L'allenatore del Milan alla vigilia del Torino torna sul malumore tra Leao e Pulisic contro la Lazio: "Sono cose cha capitano. Cosa ho detto a Leao per calmarlo? Che Pulisic non l'ha visto, altrimenti gliela passava". Torna Gimenez: "Ora ne abbiamo tanti in attacco e tutti devono darsi una sveglia". Sulla corsa scudetto: "L'Inter ha il destino nelle proprie mani, come noi lo abbiamo per la Champions…"
Finisce la conferenza di Allegri.
Quello del calcio italiano in difficoltà non è anche un po' un luogo comune?
"Ci vorrebbero delle ore… La prima cosa importante è non denigrare il calcio italiano, noi abbiamo uno stile che fa parte della storia del calcio italiano, anzi, del popolo italiano. Cerchiamo sempre di evolverci, certo, ma non dobbiamo scimmiottare Paesi che hanno storie e culture diverse. Sicuramente dobbiamo sistemare i settori giovanili, trovare formule diverse. E fare. Prendere delle decisioni. Ci dobbiamo preoccupare del fatto che tanti bambini che giocano a calcio smettono presto. Il tennis ha fatto un lavoro straordinario, per esempio. Servono riforme".
Il Milan segna poco, ma forse il problema è anche a centrocampo?
"Non è questione di colpe, ma solo di migliorare l'intesa dei giocatori. Pulisic e Leao, per esempio, in coppia hanno giocato raramente".
Recentemente è diventato virale un video di Ancelotti - nella finale di Champions Real-Dortmund - dove l'allenatore lasciava spazio ai suoi giocatori per le indicazioni tattiche. Quanto è importante avere giocatori così in spogliatoio?
"Quello era un Real diverso, ora c'è una generazione diversa, e in Italia non abbiamo la forza economica per competere con certe potenze europee. Se hai disponibilità più basse hai meno margine di errore nel formare la tua squadra, l'indicazione è essere competitivi e sostenibili. Il nostro compito è costruire una base solida, altrimenti sei sempre in mezzo al mare".
Come vede il suo futuro al Milan?
"Con Tare ci vediamo sempre e ci confrontiamo. Di futuro non ne abbiamo ancora parlato, ma lo faremo tutti insieme".
Dicono che toglieranno gli annunci del Var al pubblico…
"Meno cose si fanno meglio è. C'è l'arbitro, lasciamoli arbitrare e basta. Quando, col tempo, arbitri e Var troveranno il loro equilibrio, gli arbitri saranno più sereni anche nell'arbitrare e basta. Guida, per esempio, è stato molto bravo in Lazio-Milan: ha fatto correre molto, è giusto così, il calcio è un gioco maschio".
Idealmente, nel 352, Leao lo vede centravanti o seconda punta?
"Leao può fare serenamente il centravanti, fa dei bei movimenti. Chiaro che quando si apre si sente più a suo agio; ma se si apre e non viene servito esce un po' dalla partita".
Insisterà su Leao-Pulisic o darà una chance a Fullkrug?
"Nel post partita di soluzioni ce ne sono sempre tantissime… Se a 20' dalla fine hai bisogno di qualcuno con le caratteristiche di Fullkrug ne hai solo uno, visto che Gimenez era out. O te lo giochi subito o dopo, sono queste le valutazioni che ho fatto".
Dopo il ko con la Lazio teme un contraccolpo?
"Non ci deve essere. Abbiamo lavorato sui nostri errori e domani speriamo di fare meglio. Con la Lazio nel primo tempo abbiamo preso nove ripartenze, il nostro numero più alto in stagione. Ed è figlia della partita di Cremona, molto spezzata anche quella. Ora torniamo con serenità all'equilibrio".
Cosa non ha funzionato a Roma?
"La squadra ha fatto 60 punti perché ha lavorato di squadra. Ci sono stati infortuni, soprattutto in avanti. Pensiamo al futuro e non al passato, con la Lazio ci sono stati tanti sbagli tecnici negli ultimi 25 metri. Speriamo di recuperare Loftus-Cheek e Gabbia il prima possibile. Mettiamo gli obiettivi dei singoli al servizio del gruppo, altrimenti rischiamo, dopo otto mesi di lavoro ben fatto, di mettere a rischio il posto Champions".
A Roma davvero Pulisic non ha servito bene Leao?
"Intanto chi ha la palla deve vedere quello smarcato, perché se non lo vede non gliela può dare… (ride, ndr). Quind, non è che Pulisic non gliel'ha passata perché non voleva, ma semplicemente perché non l'ha visto. Nel calcio la differenza la fa la scelta dell'ultimo passaggio. Cosa ho detto a Leao per calmarlo? Che non l'ha visto, altrimenti gliela dava… (ride, ndr)".
Guarda più avanti o più indietro?
"Sì, bisogna guardare davanti e anche dietro. Ecco perché l'equilibrio è fondamentale. Finché l'obiettivo non è raggiunto bisogna restarci focalizzati".
Quante speranza ha che Modric giochi nel Milan anche il prossimo anno? Col 352 si era immaginato sempre Leao e Pulisic in attacco? E si aspettava da loro qualche gol in più?
"Leao-Pulisic hanno avuto infortuni, uno ha saltato la preparazione, l'altro no ma è stato due mesi fuori. Ora ci sono gli ultimi due mesi determinanti e stanno entrambi meglio. Pulisic a Roma a fatto una bella prova sul piano fisico, anche se gli è mancata un po' di precisione. Leao di gol ne ha fatti 9 e può salire in doppia cifra. Senza dimenticarci gli altri: ora ne abbiamo tanti in attacco e tutti devono darsi una sveglia. Modric? Dipende da lui, ora lasciamolo divertire".
La corsa scudetto è definitivamente chiusa?
"L'Inter ha tanti punti di vantaggio e hanno il destino nelle loro mani, come noi lo abbiamo per la Champions. Poi l'aritmetica ci dirà quando le cose saranno chiuse".
Come sta Gimenez? E come sta la squadra a livello di umore, anche dopo le scintille Leao-Pulisic…
"La lite? Sono cose che succedono, rimaniamo sereni e pensiamo a quello che dobbiamo fare. Il Torino è una buona squadra. Gimenez sta bene e sarà convocato".
Modric ha portato il suo Pallone d'Oro al museo del Milan. È un po' questo il simbolo del suo legame col Milan?
"Luka ha portato il suo esempio, a livello umano e professionale. È un esempio per tutti. Vedere uno come lui giocare con questa passione per il calcio è incredibile. E questo crea entusiasmo al gruppo".
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