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C'est Guedes, chi è il nuovo CR7 vicino al Psg

Calciomercato
Goncalo Guedes, attaccante del Benfica ormai vicino al Psg (Getty)

Per tutti è il nuovo Cristiano Ronaldo. E in effetti qualche somiglianza c'è: fisico, tecnica, velocità, l'etichetta del predestinato. A lui la conferma, quasi chiuso il suo passaggio al Psg. Il papà: "Ho fatto 60mila km per lui, tutto merito del fratello...". Da Benavente alle maglie in regalo, i segreti del giovane Guedes

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"Il Psg vuole Cristiano Ronaldo". L'abbiamo sentito varie volte e lo sentiremo ancora. Ah, gli emiri. Hanno fondi, ambizioni e disponibilità. Il "problema" è che CR7 è l'oro di Madrid. Trasferimento impossibile quindi? Diciamo improbabile. Meglio non dare giudizi, ma il Psg si cautela: "Sai che c'è? Prendiamo l'altro". Goncalo Guedes, il "nuovo Cristiano Ronaldo".

30 milioni per il "principe di Parigi - "Vabbè" direte voi: "Solito giudizio affrettato". Perché nel calcio funziona un po' così: se sei veloce, dribbli tutti e hai una grande tecnica, allora sei automaticamente "il nuovo" Messi o il "nuovo" Cristiano Ronaldo. Stavolta, però, sembra che il paragone non sia così banale. Badate bene: Guedes - effettivamente - è un predestinato, gioca bene, ha gamba e raccoglie grandi elogi. Portoghese, inoltre. Un classe '96 pronto ad approdare al Psg per circa 30 milioni. C'era(no) anche il Man United e il Monaco, ma i francesi sembrano in vantaggio. Chissà, forse avranno visto il suo gol in Youth League 4 anni fa, una rovesciata in mezzo all'area proprio contro di loro. Colpo di fulmine: "Teniamolo d'occhio ". Detto, fatto."Principe di Parigi" titola A Bola, quotidiano portoghese. Insomma, ci siamo. 

"Io, mio figlio e i 60mila km per lui - Ma la domanda è: chi è questo Guedes? Perché è considerato il nuovo Cristiano Ronaldo? Soprattutto, abbaglio o realtà? Perchè si sa, di Irfan Fandi ce ne sono proprio vari (per la cronaca, il Cristiano Ronaldo di Singapore). Partiamo da un dettaglio: il caso. Guedes andava con suo fratello più grande nei campetti di Benavante, in Portogallo. Problema: era più piccolo di due anni, quindi non lo facevano giocare. Ma nei torneini di paese - dove non serviva la carta d'identità - giocava coi più grandi ed era già un talento. Il padre Rogerio ricorda: "Ha vinto ogni trofeo. Ed era sempre il più piccolo".

E poi, che succede? - Come in un film: succede che amici e parenti ti consigliano di portarlo in qualche squadra, magari al Benfica dei campioni (attenzione, non allo Sporting di Ronaldo). Succede che il papà lo porta e va tutto ok, gli osservatori lo vedono e non se lo lasciano sfuggire: "Questo qui va preso subito". Lieto fine. E una macchina col motore su di giri: "Grazie a lui avrò fatto 60.000 chilometri all'anno, da Lisbona a Benavente. Avrò cambiato una decina di auto!". Sacrifici ripagati però, perché Goncalo firma il primo contratto da professionista a 16 anni e a 18 si trasferisce con la fidanzata: "Spesso torna a Benavente però - ricorda Rogerio - resta a dormire e torna al Benfica". A casa, tutte fotografie. Pure un torneo a Roma, dove Goncalo vinse il premio di miglior giocatore: "Non una novità, era sempre suo".

Dribbling e greatest hits - Ora l'aspetto tecnico. Che dire? Seconda punta, anche esterno. Trequartista. Parola di Emery, allenatore del PSG: "Può giocare in entrambe le posizioni" . Già approvato. Quest'anno, inoltre, 7 reti in tutte le competizioni, tra cui una al Napoli (11 totali col Benfica). Miglioramenti evidenti. Fisico alla Ronaldo, qui il paragone c'è. Alto e longilineo. Ha già vinto due campionati, due coppe portoghesi e una Supercoppa. Velocissimo eh, dribbla e salta tutti (proprio come qualcuno, col numero 7, portoghese). Per ora mantiene un basso profilo: non ha tatuaggi, non ama la vita mondana e non ha macchinoni. Uno per bene. 

La storia della maglia - Tutti lo descrivono come un bravo ragazzo, a partire da Helena Costa, uno dei suoi primi allenatori. Ecco l'aneddoto: "Quando lavoravo in Qatar mi ha inviato un messaggio su Facebook dicendo che aveva qualcosa per me. Era la maglia della sua prima presenza in Portogallo, con l'U16. Ero in Qatar, non abbiamo avuto molti contatti, ma nonostante tutto ha mantenuto la maglia, l'ha firmata e me l'ha data. Questo dimostra il suo carattere, il suo senso di gratitudine. E' un tipo allegro, si fa voler bene". Su Instagram, il suo profilo ufficiale è stato invaso di commenti, una serie di elogi e belle frasi da parte dei tifosi: "Boa Sorte" la più comune. Qualcosina l'ha lasciata. E adesso i chilometri saranno un po' di più, ma la macchina di papà rimarrà sempre accesa per un passaggio. Anche fino a Parigi.