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19 novembre 2016

Cesena, Camplone amaro: "Penultimo posto meritato"

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L'allenatore del Cesena Andrea Camplone (lapresse)

Il Cesena non trova la continuità necessaria e dopo il ko contro lo Spezia di Di Carlo è penultimo in classifica. Amaro, Andrea Camplone. Che analizza il match con sincerità e lucidità

La delusione gliela si legge negli occhi. Andrea Camplone si aspettava di più dal suo Cesena, messo ko dallo Spezia di Di Carlo nel match valido per la 15.a giornata di Serie B. Si aspettava di più non solo dal risultato finale (1-0) ma anche e soprattutto dalla prestazione dei suoi ragazzi. Come spiega lui stesso nel post partita: “Da parte nostra mi aspettavo una partita più maschia. Sapevamo tutti che avremmo trovato uno Spezia aggressivo e combattivo e avremmo dovuto contrastarli colpo su colpo invece abbiamo fatto troppo poco per poter pensare di portare a casa dei punti importanti. Nel secondo tempo lo Spezia ha abbassato molto l’intensità di gioco, probabilmente perché a corto di energie, noi invece che approfittarne ci siamo adeguati al loro ritmo. Dobbiamo cambiare assolutamente la mentalità altrimenti troveremo grosse difficoltà su ogni campo, comprese le partite casalinghe.”

Dopo la bella vittoria contro il Pisa in casa, adesso il Cesena ripiomba nelle sabbie mobili della classifica, penultimo. “Evidentemente è la posizione che ci meritiamo. Dobbiamo giocare sempre per i tre punti, poi se alla fine arriva il pareggio, lo portiamo a casa ma è questa la mentalità che mi aspetto da una squadra che vuole uscire da questa situazione.” Rispetto alla gara di Brescia, oggi un passo indietro? “Sicuramente, anche se oggi dopo aver subito il goal abbiamo iniziato a giocare ma è troppo poco, mi aspetto molto di più. Abbiamo giocatori importanti per questa categoria e solamente noi possiamo venirne fuori.” Tante, troppe le difficoltà in fase di costruzione del gioco. Camplone analizza: “Giocando con un’attaccante veloce e meno abile di testa come Rodriguez, ho chiesto ai ragazzi di impostare la manovra dalla difesa ma mi è sembrato che ci sia stata poca lettura della situazione; l’allenatore può spiegare e lavorare su tanti schemi ma poi nel calcio esiste l’imprevedibilità, la giocata del singolo, non basta fare il proprio compitino.”