Inchiesta arbitri, la procura di Milano ha delle intercettazioni
Una è stata fatta ascoltare a Gervasoni nell’interrogatorio che è durato 4 ore. "Ho dato tutte le risposte che dovevo", ha detto il supervisore Var autosospeso. "Ascoltato a lungo su Salernitana-Modena, solo una domanda su Inter-Roma. In tutti i casi nessuna interferenza", ha aggiunto il legale. Esisterebbero altre due intercettazioni, una fra Gervasoni e Rocchi sarebbe stata fatta ascoltare all’ex designatore se non si fosse avvalso della facoltà di non rispondere ai pm. Possibili nuovi indagati in arrivo
Le intercettazioni e le ultime news sull'inchiesta
Con Dario Nicolini il punto dopo una settimana dall'inizio del "Caso Rocchi". Le intercettazioni, la possibilità che i Pm iscrivano altri nomi nel registro degli indagati e le ultime news
Cosa sappiamo fin qui
Nello stesso giorno in cui il designatore di A e B Gianluca Rocchi non si è presentato davanti agli inquirenti avvalendosi della facoltà di non rispondere, a Milano con l'interrogatorio del supervisore Var Andrea Gervasoni ha preso il via la serie di audizioni che vedrà comparire almeno altri due assistenti Var davanti al pm Ascione. Al di là dei contenuti dell’interrogatorio all’ex supervisore, la notizia della giornata di ieri è che la Procura ha in mano delle intercettazioni. E una di queste è stata fatta ascoltare a Gervasoni.
Inchiesta arbitri, primo interrogatorio e prime intercettazioni uscite
Quattro ore di interrogatorio davanti al pm Ascione per parlare della presunta ingerenza in sala Var dell’8 marzo 2025, in occasione della partita di Serie B Salernitana-Modena, e per un chiarimento su Inter-Roma del 27 aprile 2025. E’ iniziata presto la giornata dell’autosospeso supervisore Var Andrea Gervasoni nella caserma della Guardia di finanza di Milano. Dove ha risposto in particolare sull’episodio di Salernitana-Modena, sul quale gli è stata fatta sentire un’intercettazione in cui due persone avrebbero menzionato il suo intervento per richiamare l’arbitro all’on field review. La posizione di totale estraneità di Gervasoni è stata spiegata così dal suo avvocato: "Ha chiarito come non abbia interferito in alcun modo: era a fare il Var in Serie A, che è in un'altra palazzina rispetto al Var della Serie B".
Il secondo audio di Gervasoni
Secondo la Procura esisterebbe poi un secondo audio, in cui Gervasoni avrebbe sostenuto di aver cambiato il voto all’assistente Var che ha cambiato la sua decisione. Estraneità ai fatti Gervasoni la rivendica anche in occasione dell’episodio del rigore non dato all’Inter nella partita di fine scorsa stagione contro la Roma, partita sulla quale è stato sentito solo come persona potenzialmente informata sui fatti. "Nessun intervento, le immagini lo chiariscono. Decisione presa in 10-15 secondi, non c’è neanche il tempo materiale per intervenire". Gervasoni tiene personalmente a specificare la sua posizione su eventuali manomissioni dell’audio della sala Var in quella situazione: "Lo escludo al 100%".
L'intercettazione che i pm volevano chiarire con Rocchi
Esisterebbe poi almeno un'altra intercettazione che sarebbe stata fatta ascoltare a Rocchi se si fosse presentato non avvalendosi, come ha fatto, della facoltà di non rispondere. Il sospetto, tutto da verificare, è che coinvolgendo il designatore potrebbe riguardare il famoso incontro del 2 aprile 2025 a San Siro e le due partite che chiamano in causa Rocchi, Bologna-Inter e il derby di ritorno di Coppa Italia col Milan. Tutti temi da sviluppare nei prossimi interrogatori previsti, quelli degli altri indagati Nasca e Di Vuolo,
Nuovi indagati in arrivo?
E sempre in merito all’inchiesta della procura di Milano, oltre alla conferma definitiva che ci sono delle intercettazioni agli atti, si è appreso che sarebbero in arrivo nuove iscrizioni nel registro degli indagati nei prossimi giorni, e dunque continueremo a seguire gli sviluppi delle indagini, al momento sempre interna al mondo arbitrale.
Elezioni Figc, cresce il sostegno per Giovanni Malagò
Le associazioni di allenatori e giocatori hanno espresso il loro supporto condiviso nei confronti dell’ex presidente del Coni, ritenendolo la persona in grado di rispondere alle tante sfide del presente e soprattutto del futuro. Insieme, in assemblea elettiva hanno un peso del 30% che nel recente passato è spesso risultato determinante. Malagò ha ringraziato e comunicato che questa manifestazione di fiducia lo responsabilizza ulteriormente nel fare delle valutazioni per la candidatura. Scioglierà le riserve entro fine della prossima settimana.
Ora si attendono le scelte di Serie B e Lega Pro
Anche se si vota singolarmente, e non come componente, il potenziale 30% ad ora si aggiunge al 18% della Serie A, che per prima ha accreditato Malagò come candidato. In stretta connessione con la A si è dimostrata soprattutto nel passato recente la Serie B, una forte vicinanza confermata anche nell’ultima assemblea del 14 aprile. Il 6 maggio, comunque, la B incontrerà ancora sia Malagò che Abete per portare all’attenzione serie di priorità strategiche per lo sviluppo del sistema calcio e per il rafforzamento della categoria. L’8 maggio ci sarà invece un nuovo confronto, decisivo con la Lega Pro, che sceglierà non in base al nome, bensì in base al programma che includerà e garantirà il maggior sostegno alla riforma Zola, unica richiesta avanzata. Lega Pro, molto compatta al suo interno, il 22 giugno può diventare l’ago della bilancia. Importante, poi, capire se altri Comitati, come quello della Lombardia, si sfileranno dal sostegno al presidente Abete, che nel frattempo ha fatto sapere che ha deciso di presentare la sua candidatura: sarà infatti l'occasione per affrontare in sede elettorale le problematiche della crisi del calcio italiano.