Igor Protti: la malattia, il legame con Livorno e la carriera
Si è spento a 58 anni Protti, ex attaccante da oltre 250 gol in carriera. Soprannominato lo 'Zar', capocannoniere dalla Serie A alla C e straordinario bomber di provincia. Amatissimo a Bari, il trasferimento sfiorato all'Inter, l'ultimo '10' del Napoli a segnare in A dopo Maradona. Diventa mito a Livorno dove in coppia con Lucarelli scrive la storia amaranto. Un anno fa l'annuncio della malattia, che ha raccontato negli ultimi mesi di vita. Ripercorriamo la storia di Igor
GLI INIZI A RIMINI, POI LIVORNO
- Dove nasce il 24 settembre 1967 e incrocia Sacchi in panchina. Attaccante di talento e Rivera come mito, non ancora 17enne debutta in Serie C1 con la squadra della sua città il 27 maggio 1984: a schierarlo è Beppe Materazzi, che ritroverà in carriera. Lo nota il Milan, che lo acquista e lo presta a Livorno ancora in C1. Tre anni nella sua prima esperienza amaranto, chiusa con altrettante salvezze e 12 gol in 75 presenze. Qui vince una Coppa Italia di C e divide il campo con Massimiliano Allegri
EREDE DI SCHILLACI A MESSINA
- La tappa seguente lo vede a Bergamo nella stagione 1988/89 all'Alzano Virescit, dove raggiunge la doppia cifra ma non evita la retrocessione. Dal 1989 al 1992 è a Messina in Serie B, dove prende il posto di Salvatore Schillaci (destinato alla Juventus) e segna 31 gol complessivi. Al termine della terza stagione la squadra retrocede: Protti vuole restare, ma la dirigenza spiega che la sua cessione è fondamentale per le casse del club
EROE A BARI
- Nel giugno 1992 si trasferisce ancora in Serie B al Bari per 6,5 miliardi di lire, avventura che lo vede protagonista per quattro anni. Dopo due stagioni positive in categoria (nonostante un grave infortunio al ginocchio), Protti contribuisce alla promozione in Serie A. E lo spettacolo è appena iniziato...
CAPOCANNONIERE IN A (CON RETROCESSIONE)
- Ricordate il trenino dei giocatori del Bari quando festeggiavano i gol? Dopo la prima stagione con la salvezza, c'era anche il 'vagone' di Protti che segna in tutti i modi per 24 volte laureandosi capocannoniere insieme a Beppe Signori. Ma la squadra allenata prima da Materazzi e poi da Fascetti chiude al 15° posto, che significa Serie B nonostante la presenza del re dei bomber (mai successo nella storia della A). E in estate Igor è in lizza tra i convocati di Euro '96, ma Sacchi lo lascia a casa insieme a Baggio e Signori
L'INTER SFIORATA PRIMA DELLA LAZIO
- Nell'estate 1996 Protti va a un passo dal trasferimento dell'Inter, che però non riesce a cedere Zamorano e la trattativa sfuma. A prenderlo per 7 miliardi di lire è la Lazio, dove Igor non brilla come a Bari ma lascia il segno nel derby del 4 maggio 1997. Sia Zeman che Zoff lo schierano spesso a gara in corso, ma lui si ritaglia 7 gol in 27 presenze
L'ULTIMO '10' DOPO MARADONA A NAPOLI
- La stagione 1997/98 lo vede in prestito al Napoli, dove in panchina si avvicendano quattro allenatori e sarà ultimo posto. Un'annata negativa anche per Protti (4 reti), frenato da un infortunio alla caviglia e dall'operazione, ma che diventa l'ultimo azzurro con la maglia numero '10' a segnare in Serie A dopo Diego Armando Maradona prima del ritiro della casacca nel 2000
LIVORNO, CHE MAGIA
- Tornato alla Lazio fino a ottobre 1998, Protti viene prestato in B alla Reggiana dove segna 8 volte ma vive un'altra retrocessione. E a 33 anni decide di tornare in C1 al Livorno, dove diventa un mito: capocannoniere per due volte (17 gol nel 2000/01 e 27 nel 2001/02), si ripete anche in Serie B con 23 centri. Un traguardo storico condiviso con Hubner, ovvero gli unici due capocannonieri dalla Serie A alla C1 nella storia del calcio italiano
LA SERIE A IN AMARANTO
- Igor annuncia il ritiro, ma tutta Livorno lo convince a proseguire. E in coppia con Lucarelli segna altri 24 gol che, insieme ai 29 del partner d'attacco, riportano gli amaranto in Serie A dopo 54 anni. Protti vive così l'ultima stagione in Serie A, da 37enne, con 6 gol complessivi prima di dire basta al calcio giocato. Il Livorno decide di ritirare la sua numero '10', ma nel 2007 Igor decide di lasciarla indossare a Tavano
DIRIGENTE NELLA SUA LIVORNO
- Ben 130 gol segnati in 287 presenze col Livorno, dove Igor tornerà nel 2016. Prima c'è la parentesi da direttore sportivo del Tuttocuoio (con l'amico Lucarelli in panchina), poi il ritorno in amaranto da team manager fino al termine della stagione 2018/19. Non sarà l'ultima volta: lo stesso incarico lo copre nel 2021 con la rinata Unione Sportiva Livorno 1915, ripartita dall'Eccellenza prima della scalata tra i dilettanti. Igor chiude per l'ultima volta dopo l'annata 2022/23
TEATRO E CINEMA
- Già cittadino onorario di Livorno e Bari, lui che è stato testimonial dell'Unicef, Protti si era cimentato anche a teatro narrando 'La boheme' di Puccini nell'ambito di un progetto di beneficenza. Nella primavera del 2025 si erano invece svolte le riprese del film documentario "Igor - L'eroe romantico del calcio", dove viene ripercorsa la sua carriera soffermandosi sul lato sportivo ma anche umano
L'ANNUNCIO DELLA MALATTIA
- Il 5 luglio 2025, attraverso Instagram, Igor decide di raccontarlo: "Poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subito un primo intervento e la prossima settimana comincerò le cure per poter essere nuovamente operato tra qualche mese. È una partita durissima, so che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre". Nel dicembre seguente diventa tedoforo a Livorno nel viaggio della fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026
"RINGRAZIO TUTTI PER LA VICINANZA"
- Ospite lo scorso marzo a Sky Calcio Unplugged con Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi, Protti aveva ripercorso il suo passato e il film documentario "Igor - L'eroe romantico del calcio" presentato a Bari. E sulla malattia: "Non mi aspettavo delle risposte così dalle città dove sono stato. Questo dimostra che il calcio è una grossa comunità che a volte sembra dividere ma invece ci accomuna tutti sotto la bandiera per una stessa squadra"
LA FIGLIA ACCOMPAGNATA ALL'ALTARE
- Un'immagine toccante quello che ha visto protagonista Protti lo scorso 26 maggio al matrimonio della figlia Noemi. Provato dalla malattia e sostenuto dal figlio Nicholas Flavio, Igor aveva voluto partecipare alla cerimonia con un messaggio per i neo sposi: "Che il Mondo vi regali un mondo di serenità! Coltivate ogni giorno il vostro amore!"
ADDIO 'ZAR'
- Lo ha annunciato la famiglia sui social, post che riporta il saluto dello stesso Igor: "Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio"
