Reggina, Praticò: "Taibi ci ha colpiti per la sua grinta e per il suo entusiasmo"

Serie C

Il presidente della Reggina ha parlato della stagione amaranto, soffermandosi anche sull’ingresso in società di Taibi e sul futuro di Maurizi

Stagione completata, salvezza acquisita e nuovi programmi pronti per essere redatti. Archiviata questa annata piena di difficoltà, chiusa però con il raggiungimento dell’obiettivo, la Reggina comincia a progettare il futuro, partendo dal nuovo direttore sportivo Massimo Taibi, che avrà il compito di allestire la rosa per il 2018/2019. Un lavoro complicato ma su cui c’è la piena fiducia del presidente Praticò, che si è soffermato sull’entrata in società dell’ex portiere amaranto: "Abbiamo parlato con dieci direttori sportivi diversi prima di scegliere Taibi, ci ha colpito per il suo entusiasmo, per la sua grinta e per le sue conoscenze. La partenza è stata ottima, soprattutto, per il grande entusiasmo. Non stiamo facendo revival, di altri nomi di ex non c'è nulla di certo. Non si può però parlare di nuovi allenatori, visto che già ne abbiamo uno quindi per adesso non faremo nomi. Abbiamo ritenuto opportuno presentare il ds per fare conoscere la squadra. Infatti lui è sceso negli spogliatoi per parlare con la squadra".

Capitolo Maurizi

Il presidente Praticò poi si è soffermato su Maurizi, nota lieta di questa stagione della Reggina: "E’ normale che molte società si interessino ad un allenatore che è riuscito a smentire tutte le critiche piovutegli addossi, ottenendo una grandissima salvezza. Non è detto che non possiamo continuare con Maurizi, ma ci sta che la società voglia perseguire un altro tipo di gioco. Nuovo allenatore? Il calcio si muove verso la figura di tecnico aziendalista. Se Allegri chiedesse Ronaldo o Messi alla Juventus, probabilmente non sarebbe sulla panchina della Juventus".

Presunta cessione della società

Infine, Praticò svela un retroscena relativo alla presunta cordata che avrebbe dovuto comprare la Reggina: "Un tramite di Reggio ci ha messo a conoscenza che esisteva un gruppo messicano interessato ad investire 5 milioni di euro. Ci siamo collegati via internet per capirci di più. Loro ci hanno ammesso che volevano investire sul Granillo. E allora noi abbiamo risposto che probabilmente dovevano recarsi dal sindaco, che il Granillo non era di nostra diretta pertinenza".

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