Da pulcino a Pio, tutto in 94 giorni (come il numero di maglia)
esposito story
Introduzione
94 è il suo numero di maglia, ma anche il numero di giorni in cui Pio Esposito, all'età di vent'anni, ha praticamente fatto tutto, concentrando emozioni ed esperienze che la stragrande maggioranza dei suoi colleghi non conoscerà in tutta una carriera. Rientrato in estate dal prestito allo Spezia, l’Inter si apprestava a trovargli una nuova squadra per farlo “maturare”: e invece, dopo aver stupito al Mondiale per Club, i nerazzurri se lo sono tenuto stretto. Sono arrivati i primi gol in A e in Champions, la Nazionale, lo scudetto. Un'ascesa impressionante, la storia di un "pulcino" cresciuto nel vivaio dell’Inter che oggi è diventato “grande”
Quello che devi sapere
La descrizione di un attimo
Il suo personale “momento sliding doors” si materializza il 25 giugno 2025, a Seattle, al 72’ di Inter-River Plate, tre giorni prima del suo ventesimo compleanno. Pio Esposito è in area di rigore in attesa del pallone buono, e quando gli arriva non si fa pregare: riceve da Sucic, se la sposta sul destro eludendo un difensore e poi la piazza nell’angolo. Ha fatto gol alla sua prima da titolare con la maglia della squadra in cui è cresciuto. Gli effetti a cascata di un “semplice” gol possono essere clamorosi: nel caso di Esposito sono: 1) spazzare via ogni dubbio sulla sua permanenza all’Inter, 2) farne un vice di lusso di Lautaro e Thuram, 3) presentare all’Italia il nuovo possibile centravanti del futuro, e per centravanti intendiamo quel genere di attaccante che si fa valere in area e poi la butta anche dentro, una rarità negli ultimi tempi
Un pulcino Pio
Prima che quell’attimo gli cambiasse vita e carriera, Pio aveva già esordito con la maglia dell’Inter. Quattro giorni prima, sempre al Mondiale per Club, nel finale della partita contro i giapponesi dell’Urawa Red Diamonds, subentrando al fratello Sebastiano. Anche in quel caso, un debutto che sembra scritto apposta per iniziare una bella storia, di quelli che lasciano intendere che accadrà qualcosa di speciale. Pio ha infatti due fratelli, Salvatore (nato nel 2000) e Sebastiano (nato nel 2002), e tutti e tre sono cresciuti nel settore giovanile dell’Inter. Ci sono arrivati insieme, da quello del Brescia, quando il classe 2005 Pio aveva 9 anni. Inizia così il suo percorso di crescita.
Dall'Under 14 alla Primavera, sempre con Chivu
Nella stagione 2018/19 è nell’Under 14, allenata da Cristian Chivu. Nel 2021/22 è il titolare dell’Under 17, e la trascina alla finale del campionato (poi persa con il Bologna) segnando 21 gol in 24 partite. È anche l’anno in cui l’Under 18 lo chiama a più riprese, e finisce per esordire anche con la Primavera, che dalla stagione successiva lo inserisce ufficialmente nella rosa da sotto età. L’allenatore è Cristian Chivu, uno che sta facendo un percorso di crescita molto simile. Pio segna 15 gol in 30 partite del campionato Primavera; da metà in poi ha la fascia di capitano al braccio, sempre titolare e mai sostituito; salta solo le ultime tre perché a maggio è convocato in Nazionale per il Mondiale Under 20, dove con l’Italia arriva secondo. A luglio gioca anche gli Europei, ma con l’Under 19; a settembre esordisce con l’Under 21. Insomma, tutti lo vogliono e il suo talento è ormai sotto gli occhi di tutti.
Il "boom" allo Spezia
Ma l’estate 2023 è anche quella del salto nel calcio professionistico. A 18 anni Pio Esposito passa allo Spezia, in Serie B. Tre gol in 38 presenze alla prima stagione, in quella dopo non lo tiene più nessuno: 19 gol in 39 partite tra regular season e playoff, con lo Spezia che arriva a un passo dalla promozione in A, battuto solo in finale dalla Cremonese il 1° giugno 2025. La sera prima, il 31 maggio, l’Inter è crollata in finale di Champions, 5-0 dal Psg, con Pio a fare il tifo da casa per la sua squadra del cuore. Ed eccoci così all’estate 2025, quella del momento sliding doors.
Doveva andare via in prestito...
