Bologna, Palladino si presenta: "Qui per il progetto, non per una panchina"
la presentazioneIl nuovo allenatore rossoblù si presenta: "Sono a Bologna per il progetto, non per una panchina. Ci attende un percorso lungo, l'ambiente deve ritrovare l'entusiasmo perso. Per ora non dobbiamo guardare la classifica, serve testa bassa e pedalare". E l'AD Fenucci sulla scelta: "L'esonero di Tedesco è una decisione tecnica, eravamo preoccupati sulla performance della squadra. Abbiamo grande fiducia sulle capacità di Palladino"
Impegno e intensità, lavorando a testa bassa per riportare il Bologna in alto. È il manifesto di Raffaele Palladino, il nuovo allenatore rossoblù dopo l'esonero di Domenico Tedesco. Un cambio di rotta arrivato dopo appena quattro giornate, in cui gli emiliani hanno raccolto un solo punto. La scelta è così ricaduta sull'ex Atalanta che ha firmato un contratto triennale. Un progetto a lungo termine, ciò che ha convinto Palladino: "Non sono qui per una panchina, ma per un progetto - ha esordito l'allenatore - Essere a Bologna significa aver accettato un progetto. È qualcosa che mi stimola tanto perché ho sentito fiducia, ci siamo messi d'accordo in poco tempo. Ho avuto delle sensazioni bellissime, bisogna ritrovare l'entusiasmo perso. Non dobbiamo porci limiti ed essere ambiziosi. Per ora non dobbiamo guardare la classifica: testa bassa e pedalare".
"Non ho la bacchetta magica, devo toccare i tasti giusti"
Un cammino che va per gradi. L'obiettivo a breve termine è la partita con il Torino di sabato; poi si penserà a migliorare la condizione fisica durante la sosta per le nazionali. "Il primo obiettivo è la partita di sabato che sarà importantissima - ha spiegato Palladino - Poi proveremo a sfruttare la sosta, sarà quasi un ritiro visto che ci saranno tre settimane di tempo. Bisognerà migliorare la condizione fisica, i carichi di lavoro saranno diversi. L'obiettivo mio e dello staff è far tornare l'entusiasmo". Entusiasmo è una parola che Palladino ha ripetuto più volte, necessario per risollevare il Bologna già dal match di sabato: "Devo far sentire il mio entusiasmo e la mia energia, portare un'idea chiara e cercare il dialogo con i giocatori. Non ho la bacchetta magica, ma toccando i tasti giusti può scattare quello che serve ai ragazzi".
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"Questa squadra ha grandi valori"
Palladino ha già studiato il Bologna, seguendo anche i rossoblù dal vivo nel match contro la Lazio. "Per il Bologna non era andata bene, ma avevo visto un'idea di calcio nel tentativo di imporre il proprio gioco - ha aggiunto - Ho studiato la squadra, molti giocatori li conosco. Credo in questi ragazzi, credo che abbiano dei grandi valori". La ripartenza dei rossoblù passa anche dal modulo e l'allenatore non esclude un passaggio alla difesa a tre: "Nel mio percorso di allenatore ho cambiato diversi sistemi di gioco, ogni allenatore deve essere flessibile al cambiamento in base agli interpreti. Questa rosa credo sia stata costruita per giocare con una difesa a quattro, ma credo possa giocare anche con una difesa a tre essendoci ottimi esterni di fascia. Può essere una squadra camaleontica, ma sapete bene che il mio sistema di gioco è improntato sulla difesa a 3. Vedremo nel corso della stagione, ho visto grande disponibilità da parte del gruppo. Le basi ci sono per poter cambiare".
"Orsolini? Vedremo per sabato. Credo in Dovbyk e Piccoli"
Tra i temi toccati anche la situazione Orsolini che sta recuperando da un risentimento ai flessori della coscia sinistra: "Orsolini è rientrato parzialmente in gruppo - ha spiegato Palladino - Vedremo per sabato, però ha risposto bene. Con Bernardeschi forma una coppia formidabile, cercherò in tutti i modi di mettere giocatori di qualità. Più ne abbiamo, meglio è". E sugli attaccanti: "Piccoli lo conosco bene, credo molto in lui, così come in Dovbyk anche se purtroppo è stato fermo molto tempo, ma vogliamo rimetterlo nelle giuste condizioni. Poi c'è anche Enem. Abbiamo una bella batteria di centravanti e dobbiamo portarli a segnare il più possibile".
L'AD Fenucci: "Eravamo preoccupati dell'andamento della squadra"
Al fianco di Palladino era presente l'amministratore delegato Claudio Fenucci che ha spiegato le ragioni dell'esonero di Tedesco: "Esonerare l'allenatore dopo quattro giornate è fuori dalle nostre abitudini. Tedesco ha provato a portare le sue metodologie, ma per diverse ragioni non hanno prodotto i risultati che speravamo. Insieme a Sartori e Di Vaio, vedendo le metodologie di lavoro, la proposta che l'allenatore portava avanti e i riflessi sulle performance della squadra ci siamo preoccupati, perché pensavamo che la capacità di incidere del tecnico fosse inferiore alle attese. È una decisione tecnica, ma non deve risultare un giudizio sul metodo di lavoro dell'allenatore che ha funzionato in passato e funzionerà in futuro. La capacità di incidere sul nostro gruppo, però, non è stata quella che ci aspettavamo. Eravamo preoccupati dell'andamento della squadra, sembrava che non riuscisse a interpretare ciò che l'allenatore volesse. Siccome pensiamo sia una squadra con delle doti e, alla luce della disponibilità di un allenatore che avevamo già contattato in passato e con una sosta lunga all'orizzonte, abbiamo deciso di intervenire. È stata una valutazione sulla capacità di incidere dell'allenatore. Palladino ha dato subito disponibilità a fare un percorso lungo, segnato dalla comune volontà e ambizione di tornare a giocarci le nostre chance per rientrare in Europa o vivere serate come Roma".
