Mancini ct della Nigeria? "Ho dato la mia disponibilità"

Calciomercato
Mourinho e Mancini: per l'ex dell'Inter si prospetta un futuro internazionale
mourinho_mancini_skytoon_548x345

Il predecessore di Mourinho all'Inter racconta la voglia di tornare in panchina dopo la rescissione del contratto con i nerazzurri: la prospettiva di una Coppa d'Africa e di un Mondiale mi affascina, e la Nigeria è ricca di ottimi giocatori poco celebrati

COMMENTA NEL FORUM DI CALCIO INTERNAZIONALE

GUIDA TV: COSI' IL SORTEGGIO MONDIALE SU SKY

"Da luglio la scelta di riposare non è più mia". Roberto Mancini, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, racconta la voglia di tornare in panchina che lo ha portato a rescindere il contratto con l'Inter, rinunciando "a molti soldi. Avrei avuto il denaro, ma non la felicità di allenare".

E conferma l'avvio di un contatto per diventare il ct della Nigeria: "Mi è stata chiesta in forma non ufficiale una disponibilità e io l'ho data perché la prospettiva di una Coppa d'Africa e di un Mondiale mi affascina, e la Nigeria è ricca di ottimi giocatori poco celebrati. Se davvero mi vogliono, io mi siedo e tratto".

In Italia si dice pronto a qualunque squadra gli proponga "un progetto ampio e serio. C'è un solo club che non mi sentirei di guidare ed è il Genoa: sono stato la bandiera della Samp, i genoani per primi non mi vorrebbero tra i piedi". Mancini parla anche del suo rapporto con l'Inter e di come si interruppe bruscamente: "Il motivo per cui venni esonerato non conta più, in realtà non l'ho mai capito fino in fondo; ma era un diritto di Moratti, e non ci potevo fare niente".

Domani si gioca Juventus-Inter e l'allenatore jesino la vede così: "Come forza generale l'Inter è superiore, ma dalla Juventus mi aspetto la partita della vita. Se vuole riaprire la corsa allo scudetto non può fare altro che vincere". Quanto alla Nazionale, Mancini premette di non voler dare suggerimenti a Marcello Lippi ma, dipendesse da lui, Mario Balotelli sarebbe certo di un posto al Mondiale in Sudafrica: "E' già oggi uno dei migliori giocatori d'Europa, con tutti i limiti di un diciannovenne. Certo che lo convocherei, anche per portarmi avanti col lavoro: Mario segnerà il calcio italiano del prossimo decennio".