Pro Vercelli, Secondo: "Esonero Grassadonia, ecco la verità. Squadra mai lasciata sola"

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Il presidente dei piemontesi dopo l'esonero di Grassadonia: "Tutti abbiamo responsabilità in questa situazione. Il mister non ha mai voluto ascoltare i nostri consigli, tecnicamente abbiamo un organico che poteva lottare per la salvezza"

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La Pro Vercelli cambia, a caccia del miracolo. La salvezza in Serie B sembra ormai inevitabile, ma la matematica ancora non condanna i piemontesi. Che vogliono provarci, senza però Grassadonia in panchina: la società ha infatti deciso di esonerare per la seconda volta in stagione l’ex allenatore della Paganese, che sarà sostituito da Vito Grieco. "Ho chiesto a lui di farsi carico per due partite difficili. Lo ringrazio pubblicamente per la disponibilità che non era scontata. Non gli posso chiedere nulla dal punto di vista dei risultati, gli chiedo due partite dignitose per onorare la maglia e la storia della Pro Vercelli”, ha spiegato Massimo Secondo, presidente del club, in conferenza stampa. Lo stesso secondo ha poi fatto chiarezza sulle recenti vicende della squadra, in particolare relative a Grassadonia: “Ad agosto e a gennaio gli abbiamo messo a disposizione un organico che poteva competere per salvarsi, ne sono certo - ha ammesso - Tecnicamente potevamo lottare per salvarci. Abbiamo preso tutti d’accordo Grassadonia, facendo una valutazione seria ed attenta: pensavamo potesse darci un gioco che poi a tratti abbiamo visto. Speravamo potesse darci anche furore agonistico e cattiveria che sono determinanti in questo campionato e che hanno contraddistinto la mia gestione. Noi giochiamo per non retrocedere, la prima regola è non prendere gol e poi cercare di farlo. E a Vercelli non possiamo permetterci di imitare né il Barcellona di Guardiola né il Pescara di Zeman, che aveva Insigne, Immobile e Verratti”.

"5-1 di La Spezia vergognoso. Grassadonia non ha mai ascoltato consigli"

Parlando poi del 5-1 di sabato con lo Spezia: “È stata una partita vergognosa. Mammarella e Vives sono i giocatori simbolo di questa squadra: questa interpretazione del calcio non poteva portare alla salvezza, hanno commesso un errore”. E ancora: “Ho cercato nel Grassadonia bis di dare un sostegno leale all’allenatore e ai giocatori, che dopo Frosinone si erano presi la responsabilità di portarci alla salvezza attraverso la filosofia dell’allenatore, anche se non ero d’accordo. Le partite di fine stagione non si vincono con i moduli, ma in altro modo. Posso assicurare che la squadra non è mai stata lasciata da sola. Facciamo queste due partite, poi dopo il Cittadella ci ritroveremo per fare il punto della situazione”. Una battuta anche sul mercato: “Nel finale di finestra invernale è stato condiviso con Grassadonia: Reginaldo e Alcibiade sono sue richieste esplicite. Poi abbiamo preso Ivan, che ha giocato in Serie A, ma non ha mai fatto un minuto. Ivan è anche un nazionale, trovo strano che non abbia trovato neanche spazio per alcuni minuti. Grassadonia ha fatto delle scelte che ho sostenuto, ma non sono state felici. Ha delle responsabilità importanti, come le hanno i giocatori e come li ha il Presidente”. Anche un aneddoto sul finale di conferenza: “Dopo la partita con il Carpi dell’andata, in cui il mister aveva detto che avevano messo un pullman davanti alla porta, il loro presidente, che è mio amico, mi ha detto di dirgli che con il pullman davanti alla porta ci si salva. Grassadonia non ha mai voluto ascoltare consigli, diceva sempre che quello era il suo gioco e andava avanti con le sue idee. Gli allenatori devono essere bravi ad adattarsi in base ai giocatori: se hai un centravanti di due metri bisogna fare tanti cross, se hai Messi e Suarez non ha senso mettere palloni alti. Mi assumo le responsabilità che ho, mentre mi dà fastidio prendermi quelle non mie. Io ho l’obbligo di credere alla salvezza, di eventuale Serie C parleremo dopo Cittadella. Oggi ho voluto convocare questa conferenza per il modo in cui abbiamo perso con lo Spezia. Di futuro parleremo più avanti”, ha concluso.

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