Dopo la grande annata con lo Spezia, Pio torna alla base ma è destinato a essere girato nuovamente in prestito, questa volta magari in un club di A, per conoscere la nuova realtà gradualmente, in una squadra che gli permetta di giocare con continuità e sbagliare e imparare, e tutte quelle scuse che si tirano fuori quando bisogna cedere un giovane. Nel giugno 2025, al Mondiale per club, Pio fa parte della rosa dell’Inter semplicemente perché non c’è stato il tempo materiale di fare mercato. Il torneo di fatto rappresenta un ponte tra le due stagioni, un continuum che rende tutto più complicato. L’Inter sta provando a rimettere insieme i pezzi dopo il Psg, è ripartita con Chivu allenatore che ha come primo obiettivo quello di portare nuove motivazioni e che sta ancora scegliendo il vestito tattico ideale. La verità è che in quei giorni Chivu pensa a un’Inter che vada oltre la Thu-La, magari con il tridente, magari con Lookman, il grande obiettivo di mercato. Il ruolo della quarta punta è già stato assegnato a Bonny (comprato dal Parma per 23 milioni e che Chivu ha allenato nel finale della stagione precedente). Per Esposito si pensa al prestito finché…
Il numero 94, l'esultanza con i muscoli
Pio Esposito gioca con la maglia numero 94 in onore del suo quartiere, il rione Ciceron 94 a Castellammare di Stabia, dove è cresciuto. Lì c'è il campetto in cui ha iniziato a tirare i primi calci al pallone con i fratelli. Il 25 giugno 2025 quel quartiere fa il giro del mondo, grazie al gol al River Plate. Pio esulta stringendo i pugni, corre urlando, quasi trasfigurato in volto, sicuramente commosso, scivola in ginocchio sul prato come sogna di fare ogni bambino che inizia a giocare a calcio. È un’esultanza spontanea, come è giusto che sia. Il primo ad abbracciarlo è Lautaro, poi si uniscono tutti gli altri compagni in un abbraccio collettivo in cui lui, il giovane gigante gentile, sembra riuscire a tenere tutti. Solo quando riemerge da quell’abbraccio mostra i muscoli, la “sua” esultanza.
Un gol sognato di notte
“Posso dire che è stato il giorno più emozionante della mia vita, sia a livello calcistico che in generale”, le prime parole di Esposito dopo il gol "Mondiale". “Quando alla viglia ho capito che avrei giocato da titolare, di notte, nei sogni, ho immaginato tante azioni. Tante volte ho sognato come potesse mai essere il mio primo gol da giocatore dell’Inter… perché sapevo che giocando con questi campioni di sicuro almeno un’occasione prima o poi sarebbe capitata. Quando ho visto la palla entrare non ho capito più niente, è stato quasi scioccante. Ho visto Lautaro esultare, allora mi sono detto 'è tutto vero!’”
Quando Chivu era più alto di Pio
Quel giorno Chivu capisce di non poterne fare a meno. Si è ritrovato già in casa un giocatore con caratteristiche uniche (un centravantone di 191 centimetri che al fisico unisce doti tecniche e capacità di giocare per la squadra), e per poco non lo stavano mandando via. Pio resta all’Inter. “Come si fa a lasciarlo tranquillo dopo una gara così?”, dice Chivu nel post partita. “Cerchiamo di non fare con lui errori che abbiamo fatto con altri… Ha grandi margini, so che è consapevole di tutto questo ma bisogna continuare a fare un lavoro su di lui. So che manterrà i piedi per terra, lo conosco da quando era più basso di me. Questa prova è un premio alla sua intelligenza. Si pensa sia bravo solo in area, ma non è così, è bravo ovunque, regge il duello in tutte le zone del campo”
L'esordio in A, il debutto in Azzurro
In 94 giorni (quel numero che torna) Pio Esposito, all’età di vent’anni, concentra emozioni ed esperienze che la stragrande maggioranza dei suoi colleghi non conoscerà in tutta una carriera. Si parte il 31 agosto 2025, con l'esordio in Serie A e a San Siro, dando il cambio a Calhanoglu al 68’: l’unica macchiolina è rappresentata dal risultato finale, 1-2 per l’Udinese. Il 5 settembre, testa alla Nazionale: il Ct Gattuso l'ha convocato inserendolo nella lista degli Azzurri per le partite di qualificazione al Mondiale contro Estonia e Israele e lo fa debuttare con la maglia della Nazionale maggiore a 20 anni, a Bergamo, contro l’Estonia (5-0 il finale), entrando al minuto 84 al posto di Kean.
Il primo gol in A (dopo 181')
Cosa manca? Ma certo: la Champions. Il 17 settembre 2025 Pio assaggia anche quella, titolare contro l’Ajax alla Johan Cruijff Arena, in coppia con Thuram che decide la partita con una doppietta di testa grazie ai corner di Calhanoglu. Poi, dieci giorni dopo, il 27 settembre, eccolo, il primo gol in Serie A. Arriva contro il Cagliari (in cui, con la maglia numero 94, gioca il fratello Sebastiano). Minuto 82, da sinistra arriva un cross teso del solito Dimarco, Pio in mezzo all’area si fa trovare pronto e la gira in rete: 2-0 e partita chiusa dopo il gol in avvio di Lautaro. Esposito ha segnato dopo appena 181’ totali giocati in A (contro Udinese, Sassuolo e Cagliari)
"La capoccia di un trentenne"
Rieccolo in Azzurro, l’11 ottobre 2025. Alla sua seconda presenza in Nazionale (sempre contro l’Estonia, 3-1 il finale), dopo essere subentrato ancora una volta a Kean, trova il suo primo gol in Nazionale. Il Ct Gattuso parlando a Sky lo esalta: “Si merita tutto, quando vedi un ragazzo di quest'età, con poca esperienza, che va su ogni pallone come se fosse quello della vita... È incredibile, quando viene a legare il gioco sbaglia pochissimo, dà quantità: è un ragazzo che si fa volere per bene e che sono sicuro la capoccia non la perde: sembra un trentenne, è veramente tanta roba. Deve continuare, deve migliorare: l'educazione, la disciplina e il rispetto ce l'ha. Ora sta a noi e sta a lui”.
