La forza della nuova Juve è a centrocampo
L'ANALISIIn stagione è stato il reparto più condizionato dagli infortuni, mentre adesso diventa il punto di forza di Allegri per la volata finale: dal recupero di Pogba, alla certezza Rabiot, all'evoluzione tattica di Locatelli all'esplosione di Miretti e Fagioli
Racconti dalla terra di mezzo: il romanzo della Continassa, pensando a chi doveva essere protagonista ed è stato a guardare o - viceversa - a chi avrebbe dovuto essere un’alternativa ed è diventato un punto di riferimento.
I protagonisti
Pogba è tornato dopo mesi reclamando il suo spazio, anche se il suo sarà un inserimento graduale. Rabiot è rimasto dopo la mancata cessione estiva e adesso la Juve non vorrebbe più lasciarlo partire. Fagioli e Miretti sono i personaggi a sorpresa, cresciuti a Vinovo e lanciati in prima squadra quando là, nella terra di mezzo, si dovevano fare i conti con gli infortuni. Se Allegri si aspettava che a guidare il reparto fosse Paredes, ha invece visto crescere da regista Locatelli, che si candida per tornare titolare a Roma dopo aver scontato la squalifica.
I numeri
Le presenze da titolari prima e dopo il Mondiale certificano i ruoli: Rabiot è inamovibile con l’84% di partite giocate da gennaio, mentre Fagioli è l’uomo nuovo con un’impennata del 42% rispetto all’utilizzo fino a novembre, anche per la cessione di McKennie. Se Miretti ha pagato dazio all’infortunio del 7 febbraio con la Salernitana, resta nel limbo Paredes, scivolato nelle gerarchie di Allegri.
Di Maria sì o no?
Le scelte contro la Roma saranno influenzate dall’impegno col Friburgo: attenzione massima su Di Maria, che potrebbe anche partire fuori come a La Spezia per averlo al top nella notte europea.