Aggressione Hellas, sindaco Avellino: "Vergognoso"

Serie B
L'auto della dirigenza dell'Hellas Verona dopo l'aggressione dei teppisti avellinesi
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Sono cominciate le indagini dopo la vicenda di sabato pomeriggio, quando l'auto della dirigenza gialloblù è stata assaltata da alcuni teppisti. "Chiedo scusa a nome della città", ha detto il primo cittadino Foti. Da valutare le responsabiilità dei Vigili Urbani: "Toni, nella concitazione, ha fornito una ricostruzione dei fatti infondata", ha garantito il comandante Arvonio

“Il calcio dovrebbe essere una festa, siamo scossi”. Queste alcune delle parole di Luca Toni, una delle vittime dell’agguato che ad Avellino ha rovinato la domenica di Serie B. Protagonisti alcuni teppisti (non) tifosi della squadra biancoverde, che prima della partita con l’Hellas Verona - di cui l’ex campione del mondo è consulente - hanno assaltato l’auto della dirigenza gialloblu (in cui erano presenti, oltre Toni, l’autista, il presidente Setti e il dg Barresi), proprio a poche centinaia di metri dallo stadio Partenio. “Siamo stati accerchiati da una quindicina di persone - ha raccontato Toni dopo la gara - e con calci e pugni hanno distrutto la nostra auto, lanciando anche degli oggetti all’interno, pensando probabilmente fossimo tifosi dell’Hellas”. Un agguato non premeditato, che aggrava ancora di più la situazione: “Dentro la macchina poteva esserci chiunque, anche dei bambini. Abbiamo avuto molta paura”. Da Toni anche una pesante condanna alle forze dell’ordine: “Mi dispiace - ha aggiunto - che a poche decine di metri c’erano dei vigili, che invece di darci una mano si sono girati e non hanno fatto nulla”.

Denuncia immediata - Appena dopo l’aggressione la dirigenza veronese si è recata in questura per denunciare i colpevoli. E le indagini sono in corso, per cercare di ricostruire l’accaduto e risalire ai profili dei teppisti. Non ci sarebbero per ora indicazioni utili provenienti dai filmati delle telecamere per l’identificazione dei responsabili, dato che le uniche due telecamere di esercizi privati - di cui una non funzionante - sono posizionate in direzione opposta rispetto al luogo del fatto. Le indagini sono state affidate alla Digos della questura di Avellino, diretta dal vice questore Cutolo. “Un episodio vergognoso e inqualificabile per il quale chiedo scusa, a nome della città, al presidente Maurizio Setti, a Luca Toni e al dg Maurizio Barresi”, ha detto il sindaco di Avellino, Paolo Foti, esprimendo solidarietà ai dirigenti dell'Hellas Verona.

Caso Vigili Urbani - Dal racconto di Toni è emersa una verità amara: i Vigili Urbani sul posto non avrebbero rispettato i loro compiti, rinunciando a intervenire nel momento del pericolo. Il sindaco Foti ha chiesto al comandante dei Vigili, Arvonio, una dettagliata ricostruzione dei fatti: "Se quanto riferito da Toni dovesse risultare provato - ha riferito il primo cittadino - sarebbe molto grave”. Ma “già nella serata di sabato il colonnello Arvonio mi ha preannunciato una diversa ricostruzione dei fatti e della tempistica di come sono accaduti, che non farebbero ascrivere responsabilità da parte dei vigili urbani in servizio nella zona dove si è verificata l’aggressione". Foti si augura comunque che le indagini delle forze dell'ordine "portino al più presto alla individuazione dei responsabili, affinché paghino la giusta punizione”. Lo stesso Arvonio è intervenuto sulla vicenda: “L'aggressione - ha puntualizzato - è avvenuta in meno di un minuto, e a distanza dal posto di blocco in cui si trovavano due vigili urbani addetti a smistare il traffico diretto verso il vicino ospedale. La comprensibile concitazione del momento ha indotto Toni a fornire una ricostruzione dei fatti infondata”, ha concluso il comandante.

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