Il paradosso di Bonucci al Milan: un affare per tre

CalcioMercato

Massimo Corcione

Bonucci al Milan è un affare a tre (e soprattutto per tre): Montella ha finalmente trovato il suo trascinatore, la Juventus chiude una plusvalenza da record e Leonardo diventa il calciatore più pagato della Serie A. Vivranno tutti felici, contenti e, naturalmente, ricchi di entusiasmo

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Nel calcio un divorzio può rendere più ricchi i ricchi, ed è un dettaglio irrilevante se si recita la parte di chi lascia o di chi viene lasciato. E’ l’ultimo dei paradossi ribaditi dal perfezionamento della triangolazione Bonucci-Juventus-Milan. Un affare a tre, ma soprattutto un affare per tre: e qui quasi si sfiora l’unanimità nel commento popolare, la voce dei tifosi non usa più la parola tradimento, diventato solo un retaggio polveroso di quando esistevano le bandiere. Resiste solo Totti, anche oggi che ha abbandonato il campo per una scrivania che non sarà certamente più comoda.

Bonucci, invece, non solo è ancora lontanissimo dall’età della pensione, ma è soprattutto convintissimo del trasloco cominciato con l’ovazione di Casa Milan. La differenza è tutta qui, nella volontà di cambiare squadra e città, soluzione proposta dal Milan al calciatore e assecondata dalla Juventus. Non c’è tradimento se le tre volontà negoziali sono concordanti, e questo è il segno dei tempi che sono cambiati. Di Higuain, a un anno di distanza da quello che pareva un irriconoscente voltafaccia, a Napoli si ricordano come di un idolo del passato, quasi una riedizione del vecchio Altafini core ‘ngrato. Bonucci non avrà neppure un titolo che gli rinfacci la scelta: prima di tutto non lo merita, avendo fatto collezionare al suo vecchio club un record di plusvalenza (grazie ai quaranta milioni incassati) e la concreta possibilità di poter gestire l’innovazione in un reparto formato non proprio da ragazzini. Il prezzo imposto per un giocatore trentenne è un risultato da iscrivere a bilancio come una importante vittoria, ma assolutamente non scontato.

A casa sua, Leo porta un ingaggio da Guinness (sarà il più pagato della serie A) e un’iniezione di entusiasmo subito certificato al momento dell’accoglienza. Il Milan, poi, allunga la lista delle spese fino a guardare l‘impegnativa cifra di duecento milioni di euro. Queste sono, soprattutto, cifre da consulenti finanziari, ma da sole non avrebbero completamente giustificato la trattativa. C’entra, invece, la natura di leader che Bonucci ha sempre evidenziato: personalità forte, anzi fortissima, ragione della scelta milanista con Montella in cerca di un trascinatore per il nuovo corso cinese; ma il carattere deciso è stato anche il motivo principale dei contrasti con Allegri che hanno caratterizzato l’ultima stagione. L’ipotesi di Bonucci subito capitano milanista si spiegherebbe proprio così.

In campo, infine, gli ultimi argomenti: se alla Juve devono essersi convinti che riusciranno a sostituirlo senza gran danno, magari rendendo ancora più duttile l’impostazione del settore; a Milanello sono altrettanto certi che basterà la nuova presenza al centro della difesa per evitare quelle amnesie che hanno costretto più volte la squadra ad affannosi recuperi. E così, per qualche tempo almeno, vivranno tutti felici, contenti e, naturalmente, ricchi di entusiasmo.

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