Inter, Ausilio: "Coutinho? Non escludo ritorno"

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Arrivato giovanissimo all’Inter, Philippe Coutinho è il grande rimpianto del direttore sportivo Piero Ausilio. Che lascia aperte le porte per il ritorno in nerazzurro del talento del Liverpool: "Adesso abbiamo dei proprietari forti"

Rimpianto Coutinho - 20 anni di carriera all’Inter e un rimpianto che risponde al nome di Philippe Coutinho. Piero Ausilio, direttore sportivo nerazzurro, non nasconde l’amarezza per la mancata esplosione in Italia del talento brasiliano oggi al Liverpool, arrivato all’Inter da giovanissimo. "La sua cessione probabilmente è il mio rimpianto più grande in oltre vent'anni che sono all'Inter. Ho ottimi ricordi di Philippe, come giocatore e anche del ragazzo. Quando è arrivato qui, ci ha subito sorpreso per quanto fosse eccezionale. Era molto serio e aveva voglia di lavorare, si vedeva che disponesse già di quello che serviva per andare avanti e fare quello che sta facendo adesso. Devo però mettere tutto nel contesto in cui è arrivato. Credo che oggi giocherebbe con regolarità se fosse ancora qui, giocando tutte le partite e avendo i successi che sta avendo al Liverpool. All'epoca non era pronto fisicamente e doveva abituarsi ad un tipo di calcio diverso", le parole rilasciate da Ausilio a ESPNFC.

Addio necessario - Il direttore sportivo dell’Inter ripercorre le tappe che portano all’addio di Coutinho all’Inter: "Quando tornò in nerazzurro dopo il prestito all'Espanyol, la squadra aveva preso una nuova direzione. Avevamo cambiato nuovamente allenatore, eravamo in cerca di una maggiore continuità e abbiamo cambiato qualche giocatore. Non solo per Coutinho fu un momento difficile. Dopo un anno non giocava con continuità ma si vedeva che aveva talento. Forse avevamo qualche giocatore più talentuoso che era avanti a lui nelle gerarchie, come Diego Milito, Wesley Sneijder, Antonio Cassano e Rodrigo Palacio. Quindi non riusciva ad avere più spazio in campo, e a lui serviva questo. A essere sinceri, l'Inter in quel momento stava lavorando su diversi trasferimenti. Eravamo anche ai colloqui preliminari coi nuovi proprietari e con nuovi potenziali azionisti. C'era un allenatore giovane come Andrea Stramaccioni e avevamo bisogno di vendere per comprare. Abbiamo avuto l'occasione di vendere un giocatore che non stava giocando e investire quei soldi su un elemento più consono alle necessità del tecnico come Mateo Kovacic, che poi abbiamo venduto al Real Madrid per quasi 40 milioni. E stavamo completando l'acquisizione di Mauro Icardi, quindi quei soldi ci hanno permesso di prendere Kovacic e furono usati anche per l'acquisto dell'argentino", ha proseguito Ausilio.

Sogno nerazzurro - Da rimpianto a… sogno, nemmeno poi del tutto irraggiungibile. Ausilio infatti lascia aperte le porte per un ritorno Philippe Coutinho in nerazzurro: "La carriera del brasiliano è iniziata grazie a noi, giocava nella nazionale Under 17 con Neymar e Lucas Moura, quindi abbiamo fatto bene a prendere un giovane come lui. Adesso abbiamo dei proprietari forti, anche se il Fair Play Finanziario ha ancora impatto sulle nostre finanze. Ma non posso escludere che in futuro Coutinho possa tornare a vestire il nerazzurro, possiamo sempre sperarci".

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