Monza, Pessina: "Il nostro modello è l'Atalanta. Tornato perché qui è casa mia". VIDEO

MONZA

In un'intervista esclusiva a Sky Sport, il nuovo capitano del Monza parla del modello da seguire: proprio la sua ex squadra. E poi, sul rapporto con Galliani: "Speciale, non ci siamo mai persi di vista".  La fascia da capitano? "Una responsabilità che fa piacere, sono tornato perché questa è casa mia"

CALCIOMERCATO, NEWS E TRATTATIVE LIVE

Il modello a cui il nuovo e ambizioso Monza di Berlusconi e Galliani si ispira? L’Atalanta. Parola di Matteo Pessina, arrivato a Monza proprio dal club bergamasco. Il nuovo capitano, monzese di nascita e cresciuto nel settore giovanile del club, è stato intervistato in esclusiva da Sky Sport: “C’è un rapporto speciale tra me e il Monza e tra me e Galliani -le parole di Pessina- da quando fui preso al Milan nel 2015. Non ci siamo mai persi di vista, ci siamo scritti e chiamati durante l’Europeo e per l’esordio in Champions. È sempre stato presente nella mai vita. Così come il Monza, quando tornavo, trovavo sempre il tempo di tornare a Monzello”. Dove le cose sono cambiate, rispetto ai suoi primi anni al Monza: “La società è ambiziosa, giusto che ci mettano pressione. È un modo per spronarci a fare bene. La squadra di per sé è buona, ma la società sta lavorando sul mercato per darci ancora una mano”. E poi, appunto, la domanda che chiama in causa il suo recente passato: il Monza si ispira al modello dell’Atalanta? “Oggi è il modello di ispirazione per molti ed è bello da seguire, io l’ho vissuto per 5 anni. Hanno obiettivi ma senza strafare”.

“Monza, casa mia”

Una scelta di vita, oltre che professionale, per Pessina, che ha trovato un Monza nettamente diverso da quello che aveva lasciato, sull’orlo del fallimento: “Sette anni fa quando me ne sono andato era tutto diverso: ci sono campi e strutture nuove, è tutto più moderno e da Serie A, se non di più. È emozionante tornare qui, non potevo essere più contento di tornare dove tutto è iniziato. Ho lasciato una società che poi è fallita, il pensiero di tornare c’era, magari a fine carriera. Invece eccomi qua a 25 anni. È una società con grandi progetti in Serie A, con un grande allenatore e grandi giocatori. È stata una sorpresa anche per me. Motivazioni? La principale è che questa è casa mia”

L'orgoglio della fascia

Con una responsabilità in più, la fascia di capitano: “Non potevo non accettarla. Me l’ha proposto Galliani, sa che sono il simbolo di questa città per quanto riguarda il calcio. È una responsabilità che fa piacere: sono andato via da ragazzino, ora sono maturo e questa responsabilità mi dà grande fiducia. Vengo da anni in Serie A, Champions, Europa League, ho vinto un Europeo: sono giovane ma l’esperienza ce l’ho. C’è tanta pressione – conclude Pessina- proverò dare quella tranquillità acquisita in questi anni”. Parola di capitano