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Rabiot e Kumbulla, la spiegazione dei due casi Var

ricostruzione

Il gol di Rabiot e l’espulsione di Kumbulla sono i due episodi della domenica di campionato che hanno fatto più discutere. Analizziamo, regolamento alla mano, le decisioni dei due Var: a Torino c’è la sensazione di un gol preceduto da un tocco di mano, ma non l’immagine chiara che permetta al Var di cambiare la decisione presa dell’arbitro in campo; a Roma invece è stata mostrata all’arbitro solo una parte dell’azione incriminata. Ecco perché…

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Rabiot, perché il Var è rimasto 'in silenzio'

Guarda e riguarda, nessuna inquadratura dimostra con certezza che Rabiot, prima di segnare il gol del 3-2 contro la Samp, abbia toccato il pallone con la mano, anzi con la parte alta del braccio (sinistro). Fosse così, il gol sarebbe stato da annullare, dal momento che ogni tocco di mano/braccio, anche fortuito, da parte di chi segna (“nell’immediatezza”) comporta l’annullamento della rete. Questo, dunque il motivo del “silenzio” di Di Bello, Var della partita dello Stadium: in assenza di immagini chiare resta il giudizio del campo. 

Kumbulla, perché il video del Var è 'a metà'

Parziale è stato invece il silenzio del Var Pairetto, collegato con l’Olimpico dalla sala Var di Lissone, in occasione del rigore con rosso che ha spalancato al Sassuolo le porte del successo contro la Roma. Palese la follia di Kumbulla, che scalciando Berardi non poteva che essere espulso (prevedibili due giornate di squalifica), ma altrettanto palese che si sia trattato di una reazione al comportamento dell’attaccante del Sassuolo. Berardi, infatti, da terra muove la gamba tra quelle di Kumbulla, in piedi, accennando a sua volta un calcio, che però rimane un… calcetto, quasi nascosto. Cosa cambia? Molto, perché a prescindere dal provvedimento disciplinare che gli sarebbe toccato (ammonizione, nel caso) se fosse stato ravvisato un fallo si sarebbe ripreso con una punizione in area per la Roma e non con un rigore per il Sassuolo (ferma restando l’espulsione di Kumbulla). Da quel che si è visto in onda, però, a Fabbri è stata mostrata da Pairetto soltanto la parte finale dell’azione (la reazione di Kumbulla appunto): evidentemente in sala Var non hanno ritenuto che le immagini mostrassero chiaramente un’azione scorretta da parte di Berardi.