Calciomercato Story, la Sentenza Bosman

Calciomercato

Giorgio Sigon

Bosman_Getty

Nel lungo viaggio attraverso le tappe più importanti della storia del calciomercato italiano, oggi vi proponiamo un piccolo ripasso di quella che è stata la più grande rivoluzione legata al mondo del pallone

Il 15 dicembre 1995 il calcio cambia e lo farà in maniera netta e perpetua grazie a Jean Marc Bosman e alla famosa sentenza che porta il suo cognome. Bosman doveva passare dall'RFC Liegi al Dunkerque e la sua battaglia abolì gli indennizzi (ricordate Van Basten passato al Milan che pagò solo il parametro UEFA?). Il fatto curioso è che, se cercate in rete, troverete filmati, documentari e tanti altri video sul caso Bosman ma molto difficilmente troverete un suo gol, segno che, come spesso accade, i grandi sconvolgimenti derivano da piccole storie.

Prima di elencare i nomi stranieri che popolarono la nostra Serie A dal 1996 in poi è bene (e utile) ripassare la Sentenza Bosman

  • Fu emessa il 15 dicembre del 1995 dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea

  • Da quel momento ci fu la possibilità per i calciatori professionisti dell’Unione Europea di trasferirsi da una federazione all’altra in modo del tutto gratuito una volta scaduto il contratto con la squadra di appartenenza

  • Vennero tolti i limiti fissati sul numero degli stranieri utilizzabili in campo

  • Le norme UEFA sull’indennizzo e sul tetto degli stranieri erano infatti incompatibili con l’Articolo 48 del trattato sull’Unione

 

Vediamo anche com’era, nella pratica, la normativa sui trasferimenti prima della Sentenza Bosman

  • Un giocatore a fine contratto doveva ottenere il permesso per trasferirsi altrove dalla società alla quale apparteneva

  • Il club che deteneva il cartellino del calciatore otteneva un indennizzo calcolato secondo alcuni parametri come stipendio dell’ultimo anno ed età del calciatore

  • Il numero degli stranieri veniva limitato secondo normative interne delle varie Federazioni

 

Dopo il 15 dicembre 1995 il quadro cambiò così

  • Il trasferimento, da una federazione dell’Unione ad un’altra, di un giocatore a fine contratto diventa gratuito (libera circolazione dei lavoratori in ambito UE)

  • Un giocatore può firmare un pre-contratto se va in scadenza nei sei mesi successivi

  • Le Federazioni non possono più limitare autonomamente il numero di giocatori comunitari in campo contemporaneamente


Tra le conseguenze della nuova realtà ci fu quella del deterioramento dei vari vivai e il proliferare di onesti mestieranti che nulla avevano in più rispetto a giocatori “autoctoni”. Molto spesso però l’ingaggio di uno straniero era conveniente dal punto di vista economico e normativo. Oltre a ciò ci fu la corsa all’antenato comunitario (in modo da non occupare slot per gli extracomunitari). Infine ci furono pre-accordi non rispettati ma usati come “esca” per ottenere rinnovi a condizioni molto più favorevoli. In alcuni casi il club che non otteneva il calciatore messo sotto pre-contratto, riceveva un indennizzo economico.

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