Il primo gol in Champions, il primo a San Siro
Il 21 ottobre si chiude il tour emozionale e arriva anche il primo gol in Champions, segnando nel 4-0 sul campo dell’Union Saint-Gilloise. A voler esser pignoli gli mancherebbe ancora il primo gol a San Siro, soddisfazione che si toglie nella partita di Coppa Italia contro il Venezia, il 3 dicembre 2025. Segna la rete del 2-0 (finirà 5-1) dopo 20’ e mostra i muscoli anche al suo pubblico. Dal giorno del suo esordio in A, il 31 agosto, sono passati esattamente 94 giorni.
Tutto in meno di 100 giorni (94, come la maglia)
- 31 agosto 2025: esordio in Serie A (Inter-Udinese 1-2)
- 5 settembre 2025: esordio in Nazionale (Italia-Estonia 5-0)
- 17 settembre 2025: esordio in Champions League (Ajax-Inter 0-2)
- 27 settembre 2025: primo gol in Serie A (Cagliari-Inter 0-2)
- 11 ottobre 2025: primo gol in Nazionale (Estonia-Italia 1-3)
- 21 ottobre 2025: primo gol in Champions League (Union Saint-Gilloise-Inter 0-4)
- 3 dicembre 2025: primo gol a San Siro (Inter-Venezia 5-1, Coppa Italia)
Gol e assist decisivi: due 1-0 in tre giorni
Per la seconda rete in campionato bisogna attendere il 14 gennaio 2026 ma è un gol che pesa tantissimo. L’Inter batte il Lecce 1-0, la decide Pio al 78’ dopo essere subentrato a Bonny. Provata l’emozione del gol decisivo, Esposito nella giornata seguente (tre giorni dopo, è il 17 gennaio) mette lo zampino in un altro 1-0, stavolta con una sponda da grande centravanti con cui serve Lautaro, e l’Inter vendica la sconfitta con l’Udinese che all’andata aveva segnato l’esordio in A di Esposito. Si torna a San Siro e alla giornata seguente Pio va a segno anche nel 6-2 con il Pisa (23 gennaio).
Il gol alla Juve per San Valentino
La successiva gara casalinga è il primo Derby d’Italia per Esposito (all’andata era rimasto in panchina). Quello con il Milan (23 novembre 2025, 1-0 per i rossoneri) l’ha vissuto marginalmente, entrando in campo solo a 5’ dalla fine. Contro la Juve, il 14 febbraio 2026 parte sempre fuori (davanti c’è la ThuLa), poi entra al 66’ per Luis Henrique e 10’ dopo, di testa su cross di Dimarco, fa 2-1. Primo gol a una big italiana, in una pazza sfida che finirà 3-2 con il gol al 90’ di Zielinski.
Lautaro out, l'Inter si aggrappa a Pio
A marzo nel giro di una settimana altre due reti pesanti, con cui tiene in piedi l’Inter in un momento di calo: dopo il derby di ritorno col Milan perso 1-0, i nerazzurri infilano due pareggi, 1-1 con l’Atalanta e 1-1 con la Fiorentina: in entrambi i casi l’Inter si fa raggiungere, ma a portarla in vantaggio era stato Esposito, titolare anche a causa dell’infortunio al polpaccio che ha fermato Lautaro.
Il rigore contro la Bosnia
Un percorso di crescita però deve contemplare anche qualche delusione. L’amarezza di un Mondiale sfumato travolge anche lui, che a differenza di tanti altri compagni avrà altre occasioni per provare ad acciuffarlo e giocarlo. A Zenica, contro la Bosnia, il suo errore dal dischetto apre la serie. Gattuso l’ha inserito tra i rigoristi designati, dovrebbe essere il terzo a calciare ma Esposito chiede di poter tirare per primo. Con il suo pallone che vola alto sopra alla traversa iniziano a materializzarsi i fantasmi. Ma torna anche in mente quella frase di Roberto Baggio sui rigori e sul coraggio che sta dietro anche a quelli sbagliati. “Ho fatto fatica a metabolizzare subito la delusione dopo quel rigore sbagliato, ero sotto terra”, racconterà in un’intervista. “Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno mi sentivo sicuro, poi è andata male”. La capoccia di un trentenne.
Lo Scudetto
Lo scudetto è l’ultima tappa di un viaggio incredibile durato un anno e forse per lui nemmeno lontanamente immaginabile quando un’estate fa sembrava destinato ad andare a “farsi le ossa” altrove. Lo scudetto con la maglia della squadra in cui sei cresciuto, poi, è un privilegio per pochi. Il sogno di tanti bambini che lui è riuscito a realizzare. Ora il pulcino Pio è diventato grande: in fondo ha già vent’anni.
