San Siro, vendita stadio a Milan e Inter: 9 indagati per turbativa d'asta
Sono stati perquisiti telefoni e documenti anche a Palazzo Marino nell' ambito dell’inchiesta sulla vendita di San Siro, che era stata aperta a seguito di un esposto del 'Comitato Sì Meazza'. L'inchiesta dei pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi e affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano, ipotizza la turbativa d'asta e la rivelazione del segreto di ufficio. Il sindaco Sala: "Uffici hanno lavorato per il bene di Milano, nessuna ipotesi corruttiva"
Perquisizioni questa mattina e sequestro di dispositivi elettronici a Palazzo Marino, negli uffici e nelle abitazioni di consulenti e dirigenti collegati alla compravendita di San Siro. Dall'inchiesta sull'urbanistica che va verso richieste di archiviazione, sarebbero emersi alcuni elementi di interesse anche per questo filone, che si innesta sull'inchiesta aperta dalla Procura di Milano il 23 marzo 2025 su esposto del 'Comitato Sì Meazza'. La Procura contesta che per la vendita di San Siro e dell’area circostante siano stati favoriti i club a scapito dell’interesse pubblico attraverso "accordi informali e collusioni tra loro" che avrebbero turbato le modalità in cui si svolse l’avviso di pubblico interesse a marzo 2025.
Condivise in più occasioni le bozze di delibere in modo da concordarne il contenuto
Ma anche in occasione delle delibere del 2021 e del 2023 relative alle dichiarazioni di pubblico interesse, secondo la Procura, venivano condivise in più occasioni, bozze di delibere, in modo da concordarne il contenuto prima che fossero portate all'attenzione della Giunta Comunale per la discussione e l’approvazione. Tra i 9 indagati, l’ex assessore all'urbanistica Tancredi, Alessandro Antonello ex Ceo Inter, Giuseppe Bonomi, presidente di Sport Life City, controllata del Milan. Al momento i lavori di bonifica e non solo procedono, in attesa di eventuali sviluppi. L'inchiesta, coordinata dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi e affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano, ipotizza dunque la turbativa d'asta e la rivelazione del segreto di ufficio.
Il contenuto dell'autorizzazione di perquisizione
Si legge in particolare nell'autorizzazione di perquisizione che "attraverso accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione della Grande Funzione Urbana (GFU) 'San Siro' sviluppatosi nel corso degli anni (approssimativamente tra il 2017 e il 2025), turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell'Avviso Pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse relative al compendio immobiliare della Grande Funzione Urbana (GFU) 'San Siro', comprensivo dello stadio G. Meazza, adottato in data 24.3.2025".
- "Venivano concordati i contenuti delle principali Delibere e Determine dirigenziali con cui è stato dato corso all'iter amministrativo avviato nel 2019 - immediatamente dopo l'inserimento da parte del Comune nel PAVI (Piano delle Alienazioni e delle Valorizzazioni Immobiliari) per il triennio 2019/21.
- "Venivano condivisi i dettagli in merito ai potenziali vincoli culturali pendenti sullo Stadio al fine di arrivare a chiudere prima dellentrata in vigore del vincolo sul secondo anello al 10 novembre 2025”, "venivano valutati e condivisi gli aspetti economici riguardanti il valore del compendio immobiliare".
- "Condividevano tra loro, in più occasioni, bozze di delibere in modo da concordarne il contenuto prima che fossero portate all'attenzione della Giunta Comunale per la discussione e approvazione".
Il Sindaco Sala: "Uffici hanno lavorato per il bene di Milano, nessuna ipotesi corruttiva"
"Attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini ritenendo che gli uffici abbiano operato in buona fede e per il bene di Milano". Lo spiega il sindaco di Milano, Giuseppe Sala in una nota in cui commenta gli sviluppi dell'inchiesta sulla vendita dello stadio di San Siro a Inter e Milan. "Si è cercato di far fronte a un rischio, e cioè l'abbandono della città di Milano da parte delle nostre due società calcistiche, attraverso una trattativa estremamente lunga, complessa, dura e condotta nell'esclusivo interesse pubblico". Il primo cittadino prosegue: "Da quel che si capisce, non c'è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza. Al momento non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi se non quelli che stiamo apprendendo dai media", evidenzia Sala che però chiarisce anche "che la legge Stadi e le procedure di partenariato pubblico privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici; queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche".