare per non sbagliare nemmeno una palla, poi nel calcio è impossibile non sbagliare, soprattutto in un calcio veloce e fisico come quello di oggi. Dobbiamo lavorare sui margini di miglioramento dei singoli".

 

Quanto è stato vicino all'Inter?

"In due anni di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Alla fine ho scelto la Juventus e sono contento".

 

Bonucci ha detto che la Juve giocava troppo per Cristiano Ronaldo. Lei è d'accordo?

"Quando hai un giocatore che fa 30 gol a stagione, è normale che la squadra si appoggi su di lui. Ora che non c'è più, occorre spalmare quei gol su più giocatori".

 

Può essere una partita per Bernardeschi?

"Domani c'è bisogno di grande attenzione difensiva, di giocare bene tecnicamente perché loro fisicamente ti possono schiacciare e saranno sostenuti dal loro pubblico. Dovremo essere dei killer quando avremo la palla".

 

Le sarebbe piaciuto allenare Dzeko alla Juve?

"Sa far gol e rifinire, con Lautaro formano una bella coppia. L'Inter ha tanti giocatori forti: Barella, Brozovic, Skriniar e De Vrij. Sono ancora la squadra più forte del campionato e i favoriti per vincere lo scudetto".

 

Come sta Rabiot? Arthur può partire titolare?

Rabiot lo vedo oggi, bisogna vedere come è uscito fuori da questa situazione. Arthur è cresciuto e alza la qualità di squadra e passaggio, deve trovare minutaggio".

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