Reggina, Bianchimano a caccia del decimo gol nel match contro la Juve Stabia

Serie C

In occasione dell'ultima gara di campionato, Andrea Bianchimano andrà a caccia del gol numero dieci della sua stagione, l'ultimo traguardo prima di lasciare la Reggina per trasferirsi al Perugia

Ultima partita di campionato che si avvicina, la Reggina si prepara al match casalingo con la Juve Stabia con l’obiettivo di chiudere con una vittoria una stagione coronata dal raggiungimento dell’obiettivo salvezza con due giornate d’anticipo. Il pari ottenuto in trasferta contro la Sicula Leonzio ha regalato entusiasmo e sorrisi in casa amaranto, un risultato che certifica la bontà di un progetto tecnico che, seppur con qualche difficoltà, ha mantenuto le attese della vigilia. La gara del Granillo in programma domenica alle 14.30 servirà dunque alla Reggina per congedarsi con il proprio pubblico, vicino a fasi alterne in questi ultimi tribolati mesi. L’obiettivo è quello di regalare una vittoria che possa avvicinare definitivamente lo stadio alla squadra, dopo le mille vicissitudini delle scorse settimane. Maurizi punterà sui gol di Bianchimano, pronto a lasciare lo Stretto per trasferirsi al Perugia. L’attaccante amaranto proverà a segnare il gol numero dieci di questo suo campionato, superando un traguardo che pochi attaccanti amaranto hanno superato. Nella stagione 2009-2010, a 12 reti sono arrivati Brienza e Pagano, mentre in quella successiva Bonazzoli si è arrampicato fino a quota 17, con Ceravolo fermatosi a 11. Stesso bottino ottenuto da Comi nel 2012-2013, mentre l’anno scorso Coralli si è fermato a quota 13 seppur con oltre 50 presenze. L’obiettivo di Bianchimano è quello di centrare anche lui la doppia cifra, lasciando così la Reggina con una piccola soddisfazione personale.

Parla Licastro

Sul momento della Reggina e sugli obiettivi raggiunti dalla squadra si è soffermato Mattia Licastro, esprimendo il proprio punto di vista alla web tv amaranto: "È stata una stagione molto dura sia dentro che fuori dal campo. All’inizio il primo impatto col campo è stato difficile visto che era da tanto che non giocano, ma alla fine è andata molto bene. Maurizi? E’una bravissima persona, molto preparata. Peccato per i cori durante le partite, i tifosi devono venire ad incitarci, non ad insultare il mister. La curva sud ci manca tantissimo, quando giocavo in D e durante le partite cambiavo porta dalla sud alla nord sembra fosse un altro stadio. I tifosi ci mancano tanto. Per quanto riguarda il mio futuro, spero di restare qui, ma ancora è presto per parlare. Prima finiamo il campionato, poi si vedrà. Sono stato vicino a lasciare la mia Reggina, poi il destino ha voluto che rimanessi qui in amaranto. Bianchimano? Dal primo anno è cambiato tanto. Dalla prima volta che l’ho visto l’ho subito chiamato ‘cestista’. A primo impatto non mi è piaciuto tanto, ora è migliorato tantissimo ed è diventato un grandissimo attaccante. Per quanto riguarda la nostra stagione, ad inizio campionato avevamo prefissato l’obiettivo della salvezza, poi durante questo campionato abbiamo lasciato diversi punti per strada, soprattutto in casa con il Fondi. Peccato per non aver raggiunto i play-off".

I numeri di Maurizi

Grazie al lavoro di Maurizi incentrato sulla crescita e sulla valorizzazione dei giovani, la Reggina è riuscita ad ottenere il contributo della Lega per il totale del minutaggio collezionato dagli stessi giovani schierati in stagione, una cifra che si aggira intorno ai 400 mila euro. Un mix di risultati economici e sportivi che rappresenta il fiore all’occhiello di una società ambiziosa, che punta a migliorarsi di stagione in stagione pur con le solite difficoltà. Non va dimenticato inoltre un altro importante dato relativo alla gestione Maurizi, cioè quello relativo al possesso palla. La Reggina infatti è la squadra che ha ottenuto la più alta percentuale nelle ultime tre partite disputate: 55% contro il Fondi, 56% contro la capolista e 30 minuti contro il Siracusa. Statistiche sorprendenti che dimostrano come le squadre di Maurizi ricerchino il risultato tramite il gioco, puntando sul palleggio e su quelle geometrie che difficilmente si vedono in Serie C. E’ stata proprio questa la forza della Reggina, esaltata da un allenatore come Maurizi riuscito a plasmare una squadra capace di non sconfinare mai in zona playout restando sempre fedele alle linee guida dettate a giugno dalla società.  Un trionfo sportivo che non può che far sorridere una piazza esigente come quella di Reggio Calabria.

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