L'ultimo saluto a Bagnoli, presenti i suoi campioni d'Italia 1985
veronaNella basilica di San Zeno, centinaia di persone e i campioni del 1985 hanno dato l'ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli, storico allenatore del Verona dello scudetto scomparso a 91 anni. I suoi giocatori e i tifosi hanno celebrato un uomo sobrio e autentico, simbolo di un’impresa storica che ha regalato un sogno indimenticabile
“Verona campione”: sulla bara di legno chiaro in cui riposa Osvaldo Bagnoli, morto venerdì a 91 anni, c’è una sciarpa bianca, gialla e blu. Per l’ultima volta il grande Verona del 1985, con i ragazzi che conquistarono quello scudetto passato alla storia come la vittoria della sana provincia sul calcio miliardario, ha abbracciato il suo allenatore. Nella basilica di San Zeno sono in centinaia, e oltre un migliaio sul sagrato, a stringersi intorno all’uomo che, più di quaranta anni fa, regalò a città e tifosi un sogno enorme e per ringraziarlo, ancora una volta, per quelle sensazioni forse irripetibili. C’è il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, che quello scudetto lo festeggiò da bambino e ci sono quasi tutti i protagonisti della cavalcata tricolore (da Piero Fanna a Beppe Galderisi, da Roberto Tricella ad Antonio Di Gennaro, da Domenico Volpati a Gigi Sacchetti, da Luciano Bruni a Preben Elkjaer). Per tutte, le parole di capitan Tricella a incorniciare i ricordi: “Eravamo una famiglia e Osvaldo era il padre che ci gestiva con buonsenso. Tutto veniva naturalmente, era un uomo di poche parole, bastavano gli sguardi”. L'omelia, celebrata dal vescovo Domenico Pompili, ne traccia il profilo umano e spirituale, definendolo uno "Schopenhauer del pallone, uomo sobrio, concreto e autentico, capace di introdurre l'utopia dell'unità in un'intera città”.
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