Il generico del campione: una "Piovra" per la Juve

Calciomercato

Luca Cassia

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Primo contatto tra i bianconeri e il Siviglia per N'Zonzi, oggetto di una clausola di risoluzione pari a 40 milioni di euro. Perché non puntare su un'alternativa low cost? Suo coetaneo e connazionale è Capoue, mediano del Watford reduce dalla migliore stagione di sempre grazie a Mazzarri

Per ogni farmaco esiste un medicinale equivalente, soluzione dai medesimi effetti che gode tuttavia di una spesa inferiore. Così come nei mercati farmaceutici mondiali, seppure oscurate dal fuoriclasse del momento, operazioni e trattative riservano alternative di pari efficacia ma dal costo decisamente minore. Non ci credete? Attraverso "Il generico del campione" vi indichiamo una proposta parallela al nome più chiacchierato tra i rumors di mercato: meno appeal, magari, ma il risultato è garantito.

Max Allegri non ha dubbi: il primo rinforzo per il centrocampo della Juventus ha muscoli, tentacoli e una buona esperienza internazionale. Identikit che non tradisce l’interesse per Steven N’Zonzi, mediano francese classe 1988 del Siviglia. Un polpo impressionante per centimetri (196) e prestanza, abile a coprire e spezzare il gioco avversario nonché ordinato in fase d’impostazione. Insomma, un gigante prezioso per equilibrio e collocazione tattica, pedina ideale in casa bianconera per disputare un’altra stagione ad alti livelli. Il primo contatto tra le parti non ha smosso José Castro, presidente andaluso: "Se andrà via, non lo farà per una cifra inferiore a quella della clausola". Tradotto: 40 milioni di euro e chiavi in mano. La Juve pensa ad un’offerta dilazionata (35 milioni spalmati in tre anni), proposta ancora in stand-by. Chissà che la riflessione di Marotta e Paratici non sposti l’attenzione sull’alter-ego dell’oneroso N’Zonzi.

ÉTIENNE CAPOUE

Ruolo: Centrocampista
Data di nascita: 11 luglio 1988
Altezza/Peso: 189 cm/80 kg
Nazionalità: Francese
Squadra: Watford
Valutazione: 10 mln €
Scadenza contratto: 2019

Già accostato in passato a club italiani (Napoli e Roma), il mediano impegnato in Premier League alimenta più similitudini con l’obiettivo della Juventus. Prossimo ai 29 anni come N’Zonzi, passaporto francese in comune, struttura granitica e naturalmente la stessa disposizione in campo: centrale o mezzala, all’occorrenza abile a destreggiarsi qualche metro più avanti. Ingeneroso definirlo un clone del gigante in forza al Siviglia, d’altronde agli ordini di Mazzarri è reduce dalla migliore stagione di sempre in carriera. E, dettaglio non da poco, costa quattro volte meno del coetaneo e connazionale ambito dai bianconeri.

Mi manda Walter

Origini guadalupensi come Thuram e Lacazette, Capoue getta le basi tra i professionisti a Tolosa dove cresce per sei stagioni: a 20 anni è candidato al premio di miglior giovane dell’anno in Ligue 1, poi assegnato a Eden Hazard. Centrocampista difensivo arruolabile pure nel pacchetto arretrato, gradualmente meno ruvido dopo l’eccessiva irruenza di gioventù, irrompe nella Nazionale di Deschamps dove accumula 7 gettoni e un gol tra agosto 2012 e 2013 prima di guadagnare la chiamata in Premier League.

Sfumato l’accordo con il Cardiff se lo assicura per 11 milioni di euro il Tottenham allenato prima da Villas-Boas e poi da Sherwood. Un infortunio alla caviglia lo costringe ai box, al rientro si ritrova scalzato da Bentaleb. Poca fortuna anche con l’avvento di Pochettino: rifiuta il prestito al WBA e scalda la panchina per tutta la seconda parte della stagione. Un biennio da 36 presenze complessive gli apre le porte del Watford, investimento da 8 milioni di euro della famiglia Pozzo. Buono l’impatto con Quique Flores, eccezionale sotto la guida di Walter Mazzarri: l’allenatore italiano nota la facilità di corsa e l’abilità negli inserimenti, assegna a Behrami il lavoro sporco e il gioco è fatto: 7 gol in campionato, 4 nelle prime 5 gare di Premier, bottino che eguaglia il suo record personale nell’ultima annata al Tolosa.

Unico giocatore del campionato a segno in entrambe le sfide contro i campioni d’Inghilterra del Chelsea di Antonio Conte, Capoue rende merito all’intuizione di Mazzarri e suggerisce scenari di crescita inaspettati dopo la parentesi al Tottenham. L’eredità di Walter regala una nuova veste al centrocampista francese libero di attaccare e gestire più palloni, duttilità che può favorirne l’ascesa in chiave mercato: recentemente ha escluso un suo ritorno in Francia indicando piuttosto il calcio inglese come l’ideale per sé e per le sue qualità. Raggiunta la piena maturità e integrità fisica, un approdo alla Juventus potrebbe stimolare un impatto ancora più sorprendente. Da rimarcare i mezzi atletici di Capoue, 8° giocatore in Premier League per chilometri percorsi mediamente nell’arco della stagione. E pensare che qualcuno lo accusava di indolenza.

Box-to-box

Un dettaglio non da poco la continuità concessa al 28enne francese, titolare inamovibile nelle sue 37 partite disputate con una sola assenza (lo 0-4 a White Hart Lane contro l’ex Tottenham). Idolatrato dai tifosi che gli riservano un coro ad ogni uscita (He’s Walter’s man, he’s better than Zidane), questo "tuttocampista" vanta un buon bagaglio tecnico con una gemma divenuta virale lo scorso settembre: autore del vantaggio contro lo United di Mourinho poi battuto 3-1, Capoue ridicolizza Lingard con un tunnel-elastico trasformando una fase di copertura in un contropiede micidiale.

Crea e difende, bravo nella costruzione nel breve, adesso attacca e segna: un centrocampista completo, direte. "Non proprio - ha già risposto lo stesso Capoue -, perché un giocatore totale non milita nel Watford". Modestia o meno, l’ex Tottenham non accusa rimpianti né si sofferma su numeri e dettagli: la sua passione è tutta per l’NBA e per l’idolo LeBron James, atleta universale come lui stesso ha ribadito. La svolta a Londra ha trovato in Mazzarri il primo artefice della rinascita di Étienne, enfant prodige ai tempi del Tolosa: le statistiche in Francia lo collocavano ai vertici nelle classifiche dei palloni recuperati. Se ne accorse anche l’ex compagno Gignac, stupito dalla sua capacità di arrivare dappertutto tanto da ribattezzarlo "La Piovra". Non era forse un polpo il vero obiettivo di Allegri?

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