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Guarin: "Sono alcolizzato e ho rischiato di morire. Zanetti e Cordoba mi hanno aiutato"

l'ex inter

L’ex centrocampista dell’Inter, ora 37enne, si è raccontato alla rivista colombiana Semana. E ha parlato dei suoi gravi problemi di dipendenza: “Sono alcolizzato al 100% e ho rischiato di morire. Zanetti e Cordoba mi hanno aiutato. Altri calciatori sono spariti: non erano amici”

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Sono un alcolizzato, al cento per cento. E lo ammetto. Sono dipendente dall’alcool ma in via di guarigione”. Con queste parole Fredy Guarin ha raccontato i suoi problemi di dipendenza in un’intervista alla rivista colombiana Semana. L’ex centrocampista colombiano, adesso 37enne, ha giocato quattro anni all’Inter, tra il 2012 e il 2016: 141 presenze e 22 gol, tra cui uno decisivo in un derby vinto sul Milan nel settembre del 2015. Tempi lontani, che poco hanno a vedere con il Guarin di oggi: “La verità è che mi sono lasciato distrarre. Mi sono aggrappato all'alcol, ho commesso molti errori, ho preso decisioni sbagliate e ferito molte persone, facendo star male i miei cari e la mia famiglia”. Guarin ha poi raccontato il periodo più buio della sua vita: “Sono stato vicino alla morte perché non avevo rispetto e limiti, mi lasciavo cadere sempre di più in quell’abisso. Ho bussato alle porte dell’inferno. Non misuravo i rischi da ubriaco. Sono stati momenti dolorosi. Io ho una paura tremenda di due cose: la morte e il carcere. Me lo sono anche tatuato addosso. E invece senza saperlo vivevo in un carcere condannato a morte”. 

Guarin:

Ma in quei momenti, non è mancato l’appoggio di alcuni ex compagni: “So chi c'era nei miei momenti peggiori. Mi sono stati vicini Falcao, James Rodriguez, Quintero, Ospina, Cuadrado, Zanetti, Córdoba. Loro c’erano in quei momenti bui, erano disponibili per aiutarmi. Altri, senza dire una parola, sono spariti. Non erano amici”.Un periodo molto difficile, da cui Guarin spera di essere uscito, tanto da desiderare di tornare nuovamente un calciatore professionista: “Non mi sono mai ritirato ufficialmente. Voglio tornare a giocare a livello professionistico, il mio sogno è chiudere la carriera con dignità”.