Perugia, Diamanti: "Dopo Palermo avevo perso la passione. Playoff? Possiamo dare fastidio"

Serie B

Il centrocampista del Perugia ha parlato della sua decisione di sposare il progetto della società umbra, svelando anche di aver ricevuto alcune proposte da squadre di serie A

Un impatto esaltante, un inserimento fulmineo e perfetto, utile per regalare al Perugia quella marcia in più per tentare l’assalto ai playoff. Alessandro Diamanti si è rivelato un innesto azzeccatissimo per il club umbro, che si gode adesso le geometrie del proprio fantasista capace di prendere subito per mano i propri compagni. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex Palermo ha svelato i motivi che lo hanno spinto a scegliere Perugia, parlando anche dei suoi obiettivi: "Ho trovato un gruppo di bravi ragazzi. Se avessi trovato qualche testa di c... sarei anche potuto tornare a casa subito. Invece sono contento, fa piacere andare a lavorare con questi compagni, e condividere questi grandi risultati con loro. Cerco sempre di aiutare i compagni, qui a Perugia mi fa particolarmente piacere trovare ragazzi che ascoltano. Otto mesi per trovare una squadra? Una scelta mia. Dopo l’anno nel Palermo mi era un po’ passata la passione, a livello umano. Perugia mi è piaciuta subito e sto tornando il vero Diamanti".

"Ho avuto proposta da club di A"

Otto mesi a lavorare da solo, durante i quali non sono mancate le chiamate da alcune squadre di A: "Qualche chiamata l’ho anche avuta, ma erano un po’ forzate. Nulla di serio e convincente. Meglio aspettare, non sono uno che si accontenta. Le partite in tv le vedevo, credo che a qualcuno avrei fatto comodo, ma l’interesse giusto non c’è stato. Non volevo fare come al Watford, che mi ha preso malgrado l’allenatore avesse altre idee tattiche e poi sono stato sei mesi a guardare gli altri. Tanti allenatori tendono a 'robotizzare' i giocatori, sanno che con me è difficile e quindi... Meglio avere giocatori non pensanti, lasciamo perdere".

"Ecco perché ho scelto Perugia"

La chiamata del Perugia ha prevalso sulle altre, Diamanti spiega poi i motivi: "Lo vedevo giocare in tv, mi piace la città, è bastata una chiamata del presidente, che ha toccato le corde giuste, e via. E poi mi piaceva il Perugia di Nakata e Ravanelli, quello di Gaucci: ci sono venuto volentieri. Quante possibilità abbiamo per la A? Non lo so. Noi dobbiamo solo restare umili e giocare da squadra umile. Se continuiamo così possiamo dare fastidio a molti. Se invece cambiamo, facciamo fatica con tutti. Il nostro punto di forza deve essere la squadra, non Diamanti o un altro singolo giocatore. Ci difendiamo in undici e questo è un valore aggiunto. Non dobbiamo pensare di avere due o tre attaccanti che risolvono le partite, ma una vera squadra unita e compatta".

I più letti