Osvaldo operato in Argentina, è in terapia intensiva: come sta e le news di oggi
Secondo quanto riporta il Clarin, Daniel Osvaldo sarebbe ricoverato in terapia intensiva, con prognosi riservata, all'ospedale di Llavallol, in Argentina, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico per un versamento pleurico. L'ex calciatore di Roma, Juve, Inter e Nazionale italiana sarebbe ricoverato da giovedì dopo giorni di forte malessere seguiti da un'operazione d'urgenza. Le informazioni non sono state confermate dall'ospedale
Daniel Osvaldo sarebbe stato sottoposto a un intervento chirurgico per un versamento pleurico, nell'ospedale pubblico in Argentina, a Llavallol: lo riporta il quotidiano argentino Clarin. L'ex calciatore di Roma, Juve, Inter e Nazionale italiana sarebbe ricoverato in terapia intensiva con prognosi riservata. Osvaldo sarebbe stato ricoverato giovedì sera dopo aver sofferto per diversi giorni di un forte malessere e successivamente si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico. Secondo quanto riportano i media argentini, l'ex attaccante avrebbe subito un versamento pleurico destro con presenza di liquido e pus, con interessamento di uno dei polmoni. L'informazione non è stata confermata dall'ospedale. Negli ultimi anni Osvaldo aveva parlato pubblicamente dei momenti difficili della sua vita personale, tra la dipendenza e la depressione, per cui si era sottoposto a cure psichiatriche.
Una carriera "hard rock"
Daniel Pablo Osvaldo, classe 1986, ha attraversato il calcio italiano per un decennio. Acquistato dall’Atalanta ventenne dall’Huracàn e girato in prestito al Lecce, lascia il segno con 8 gol in Serie B, prima di trasferirsi a Firenze. Alti e bassi nei suoi due anni in viola, con 6 sole reti e qualche problema fisico di troppo, ma la Fiesole ricorderà per sempre il suo gol in tuffo alla Juve, quel 3-2 che segna la prima vittoria della Fiorentina in casa dei bianconeri dopo 20 anni, o il gol in rovesciata che vale la qualificazione in Champions all’ultima giornata. Poi la tappa a Bologna dove non incide. Nelle due stagioni all’Espanyol finalmente gioca e segna con continuità, così lo sceglie la Roma: nella Capitale Osvaldo brilla, segna 28 gol in 57 partite ma è il suo carattere a penalizzarlo, e il rapporto finisce tra gli insulti all’allenatore Andreazzoli e con i tifosi. Anche l’esperienza in Premier, a Southampton, è deludente e non manca la conclusione con una rissa con i compagni negli spogliatoi. Così, nel gennaio del 2014, Osvaldo torna in A, stavolta alla Juve di Conte dove vince il suo unico scudetto italiano. A giugno Osvaldo rifà le valigie, direzione Inter: anche ad Appiano non lascia molti amici, tra un diverbio con Icardi e una sospensione del club che finirà nelle aule dei tribunali: in nerazzurro chiude la carriera in serie A con un bottino di 7 reti in 19 partite. Poi sarà il ritorno in Argentina, prima al Boca e poi al Banfield, inframezzato da una parentesi al Porto. Quindi l’addio al calcio, a soli 30 anni, per abbracciare una carriera da cantante-rock.
Le occasioni perdute in Nazionale
Come la sua intera carriera, anche la storia di Osvaldo con la Nazionale azzurra è ricca di occasioni perdute. Colpa di un carattere sopra le righe, che si concilia poco e male con lo stile del Ct Prandelli, che pure ne apprezza le indubbie qualità tecniche. Nell’ottobre 2011 l’esordio contro l’Irlanda del Nord e poi il debutto da titolare contro l’Uruguay, ma per Osvaldo non c’è spazio tra i convocati agli Europei del 2012. Il biennio successivo sembra partire bene, con una doppietta alla Bulgaria nelle qualificazioni mondiali e poi un gol all’Armenia. Quando sembra parte integrante del gruppo, Osvaldo rovina tutto con un pessimo show nella finale di Coppa Italia e Prandelli decide di punirlo non convocandolo per la Confederation Cup di fine stagione. La stagione che porta al mondiale in Brasile lo vede tornare in azzurro più volte e andare a segno contro la Danimarca ma, al momento di scegliere i 23 convocati, Prandelli lo lascia ancora fuori. Osvaldo chiude la sua carriera in Nazionale con 4 reti in 14 presenze, nessuna nei grandi tornei internazionali.