Latina, De Giorgio: "Esperienza difficile e mai vissuta prima"

Serie B
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L'attaccante nerazzurro parla così dopo la doppietta col Perugia: "Personalmente è la prima volta che retrocedo, la prima volta che mi ritrovo in una situazione societaria come questa. Sono stati mesi difficili"

Doppietta per la gloria personale, ma la stagione del Latina è comunque fallimentare. Tuttavia, i ragazzi di Vivarini se la stanno giocando fino alla fine almeno per l'onore. E a farne le spese è stato il Perugia di Bucchi, fermato sul 2-2 grazie a una doppietta di De Giorgio: "Il rigorista ero io perché non c'era Corvia. Il mister decide prima della partita, sono situazioni un po' particolari perché il risultato diventava importante". Ecco le parole di De Giorgio. 

"Esperienza difficile e mai vissuta prima"

Così De Giorgio: "È stata un'esperienza difficile. Come si dice? La signora di 90 anni non voleva morire perché non le ha viste tutte. E' la prima volta che retrocedo, la prima volta che mi ritrovo in una situazione societaria come questa. Non vi nego i problemi economici, quando non percepisci stipendi da tanto tempo. Mi sono messo a disposizione del mister e della squadra, con la città mi sono trovato molto bene. Sono stati quattro mesi molto intensi: gli allenamenti duravano due ore e le chiacchiere altre due. Però mi sono trovato bene, mi dispiace andare via con un fallimento calcistico. Secondo me non meritavamo la retrocessione per le prestazioni fatte, ne parlavo con un altro collega che metteva in risalto la nostra e un Perugia in difficoltà. Qui in difficoltà ho visto anche Spal, Novara e Pro Vercelli, le partite le abbiamo fatte sempre noi. È ovvio che sottoporta ci è mancato qualcosina, l'episodio ci ha girato un po' le spalle e dispiace perché, anche sul campo, avevamo i mezzi per poterci salvare. Sarebbe stato un sogno. Per quanto riguarda la domanda che mi avete fatto, se c'è un progetto, anche in Lega Pro, sono disposto a parlarne. Qui mi sono trovato bene".

"Marzo il mese più difficile"

De Giorgio racconta la stagione: "Marzo il mese più difficile, sia dentro che fuori dal campo. In quel periodo eravamo in balìa delle onde, si era perso un po' tutto. Spesso arrivavi a fare l'allenamento e non parlavi di calcio, stavi sempre là a sperare e a sentire mille voci. Uno diceva che era domenica, l'altro che era lunedì. Eravamo soli, noi con lo staff. Vanno elogiati tutti i magazzinieri e chi lavora per il Latina. A un certo punto ci piangevamo addosso, spalla a spalla. Il mese di marzo è stato molto difficile, a un certo punto si parlava anche di chiudere tutto e andare via prima che entrassero i curatori. È stata un'esperienza un po' difficile". Sulla stagione dal punto di vista personale: "L'ho detto quando sono arrivato, con un altro anno di contratto a Crotone sono venuto qui perché svolgo questo mestiere con passione. Mi mancava far parte di un gruppo - continua De Giorgio - subentrare, giocare e guardare la classifica. Fino a quando hai questa voglia, secondo me, dipende dagli stimoli e non dalla fisicità. Dopo un mese ho ripreso la gamba e le cose sono andate in crescendo"

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